Scontro totale sul costo dei rifiuti in provincia di Avellino. Irpiniambiente va al Tar
Ricorso d'urgenza a pochi giorni dal tavolo prefettizio, convocato ad Avellino per dirimere la controversia tra Ato e gestore. La strada per un prosieguo della gestione pubblica si fa sempre più stretta
Ormai è uno scontro totale quello tra l’Ato Rifiuti di Avellino e la società pubblica che gestisce il servizio nell’ambito ottimale, la Irpiniambiente SpA. Non è bastato il confronto nella Prefettura di Avellino tra le parti, presente il Vicepresidente della Provincia Marcantonio Spera e con la partecipazione, in collegamento, dell’Assessore Regionale all’Ambiente Claudia Pecoraro e del dirigente di settore, Antonello Barretta. L’Azienda ha impugnato al Tar della Campania i piani finanziari di 21 Comuni – avallati dall’ente d’ambito -, che riducono i costi del servizio in misura ritenuta non sostenibile. Per l’amministratore unico di Irpiniambiente, Sergio Crivaro, che sollecita gli enti locali a saldare il debito accumulato di 12 milioni per fatture non saldate, i nuovo piani economico finanziari approvati dai Comuni e dall’Ato pregiudicano il mantenimento degli attuali servizi. Tesi contestata dall’autorità d’ambito presieduta da Vittorio D’Alessio, che si è costituita d’urgenza per difendere i provvedimenti, affidandosi all’avvocato salernitano Lorenzo Lentini. In questo scenario, la strada per un prosieguo della gestione pubblica si fa sempre più stretta, nonostante gli indirizzi politico amministrativi che la vorrebbero confermata per i prossimi decenni. Le distanze tra diversi sindaci e l’Ato Rifiuti si allargano, mentre cresce la preoccupazione relativa alle retribuzioni e alle prospettive occupazionali.
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