Nuovo Clan Partenio, dopo le condanne definitive arrestati e portati in carcere cinque affiliati
Arrestati e trasferiti in carcere per scontare la pena definitiva Durante, Freda, Genito, Matarazzo e Brogna. Irreperibile in un primo momento Antonio Taccone, condannato a oltre 14 anni di carcere, che in serata si è consegnato spontaneamente presso la casa circondariale di Terni
Nel pomeriggio odierno, a seguito del rigetto del ricorso proposto alla Suprema Corte di Cassazione dalle difese di alcuni condannati per affiliazione al Nuovo Clan Partenio, operante in Avellino e Provincia, i carabinieri hanno dato esecuzione ai provvedimenti restrittivi definitivi a carico di 5 persone (Durante Giuseppe, pena di 15 anni e 10 mesi di carcere, Freda Renato, 13 anni, Genito Angelo, 18 anni e 6 mesi, Matarazzo Antonio, 13 anni e 6 mesi, Brogna Giuliana, 3 anni) emessi dall’Ufficio Esecuzioni della Procura Generale della Repubblica di Napoli.
Rintracciati presso i consuetudinari domicili ed espletate le formalità di rito, sono stati associati presso la Casa Circondariale di Bellizzi Irpino per espiare le condanne comminate dalla Corte di Appello di Napoli e confermate dalla Suprema Corte.
L’attività investigativa, che portò nel 2019, all’esecuzione di una misura custodiale a carico di 23 persone ritenute promotori e affiliati al clan attivo soprattutto nel settore delle estorsioni ed usura, furono condotte dai militari del Nucleo Investigativo sotto il coordinamento della Procura Distrettuale Antimafia di Napoli.
La sentenza di primo grado fu emessa dal Tribunale di Avellino nel luglio 2023 con pene per oltre 250 anni di carcere, sostanzialmente confermate dalla Corte di Appello di Napoli nel giugno 2025 e successivamente dalla Corte di Cassazione.
Uno dei destinatari del provvedimento definitivo di carcerazione, Taccone Antonio, condannato a 14 anni e 4 mesi di reclusione) in un primo momento si era reso irreperibile per poi consegnarsi spontaneamente presso la casa circondariale di Terni, mentre un altro, Diego Bocciero, atteso da 19 anni e 10 mesi di carcere, è detenuto in Tunisia e a suo carico si provvederà alla internazionalizzazione del mandato di arresto ai fini estradizionali.
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