La Torre di Avellino batte l’ora dei lavori dopo 6 anni di attesa dall’arrivo dei fondi
Il 2026 si annuncia l’anno della definitiva messa in sicurezza per il simbolo della città di Avellino sviluppata dal principe Francesco Marino Caracciolo
Ricostruita quasi interamente dopo il crollo seguito al terremoto del 23 novembre 1980, la Torre civica di Avellino, detta ‘dell’Orologio’, attendeva già alla fine del decennio scorso un primo restauro. Dal 2020 è infatti disponibile il mezzo milione di euro ritenuto necessario per verificare e ridurre la vulnerabilità dell’edificio, che con i suoi 36 metri torreggia e sovrasta il centro storico, tra le piazze Duomo, Amendola, Castello e corso Umberto I, svettando su tutto il costruito urbano, dal Corso Vittorio Emanuele II a ovest a via Francesco Tedesco a est. Purtroppo, l’emergenza sanitaria per il Covid ha bloccato l’iter, che nel 2021 sembrava potesse riprendere, in una fase in cui la Torre dell’Orologio figurava tra i principali dossier del Comune, pronto allora con il Sindaco Gianluca Festa ad acquisire il bene. Ma le buone intenzioni sono rimaste tali fino alla fine del 2024, quando la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio ha sbloccato lo stallo, affidando con procedure ad evidenza pubblica. Nel gennaio 2025 è stato sancito l’incarico tecnico per la progettazione e il coordinamento del cantiere. La svolta c’è stata nelle scorse settimane, quando il Commissario comunale Giuliana Perrotta e la nuova Soprintendente, l’architetto Anna Onesti, hanno parlato della Torre, a margine dei colloqui sulla Dogana, ormai restaurata e pronta a ricevere le sue antiche statue. È un legame stretto quello tra il monumentale Orologio di Avellino e la Dogana, non solo perché prospicienti e accomunati da analoghe origini seicentesche nel segno dei Caracciolo, ma soprattutto perché sono stati edificati su importanti preesistenze, di cui hanno ripreso e rilanciato la funzione. Secondo la tradizione riportata nelle schede ministeriali, la Torre dell’Orologio che noi conosciamo sarebbe stata la ricostruzione di una precedente torre di avvistamento, sorta a sua volta sui ruderi di un campanile che sovrastava le mura alto medievali della città. A questo punto si attende, però, l’annuncio dei lavori
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