IL CORSIVO – I PINGUINI DI TRUMP E SIGMUND FREUD
Donald Trump ne ha fatta un’altra. Di brutte figure, naturalmente. Dopo aver confuso un paio di volte, solo nell’ultima settimana, l’Islanda con la Groenlandia, stavolta ha preso uno scivolone sul… pinguino. Il Presidente ha voluto sfogare la sua “passione” per la Groenlandia ormai patologica, infatti, facendosi raffigurare in un post mentre cammina sulle nevi dell’Artico, non in compagnia di un Orso, bensì d’un inconsapevole Pinguino, il quale con una mano regge ben alta la bandiera statunitense e con l’altra stringe quella di Trump. Sullo sfondo del meme s’intravede una catena di monti ghiacciati, più avanti il vessillo della Groenlandia.
Virale è diventato il post lanciato dalla Casa Bianca, maggiore diffusione sui social hanno fatto registrare gli sfottò all’indirizzo di Trump per aver confuso stavolta l’Artico, dove non trovi l’ombra d’un Pinguino nemmeno se la paghi tutti i miliardi di dollari del patrimonio di Donald, con l’Antartide, ovvero il continente dell’Emisfero australe su cui maggiormente i Pinguini nascono, crescono, s’innamorano e felicemente proliferano.
Cosa dire? In un verso o nell’altro, oltre che per la Groenlandia, Trump ha un rapporto profondo, diciamo pure odio-amore, con i Pinguini. E sia nell’odio che nell’amore, il Presidente, chissà perché, quando si tratta di Pinguini perde letteralmente la testa. Fateci caso. Il succitato post della tenera passeggiata sulle nevi della Groenlandia, ancorché paradossale gaffe geografica, è comunque un atto d’amore verso quella specie d’uccello marino. Andiamo un tantino indietro nel tempo, e scopriamo che Trump, nella sua devastante guerra commerciale, impone dazi da capogiro anche alle isole Heard e McDonald: guarda caso, luoghi praticamente disabitati da umani ma popolatissimi di chi, secondo voi? Esatto: proprio di Pinguini. Ancora una gaffe, dunque, stavolta di odio; ancora lui: The Donald.
Non solo gaffe, attenzione. In questi episodi, letti in trasparenza, si può perfino individuare una sorta di pena da contrappasso che Trump, ossessionato dai Pinguini, masochisticamente si infligge. Un esempio per tutti. Notoriamente il Pinguino è simbolo di lealtà, amore e legame per tutta la vita. The Donald ha avuto fin qui tre mogli, numerose relazioni documentate e ci fermiamo, qui senza disturbare Epstein. Fatti suoi, naturalmente. Che però, se si è uomo pubblico, tanto più se si è Presidente degli Stati Uniti d’America, quei fatti, inevitabilmente, diventano di tutti.
Riepilogando: Trump, il Pinguino della Groenlandia, i Pinguini delle isole Heard e McDonald. Trump e i dazi funesti inflitti a mezzo mondo. Trump e il gioco delle tre carte con l’Ucraina. Trump e il petrolio del Venezuela. Trump e la politica degli affari. Trump e….riguardatevi le cronache del primo anno della sua seconda presidenza Usa, fino ai fatti delle ultime settimane a Minneapolis, culminati ieri con la protesta di piazza che chiede giustizia per i casi di Renée Good e Alex Pretti, due cittadini americani uccisi dagli agenti federali anti-immigrazione”.
In un altro tempo, in un’altra vita, l’uomo attualmente più potente del mondo sarebbe stato un caso molto problematico, forse irrisolvibile, anche per un Sigmund Freud. Siamo messi male. Molto male
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