Nesta si presenta ad Avellino: le dichiarazioni in conferenza stampa
Prime parole da tecnico biancoverde per l'ex Monza: accanto a lui il presidente D'Agostino e il direttore sportivo Aiello
Alessandro Nesta si è presentato come nuovo allenatore dell’Avellino. Questa mattina la conferenza stampa, insieme a lui il direttore sportivo Mario Aiello e il presidente Angelo Antonio D’Agostino.
Ad aprire la conferenza è stato proprio il presidente D’Agostino: “Siamo ai nastri di partenza della nuova stagione e oggi presentiamo il nostro nuovo allenatore. Siamo felici di accoglierlo qui. Come accade sempre, riteniamo fondamentale stare vicini alla squadra. L’obiettivo è fare bene e affrontare un campionato all’altezza”.
Successivamente è intervenuto il direttore sportivo Aiello: “Abbiamo valutato diversi profili, poi abbiamo parlato in videochiamata con Nesta. A convincerci è stata soprattutto la sintonia sulle idee di gioco. Inoltre, abbiamo apprezzato le sue qualità umane: una persona umile, motivata e desiderosa di rimettersi in gioco per riconquistare le categorie che merita. Saremo al suo fianco per sostenerlo in ogni fase del percorso”.
Poi ha preso la parola Nesta: “Ringrazio la famiglia D’Agostino e il direttore Aiello per la fiducia. Fin dal primo momento ho percepito la volontà di costruire qualcosa di serio. La trattativa si è chiusa rapidamente perché c’è stata subito intesa reciproca. Arrivo qui con grande voglia di riscatto dopo la retrocessione vissuta a Monza. Questa rappresenta una sfida importante: porto con me determinazione e ambizione, le stesse che caratterizzano l’Avellino”.
Parlando della squadra, ha aggiunto: “L’idea iniziale è partire con una difesa a quattro, anche se durante la stagione potremmo modificare qualcosa. Ho già osservato alcuni aspetti, ma è ancora presto per fare nomi. Abbiamo fatto diverse valutazioni. Mi trovo in una società ambiziosa, che vuole lavorare nel modo giusto. Sono convinto che costruiremo una squadra valida, capace di entusiasmare i tifosi. E se arriveranno anche le vittorie, tanto meglio”.
Sulla costruzione dal basso: “Negli ultimi anni si è forse esagerato con questo concetto. Il calcio sta cambiando: oggi molte squadre vengono a prenderti uomo contro uomo e bisogna capire quando giocare diretto e quando invece uscire palla a terra. Anche l’atteggiamento difensivo, più alto o più basso, dipenderà dalle caratteristiche della squadra”.
Sul paragone con il Nesta calciatore: “Quel capitolo è chiuso, anche se con un po’ di nostalgia. So che c’è curiosità attorno a me, ma voglio essere giudicato per ciò che farò da allenatore. Il mio passato da giocatore non deve rappresentare un peso. Questa è una nuova fase della mia carriera e non ho scelto scorciatoie: sono qui per rimettermi in discussione”. Su Izzo e sulla sfida di Coppa Italia contro il Monza: “Mi fa piacere ritrovare Armando, è una persona dal grande cuore e uno che in campo dà sempre tutto. Lo considero un uomo di valore. A Monza ho lasciato tanti amici e, nonostante la retrocessione, credo che mi accoglieranno con affetto perché i rapporti sono rimasti ottimi”.
Riguardo alla chiamata dell’Avellino arrivata a febbraio: “In quel momento non me la sentivo ancora di ripartire. La retrocessione con il Monza mi aveva colpito molto, tanto che avevo rifiutato anche altre proposte”. Poi un riferimento alle origini irpine della famiglia: “Mio suocero è nato ad Avellino, quindi conosco bene questa terra. So perfettamente dove sono arrivato”.
Sul settore giovanile e sul progetto del club: “Ho sempre dato importanza ai giovani in ogni esperienza. Sarebbe bellissimo riuscire a portare in prima squadra qualche ragazzo della Primavera. Una squadra equilibrata deve avere il giusto mix: giocatori esperti e giovani pronti a trascinare il gruppo. Con il direttore stiamo lavorando anche su questo aspetto. Credo che l’Avellino, insieme alla famiglia D’Agostino, stia costruendo qualcosa di importante per riportare il club a livelli superiori nel giro di pochi anni. A volte conta arrivare in un posto nel momento giusto e crescere insieme alla società. È questo che mi ha convinto”.
Sull’ambiente avellinese: “Sono felice di essere in una piazza così passionale, perché anch’io sono fatto così. Mi auguro che la gente venga allo stadio con entusiasmo. Recentemente sono stato in Canada e a New York, dove nelle comunità italiane ho incontrato tantissimi tifosi avellinesi con sciarpe e maglie della squadra”. Per quanto riguarda il mercato: “Le richieste le ho fatte, è normale. Interverremo dove riterremo necessario migliorare la rosa”.
Parlando della gestione del gruppo: “È un aspetto fondamentale. La mia generazione è cresciuta in modo diverso, mentre oggi certi metodi non funzionano più. I giocatori vanno guidati, compresi e, se serve, anche richiamati. Con i giovani bisogna avere pazienza. Credo molto nel rapporto umano: io stesso ho sempre dato il massimo per allenatori che mi hanno trattato bene”.
Sulla Serie B: “È un campionato imprevedibile, dove tutto può cambiare rapidamente. Bisogna mantenere sempre alta l’attenzione. Lo scorso anno era il primo dopo tanto tempo e c’era grande entusiasmo; ora dobbiamo consolidarci. A differenza della Serie A, dove dopo alcune giornate le squadre più forti emergono quasi sempre, in B ogni partita può riservare sorprese. La mia caratteristica principale? Il coraggio. Chi gioca con me deve avere personalità e coraggio”.
Sulle strutture del club: “Qui non manca nulla: uffici, palestra, campi. Non chiedo altro, se non qualche rinforzo sul mercato”. Infine, sugli insegnamenti ricevuti dai suoi allenatori: “Ancelotti mi ha sempre trattato con grande rispetto e io ho sempre cercato di ricambiare dando tutto. Lo stesso vale per Eriksson. Da loro ho imparato soprattutto l’importanza di trattare bene le persone”.
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