Nell’Irpinia senza medici l’Asl di Avellino spende 2,5 milioni per tamponare le carenze ospedaliere
Autorizzate fino a 31mila ore di prestazioni aggiuntive "a gettone" per tenere aperti i reparti
L’Asl di Avellino ha programmato una spesa di 2 milioni e mezzo per colmare le carenze di medici nei suoi ospedali, nell’emergenza e nel dipartimento di salute mentale. Autorizzate a carico del personale interno fino a 31mila ore di prestazioni aggiuntive “a gettone” per tenere aperti i reparti.
Nell’attesa che da gennaio l’uscita formale dal piano di rientro consenta alla sanità campana di riprogrammare la spesa per il reclutamento oltre i tetti retrodatati ad oltre 20 anni fa, il management dell’azienda locale di Avellino deve sforare il budget di 800mila euro già programmato, per fronteggiare il fabbisogno. Per farlo chiede maggiori coperture finanziarie alla Regione, mentre continua con nuovi concorsi a lavorare per assumere professionisti da integrare negli organici deficitari delle strutture territoriali, nella speranza di ridurre il ricorso ai gettonisti.
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