La via Appia dell’Irpina e di Aeclanum nella rete italiana dei Musei per l’Unesco. Il progetto

La Via Appia irpina sarà parte della rete museale integrata lungo la Regina Viarum da Roma a Brindisi. Dopo il via libera dato dalla Giunta della Campania al protocollo d’intesa interregionale, Mirabella ed Aeclanum saranno una delle porte culturali e turistiche d’accesso al sito UNESCO

Tra le ultime a ratificare il protocollo d’intesa interregionale per la valorizzazione della Via Appia, la Campania offre ora la possibilità alle autonomie locali di progettare come entrare nella rete museale integrata. Tra Roma e Brindisi, lungo i 120 chilometri della strada consolare romana riconosciuta dal luglio 2024 patrimonio dell’umanità, anche l’Irpinia potrà avere un ruolo da protagonista, aprendo una delle porte culturali e turistiche d’accesso al sito dell’Unesco a Mirabella, nei pressi dell’area archeologica di Aeclanum. Sarà sufficiente contribuire al piano strategico nazionale, che con la CIDAC, Associazione delle città d’arte e cultura, realizzerà il Sistema Museale della Via Appia, secondo un programma concertato con le Regioni interessate e con il Parco Archeologico dell’Appia Antica. A livello locale i vari coordinamenti – per Mirabella Eclano c’è il “Campania 2 – Territori dei Sannio e dell’Irpinia” -, potranno utilizzare il museo come strumento per promuovere un’offerta in chiave turistica anche a vantaggio di un comprensorio più ampio, legando le vestigia lasciate nelle Aree Interne dal mondo romano ad altre importanti eccellenze della fede, dell’arte e del paesaggio. Con il Protocollo d’intesa interregionale supportato dal Ministero della Cultura, quindi, si apre un nuovo orizzonte non solo per i comuni del coordinamento – Ariano Irpino, Bonito, Casalbore, Mirabella Eclano, Montecalvo Irpino, Venticano -, ma per l’intero territorio irpino, che affonda le radici nell’epoca romana, da Avella a Conza della Campania, da Avellino ad Atripalda.

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