IL CORSIVO – STRAGE CRANS MONTANA: VERGOGNA! VERGOGNA! VERGOGNA!

Quando Nostro Signore creò il Mondo, e si fermò a riflettere sul territorio che poi sarebbe diventato “Vecchio Continente”, dovette avere un occhio, non particolare, ma addirittura speciale allorchè scelse il profilo terrestre che avrebbe dovuto avere la futura Svizzera. Un profilo che apparve subito sublime, con i suoi monti rassicuranti e le sue verdi valli, alla specie umana che ebbe il privilegio di abitarla: un piccolo paradiso “ambientale” che gli uomini – passo dopo passo – hanno saputo trasformare anche in paradiso “fiscale”, qui inteso nella sua migliore accezione, ossia luogo in cui paghi quasi zero tasse e, soprattutto, puoi custodire i tuoi soldi in totale segretezza e senza che nessuno ti rompa le scatole.

In questo splendido granello dell’Universo, la fantasia fiabesca ha poi fatto nascere Heidi – emblema di bontà e purezza mentale – e il pastorello Peter con le sue adorabili caprette. Ancora qui, quarant’anni fa, ebbe i natali – ma stavolta reali, non da fiaba – tale Elly Schlein, una “proletaria” molto benestante, la quale è diventata, nondimeno, segretaria del Partito democratico italiano, non perché avesse chissà quale carisma politico, tutt’altro. Epperò questa è storia diversa, che vi racconteremo quando avremo tempo da sprecare.

Bellissima la Svizzera. Paese di grande sensibilità sociale, di macchina istituzionale perfetta, di eccellente attenzione per la Sicurezza individuale e collettiva, di una Giustizia decisamente efficiente e giusta.

Dalla Creazione, per mano benevola di Nostro Signore, alla notte di Capodanno 2026, la Svizzera era questa e tante altre esemplari cose buone. O almeno così appariva. Poi, quella notte maledetta a Crans Montana, l’improvviso stravolgimento del paradigma: la fine delle suggestioni paradisiache, eccezion fatta di quella fiscale; la fine del mito delle purezze mentali modello Heidi; la fine di un sogno, l’inizio di un incubo.

Nell’ordine, adesso. Altro che eccellenza per la Sicurezza: il locale più gettonato di quelle parti va a fuoco. E ci va non perché Putin (o il perfetto Trump) abbia sbagliato mira e uno dei suoi droni “criminali” sia maldestramente precipitato proprio in quella discoteca. Più semplicemente, è accaduto perché vi hanno acceso aggeggi che in quel locale male isolato e addirittura, per imperizia, reso infiammabile, non potevano essere accesi.

Quella notte muoiono quaranta innocenti, nella stragrande maggioranza sono ragazzi. Oltre cento i feriti da ustioni.

Muoiono o si feriscono perché in quella maledetta discoteca c’è una sola via di uscita, perdippiù stretta e paradossalmente con la porta chiusa. Vergogna!

Altro che efficienza della macchina istituzionale: l’apparato comunale si sveglia con comodo, la notte della tragedia. Passa qualche giorno prima che il sindaco si decida a confessare che negli ultimi cinque anni quel locale non era mai stato controllato. Vergogna!

Altro che Giustizia decisamente efficiente e giusta. Le indagini vengono avviate con molto ritardo ed altrettanto lentamente. C’è tutto il tempo, ben nove giorni, prima che i gestori vengano arrestati, per far scomparire altre prove di colpevolezza significative, oltre a quelle per fortuna inamovibili grazie all’ottimo lavoro giornalistico sviluppato nella prima fase della tragedia. C’è anche tutto il tempo per far scomparire danaro dai conti bancari intestati alla coppia Moretti.

Giustizia efficiente e giusta? C’è altro. La madre di tutte le vergogne di questo incredibile caso giudiziario è la scarcerazione di Jacques Moretti – accusato di reati gravissimi – grazie alla cauzione di 200 mila franchi pagata da un segretissimo amico del gestore del locale Le Constellation.

Insomma e in conclusione, nella Civilissima Svizzera – “In Principio” privilegiata da Nostro Signore – puoi essere accusato di vari e gravissimi fatti che hanno causato quaranta morti e oltre cento feriti, ma puoi andartene comodamente a dormire a casa, dopo un paio di settimane in galera, se ci sono in giro per caso benefattori che si lasciano impietosire dalle lacrimucce d’un Jacques Moretti e non già dalle vittime d’una strage alle cui cause il gestore del bar-discoteca certamente non può dirsi estraneo. Vergogna! Vergogna! Vergogna

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