Reti idriche da rifare in irpinia ma i fondi vanno a Napoli: il Rapporto sulle perdite

Nel frattempo, Alto Calore, Provincia di Avellino e Comuni aspettano ancora oltre 300 milioni per l’emergenza

Il Rapporto sulle perdite idriche conferma l’alta dispersione degli acquedotti in Irpinia – pari al 55% della risorsa -, in una Campania dove a sorpresa l’isola felice è Napoli, che continua a fare incetta di investimenti pubblici non solo regionali. Nel frattempo, Alto Calore, Provincia di Avellino e Comuni aspettano ancora oltre 300 milioni per l’emergenza. Spiragli di una inversione di tendenza ci sono, dopo l’incontro nella primavera scorsa a Napoli tra i vertici dell’Alto Calore Alfonsina De Felice con il Presidente e l’assessore della Regione Campania, Roberto Fico e Claudia Pecoraro, soprattutto alla luce del primo deliberato con cui la Giunta Regionale lo scorso 23 aprile ha confermato la copertura per i primi 42 progetti: 104,4 milioni di euro.  Nel frattempo, l’Alto Calore Servizi ha presentato richieste anche al governo nazionale per 111 milioni e mezzo nell’ambito del Piano Nazionale per la Sicurezza del Settore Idrico, il PNIISSI 2025. Sono progetti mirati per contrastare la siccità, individuando e captando nuove fonti, scavando pozzi, potenziando la resilienza delle infrastrutture elettromeccaniche, ma anche interconnettendo le reti irpine al sistema acquedottistico regionale e interregionale. La sostituizione dei tratti ritenuti cruciali per la stabilità della rete distributiva non può attendere. Avellino, l’Irpinia e le Aree Interne sono in attesa.

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