Il Pd prova ad evitare la conta: si cerca un nuovo candidato
Né Ambrosone né Giordano né Todisco: alla vigilia della direzione il Pd cerca sintesi su un terzo nome per compattare partito e coalizione. Centrodestra, fallisce la mediazione di Piantedosi: ognuno per conto suo
Sono ore frenetiche nella politica cittadina per definire progetti, proposte e candidati sindaci in vista delle amministrative. Alla vigilia della direzione, convocata dal segretario Marco Alaia dopo la fumata nera a Salerno, il Pd prova ad evitare la conta e a fare sintesi su un nome unico.
Fino a ieri i candidati in corsa erano Enza Ambrosone, Nicola Giordano e Francesco Todisco, con la prima favorita, ma i riferimenti delle varie correnti di via Tagliamento hanno preso consapevolezza che ognuno di questi nomi avrebbe inevitabilmente creato malcontento nell’altra fazione. Ambrosone e Giordano provocherebbero addirittura una spaccatura del campo largo, con la sinistra che non si schiererebbe a sostegno di uno degli ex consiglieri dem per quanto avvenuto in coda all’amministrazione Nargi; d’altro canto Todisco, proposto dalle minoranze, potrebbe poi non ritrovarsi alle urne il sostegno dell’area di maggioranza di Petracca. Candidati deboli sotto il tiro del fuoco amico, per questo è arrivata la richiesta a Salerno, sempre al segretario regionale Piero De Luca, di provare un ultimo tentativo di mediazione alla ricerca di un terzo nome che possa mettere tutti d’accordo.
L’impresa non è semplice, ma le trattative sono avviate; si valutano profili politici, é stato proposto l’ex segretario Nello Pizza, rimbalzano i nomi anche di Rosato e Cerrato, ma appare più probabile che la partita, sempre che arrivi a termine, possa chiudersi su un nome civico. Per ora però non trapelano possibili candidati della società civile.
In serata sono previste riunioni e contatti, anche l’imprenditore Walter Giordano é ancora in gioco, ma il ruolo è tutto da definire. L’esito delle trattative è imprevedibile: fumata bianca oppure l’inevitabile conta. E c’è chi continua a paventare il rischio di una rottura definitiva, quando già ormai la sinistra sembra a un passo dal decidere di correre in autonomia e anche Gubitosa, per i 5Stelle, ha lanciato l’ultimatum al Partito Democratico.
Più certezze dall’altra parte: il centrodestra non correrà unito. L’estremo tentativo di mediazione del ministro Piantedosi, ieri sera a cena con i tre vertici provinciali dei partiti della coalizione, D’Agostino per Forza Italia, Barone per la Lega, Fruncillo per Fratelli d’Italia e, assieme a loro, Fabio Benigni, non ha avuto l’esito sperato. D’Agostino ha portato avanti la causa di Laura Nargi, visto che l’ex sindaca si è dichiarata non intenzionata a sostenere con le sue liste il centrodestra con i simboli, e il presidente dell’Us Avellino non vuole rinunciare alla forza elettorale di Nargi e alla prospettiva di un progetto civico. Domani la candidatura di Nargi, a capo di quattro liste (due sue, una di D’Agostino e una di Petitto) dovrebbe essere ufficializzata; Lega e Fratelli d’Italia andranno per conto loro. Barone a tavola ha confermato a questo punto la possibilità di fornire il sostegno del Carroccio alla candidatura di Gianluca Festa, Ines Fruncillo é rimasta sul nome di Benigni, ma il presidente dell’Ordine degli avvocati ha ripetuto di non essere intenzionato a candidarsi senza una coalizione unita.
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