La crisi di Irpiniambiente alla stretta finale: 72 ore per la soluzione che eviti lo sciopero
L'azionista Provincia di Avellino deve recuperare 30 milioni dai Comuni morosi per consentire alla società di pagare gli stipendi. Entro venerdì la soluzione
A quattro anni dall’apertura di una trattativa ufficiale tra la Provincia di Avellino e l’Ente d’Ambito nuovo autorità per il ciclo integrato dei rifiuti, il destino della concessionaria provvisoria Irpiniambiente resta più incerto che mai. La fumata grigia dopo l’ultimo tavolo d’urgenza convocato nella Prefettura lunedì inchioda alle proprie responsabilità tutti gli attori istituzionali coinvolti. La crisi di liquidità prodotta dalle morosità dei Comuni committenti è infatti arrivata allo snodo finale. La Provincia di Avellino con il nuovo presidente Fausto Picone ha chiarito ai sindacati, all’Ato Rifiuti e al Prefetto che intende sbloccare lo stallo, sventando il rischio di uno slittamento degli stipendi ai dipendenti, che sarebbe il preludio allo sciopero e all’interruzione dei servizi sul territorio. Entro venerdì prossimo la nuova Amministrazione di Palazzo Caracciolo acquisirà i dati finanziari e contabili necessari prima di assumere le proprie determinazioni. Irpiniambiente deve cominciare a recuperare 30 milioni dalle fatture finora non onorate dalle amministrazioni inadempienti per garantire il pagamento degli stipendi. E si riparla di decreti ingiuntivi.
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