La nuova Dogana di Avellino si libera dalle transenne ma non ritrova guglie e statue

In queste ore la città di Avellino può ammirare la facciata restaurata della Dogana, che però non presenta le antiche guglie ritrovate dai Carabinieri a Calitri nel maggio scorso, né le statue. L’accordo con la Soprintendenza c’è, ma i soldi no

Dopo essere stata nascosta alla vista dei cittadini per quasi quattro anni, la facciata restaurata della Dogana di Avellino è di nuovo visibile. I cittadini possono finalmente ammirare il volto settecentesco firmato dal Fanzago nella sua struttura architettonica basilare, purtroppo priva però delle sue guglie seicentesche, ma non solo. Nelle nicchie non ci sono per ora né ne breve periodo le statue e i busti ritraenti tra gli altri Adriano Augusto, le dee Venere e Diana, Francesco Marino Caracciolo, tra gli altri, tesori attualmente conservati presso la Dogana dei Grani di Atripalda in attesa di un proprio restauro. L’amministrazione comunale di Avellino ha già iniziato ad esplorare la strada per un possibile accordo con la Soprintendenza, tuttavia l’operazione non è di semplice realizzazione. Il riposizionamento imporrebbe misure di sicurezza non previste dal progetto in corso e, comunque, mancano i soldi anche per procedere con la collocazione di eventuali copie. L’Amministrazione comunale ha già fatto sapere in più occasioni di essere impegnata nel reperimento delle risorse finanziarie. Nel frattempo, gli avellinesi devono accontentarsi di quello che c’è.

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