James Rodriguez, niente Avellino: cosa resta del sogno biancoverde di fine estate

L'ex Real Madrid torna in Colombia, all'Atletico Nacional

Sogno sfumato, James Rodriguez veste il biancoverde, ma non quello dell’Avellino. E’ ufficiale il trasferimento del calciatore all’Atletico Nacional. L’ex Real Madrid ha preferito accettare l’accordo del club colombiano, tornando in patria con un contratto -almeno inizialmente- di 3 mesi: una scelta dovuta ad uno sgravio fiscale di cui può così godere, al termine dell’accordo valuterà il da farsi. L’intera piazza irpina ci aveva creduto, un possibile trasferimento che aveva fatto sognare l’Italia intera. Un mancato accordo che lascia un doppio sapore in bocca: l’amaro per aver pregustato ma non goduto di un campione del genere ad Avellino, ma anche il sapore dolce di avere una società che ha evidentemente deciso di alzare l’asticella in termini di aspirazioni sul fronte calciomercato. Dopo i 2 milioni e mezzo sborsati per Cheddira, il tentativo concreto di portare in Italia un campione come James Rodriguez. E chissà che alla prossima occasione, al prossimo calciatore di spessore desideroso di rilanciarsi, i biancoverdi non si facciano trovare ancora una volta pronti, stavolta magari con un esito differente. 

 La nota lieta della vicenda è proprio che l’U.S. Avellino 1912 sta alzando l’asticella dell’ambizione, con una proprietà che non lesina sugli investimenti e un direttore sportivo, Mario Aiello, capace di costruirsi una rete di contatti pronti a portarlo anche ad occasioni teoricamente immaginifiche ma che poi trovano in realtà una strada spianata, perché solo chi osa può arrivare a grandi cose. Chissà se Avellino e l’Avellino erano pronti per un colpo di tale portata, evidentemente pronto non lo era James Rodriguez che, secondo quanto ricostruito lato giocatore, aveva già deciso da diverse ore di accettare la corte dell’Atletico Nacional, tanto da essere già a Medellin quando è spuntata fuori la notizia dell’imminente accordo. 

Una querelle che evidentemente potrà servire al club irpino anche ad avere una maggiore consapevolezza in caso di nuove eventualità di questo tipo, in termini di progettualità da creare attorno alla figura del campione e in termini di reattività, perché di certo quella di James era una prima volta, ma probabilmente non l’ultima. Ora il momento di voltare pagina, di focalizzarsi sul campo e sul Palermo, e in generale su una stagione che può regalare grandissime soddisfazioni con una squadra costruita in maniera minuziosa e capace -siamo sicuri- di grandi imprese. Tutto questo anche senza James Rodriguez. 

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