Chirurgia robotica al Moscati di Avellino per risolvere l’aritmia cardiaca complessa
Sperimentata con successo una procedura innovativa mini-invasiva su un paziente 54enne - più volte sottoposto a procedure di elettrofisiologia
La sanità pubblica nelle Aree Interne della Campania continua a scontare difficoltà nel reperimento dei medici per i suoi ospedali e per le strutture sanitarie, ma tenta di compensare queste carenze valorizzando le professionalità che ha con l’innovazione tecnologica. È il caso dell’Azienda San Giuseppe Moscati, che nell’ultimo decennio ha investito centinaia di milioni di euro nella robotica applicata alla chirurgia, puntando su una integrazione delle competenze. Un esempio è stato offerto in queste ore dalla procedura innovativa mini-invasiva sperimentata in queste ore su un paziente 54enne – in passato più volte sottoposto a procedure di elettrofisiologia che non avevano risolto la sua aritmia cardiaca complessa. Senza ricorrere a incisioni chirurgiche estese, è stato possibile realizzare l’ablazione della fibrillazione atriale in una zona del cuore non trattabile dall’elettrofisiologia tradizionale. Il paziente, estubato direttamente nella sala operatoria, è stato poi trasferito nel reparto dopo poche ore e poi dimesso in pochi giorni. “L’intervento rappresenta il primo caso di questo tipo eseguito in Campania e uno dei pochi in Italia”, ha sottolineato il dottor Brenno Fiorani, direttore dell’Unità Operativa di Cardiochirurgia, che ha operato con i cardiochirurghi Mario Miele e Giulio Garofalo, di concerto col reparto di Cardiologia diretto da Francesca Lanni. “L’utilizzo della chirurgia robotica, integrata con le competenze cardiochirurgiche, elettrofisiologiche e anestesiologiche, apre nuove prospettive terapeutiche per pazienti affetti da aritmie cardiache particolarmente complesse», ha concluso.
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