Cantieri bloccati in Irpinia per oltre 165 milioni. Monitoraggio Fsc in Campania: pronta 1 opera su 5
Ottenuti con un ritardo di due anni, i Fondi di coesione della Campania hanno prodotto solo il 22% delle opere previste in ambito regionale. Non va meglio in provincia di Avellino
Sbloccati solo nel settembre 2024, dopo una durissima battaglia a colpi di carta bollata combattuta dalla Regione Campania a Tar e Consiglio di Stato, i Fondi per lo Sviluppo e la Coesione in Campania risultano in gran parte non utilizzati. In meno di due anni hanno raggiunto il target solo il 22 per cento delle opere, in pratica una su 5. Lo riporta il monitoraggio pubblicato sul portale OpenCoesione, attingendo dalle cifre riportate sulla relazione trasmessa dai tecnici al Ministero dell’Economia e delle Finanze. Addirittura a livello regionale c’è un 8% di progetti che non risulta ancora nemmeno in istruttoria. Nella provincia di Avellino, quella meno interessata dal plafond complessivo regionale che ammonta a 87 miliardi, non va meglio. Non sono ancora arrivati al cantiere in Irpinia i grandi progetti infrastrutturali, opere che valgono complessivamente oltre 165 milioni. Nel dettaglio, attendono ancora di andare in cantiere: l’impianto di trattamento della frazione organica dei rifiuti a Teora da 12 milioni; la Fondovalle di Lauro (strada a scorrimento veloce per collegamento del popoloso comprensorio con l’A30) da 30 milioni; il programma finanziato all’Air Campania per la revisione della Funicolare Mercogliano – Montevergine, con la correlata sistemazione delle aree a monte e valle, per un investimento di 26 milioni; il progetto integrato per il risanamento ambientale dei corpi idrici in provincia di Avellino da 30,2 milioni; il rifinanziamento parziale con 68 milioni della strada di scorrimento veloce Lioni-Grottaminarda, frenata da complesse varianti e ritardi originati da motivi diversi. Nel momento in cui Avellino e l’Irpinia, con le rappresentanze e le istituzioni locali si preparano a battere cassa a Napoli per ottenere il finanziamento delle infrastrutture strategiche, dalla elettrificazione ferroviaria della Bassa Irpinia e del capoluogo al polo logistico dell’Ufita, il monitoraggio rappresenta una sveglia per le stazioni appaltanti che i fondi ce l’hanno, ma non li spendono.
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