Vendemmia d’agosto anche in Irpinia mentre la Regione Campania convoca il tavolo di crisi
L'eccezionale ondata di calore che infiamma l'estate italiana ha fatto maturare in anticipo le uve. Ma il crollo dei prezzi allarma viticoltori e amministratori locali
In queste ore anche nella provincia di Avellino tra i viticoltori c’è chi inizia con largo anticipo la vendemmia. Si tratta di una partenza record, dovuta soprattutto alla eccezionale ondata di calore, che ha fatto maturare le uve nei pregiati areali irpini. Si vedrà nelle prossime settimana la resa di un raccolto che quest’anno gli esperti prevedono di alta qualità, anche grazie agli accorgimenti sapienti che hanno protetto le viti, ma quantitativamente inferiore alle attese. Le tre rinomate docG irpine del vino, il Taurasi, il Greco di Tufo e il Fiano di Avellino, si preparano agguerriti alla sfida sui mercati, mentre anche gli amministratori locali chiedono di rivedere al rialzo il prezzo delle uve da vino, attestato tra i 60 e i 65 centesimi di euro al chilogrammo, soglia che secondo l’Associazione degli Agricoltori non garantisce la tenuta della filiera. L’appello corale lanciato dai Comuni interessati e dagli operatori è stato raccolto dall’Assessore all’Agricoltura regionale della Campania Maria Carmela Serluca, che ha accolto la richiesta di un approfondimento del dossier. Un tavolo tecnico istituzionale a Napoli dovrebbe fare il punto sui costi e sull’andamento dei prezzi in Irpinia e nelle altre province campane.
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