L’Alto Calore Servizi torna in tribunale ad Avellino: istanza di fallimento della Hera
Sul tavolo dei giudici anche documentazione della Procura. Nel frattempo il Direttore generale dimissionario Andrea Palomba rientra a Ercolano nella società di provenienza, la GORI
Ancora una volta passa per il tribunale di Avellino il futuro dell’Alto Calore Servizi, ultimo avamposto – con la municipalizzata napoletana – della gestione idrica pubblica in Campania, dopo la privatizzazione nel Sannio. A due anni quasi dal via libera al piano concordatario, i giudici si ritroveranno a valutare l’ennesima istanza di fallimento presentata da un creditore, in questo caso il fornitore elettrico Hera Comm, società del gruppo emiliano partecipato da soggetti istituzionali, con la maggioranza di azioni affidate al mercato. Il Tribunale di Avellino dovrà valutare la solvibilità dell’Alto Calore Servizi, che nel frattempo ha appena approvato all’unanimità nell’assemblea dei soci il suo consuntivo, per la prima volta in attivo da vent’anni. La verifica della solvibilità interessa anche la Procura di Avellino, che quasi dieci anni fa chiese il fallimento dell’azienda, poi respinto dai giudici definitivamente nel 2025, dopo il primo accogliemento nel 2024 del progetto di rientro concordatario. Salire le scale del Palazzo di giustizia ad Avellino è una consuetudine per l’Alto Calore, comunque, sottoposto periodicamente e frequentemente al controllo sull’andamento del piano concordatario. Nel frattempo, il Direttore generale dimissionario, Andrea Palomba, si prepara a rientrare ad Ercolano, dopo 15 mesi ad Avellino. Tornerà nella società di provenienza, la mista GORI, con un nuovo incarico triennale.
I commenti sono chiusi.