Caos istituzionale in Irpinia sulla gestione dei rifiuti nei Comuni ora a rischio commissarimento

Caos nella gestione dei rifiuti in provincia di Avellino, dove i Comuni di Sperone, Morra De Sanctis, Venticano e Luogosano hanno deliberato il no a Irpiniambiente, mentre fioccano i ricorsi al Tar e al Presidente della Repubblica

Distratta dalla imminente campagna elettorale per le elezioni amministrative ad Avellino, Ariano e in numerosi Comuni irpini, la politica potrebbe essere costretta ad intervenire sui nuovi focolai di scontro istituzionale accesi dai ricorsi sul riassetto gestionale dei rifiuti. Ad accendere la miccia i ricorsi e le delibere prodotte da alcune amministrazioni locali per contrastare la scelta dell’Ente d’Ambito di affidare in continuità ad Irpiniambiente il servizio integrato per i prossimi 15 anni. I Comuni di Sperone, Morra De Sanctis, Venticano e Luogosano hanno messo nero su bianco il rifiuto di entrare in Irpiniambiente, mentre fioccano i ricorsi sia al Tar che al Presidente della Repubblica. Ma non solo. A pochi mesi dal provvedimento con il quale l’ATO ha deciso con il supporto della Regione Campania, fioccano gli affidamenti diretti da parte dei sindaci a soggetti privati, creando una frammentazione che contrasta con il dettato normativo regionale, come è stato ricordato nel corso di una riunione del Consiglio direttivo pochi giorni fa. In questo scenario complesso, anche per tutelare le regole regionali, l’Ato chiama l’Amministrazione della Campania perché intervenga secondo legge. La soluzione per arginare il caos è l’attivazione dei poteri sostitutivi su Irpiniambiente, ma anche per ribadire nei fatti il divieto alla creazione di sub ambiti, oltre all’unico ammesso per le città capoluogo come Avellino.

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