I resti di Maria Macrina mummificati nel 1843 torneranno nella chiesa di Prata
Dopo il restauro della chiesa, i resti di Maria Macrina Grillo custoditi dalla Diocesi di Avellino saranno ricollocati nella zona absidale dell’Immacolata. Nel frattempo, i discendenti sono stati informati, mentre la notizia del ritrovamento fa il giro del mondo
Ritrovati nel marzo scorso a Prata Principato Ultra nella chiesa della Immacolata, i resti mummificati di Maria Macrina Grillo saranno ricollocati nella zona absidale dove riposavano dal 1843, quando nell’aprile di quell’anno la 26enne – che aveva scelto la consacrazione laica alla devozione e alla carità -, fu tumulata. Accolte dalla Diocesi di Avellino per il tempo necessario a consentire il completamento dei lavori di manutenzione straordinaria in corso nella chiesa, le spoglie della nobildonna sono protette da eccezionali misure per la conservazione. Nel frattempo, oltre ai familiari allertati preventivamente per l’autorizzazione alla traslazione del feretro, la Soprintendenza ha contattato l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura, rintracciando i discendenti diretti di Maria Macrina Grillo, Tra loro, c’è Carlo Maria Grillo, già Giudice di Cassazione, saggista e musicista, presidente dell’associazione Hirpus degli irpini di Lombardia. Nei giorni scorsi ha sottolineato dalle colonne del quotidiano La Provincia di Cremona il suo stupore e quello dei discendenti in vita nell’apprendere e poi constatare le eccezionali di conservazione della giovane donna imbalsamata, ricordando che la pratica della mummificazione tra le famiglie altolocate e nobili del tempo “non era rara per persone ritenute in odore di santità”, come Maria Macrina.
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