<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Commenti &#8211; ITV Online &#8211; Irpinia TV Avellino</title>
	<atom:link href="https://www.itvonline.news/category/opinioni/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.itvonline.news</link>
	<description>Notizie, approfondimenti e TV on demand</description>
	<lastBuildDate>Wed, 17 Jun 2026 15:17:00 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.9.29</generator>
	<item>
		<title>L&#8217;ARTISTA &#8211; Ornella Vanoni: il silenzio di una voce infinita</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2025/11/24/il-ricordo-ornella-vanoni-il-silenzio-di-una-voce-infinita/</link>
		<pubDate>Mon, 24 Nov 2025 19:37:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Carmen Lo Calzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.itvonline.news/?p=126781</guid>
		<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="225" height="225" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/11/images.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/11/images.jpeg 225w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/11/images-150x150.jpeg 150w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></div>
<p>DI ANNA CARMEN LO CALZO</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2025/11/24/il-ricordo-ornella-vanoni-il-silenzio-di-una-voce-infinita/">L&#8217;ARTISTA &#8211; Ornella Vanoni: il silenzio di una voce infinita</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="225" height="225" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/11/images.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/11/images.jpeg 225w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/11/images-150x150.jpeg 150w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></div><p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Oggi è il giorno dopo, quell’altro giorno che si vedrà chiamato “domani”, che per decenni abbiamo cantato insieme a lei. Sulle note poetiche della tromba di Paolo Fresu, nella chiesa di San Marco della sua amata Milano, Ornella Vanoni ieri ha dato il suo ultimo “Appuntamento” a familiari, colleghi, amici e autorità. E’morta a 91 anni venerdì 21 novembre, come una bambina, dopo aver assaporato il gusto semplice di un gelato: senza sofferenza, senza ricerca di conforto in gesti solenni. Me la immagino…come in una nuvola dai toni pastello. Il racconto dei suoi ultimi istanti di vita racchiude tutta l’essenza di donna autentica, sognatrice e disincantata anche nei confronti della morte. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Straordinaria icona di settant’anni di storia della musica italiana, la Vanoni ci ha lasciati nel crepuscolo di una sera di novembre portando con sé un universo di suoni, emozioni, momenti che hanno definito intere generazioni. La sua carriera, iniziata negli anni Cinquanta, ha attraversato come un filo d&#8217;oro decenni intensi di storia e di storie: dai locali della mala di Milano delle origini, alle sale da concerto del mondo, dalle canzoni d’autore agli esperimenti jazzistici e stilistici, dalle collaborazioni internazionali alle ultime apparizioni televisive che la mostravano ancora acuta, pungente, capace di quella leggerezza profonda che le era propria. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Non si può raccontare Ornella Vanoni senza tornare a quegli anni Cinquanta e Sessanta, quando la sua voce emergeva dai locali notturni di Milano come la voce della città stessa: irregolare, conturbante, sensuale, autentica. Era la cantante della mala, della periferia, di quella Milano che non aveva nulla a che fare con la Milano della Scala e dei palazzi d&#8217;epoca. Ma la sua grandezza consistette nel trasformare quella materia prima &#8211; il gergo &#8211; in sentimenti crudi e non raffinati della strada, in poesia, in arte.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Fu un istante di pura magia, quello che accadde quando la voce di Ornella Vanoni &#8211; quella voce densa di Milano, di periferia, di ironia lombarda- incontrò per la prima volta la melanconia del Brasile, quella “saudade” che non ha traduzione perfetta in nessuna lingua del mondo. Tutto accadde a Roma, negli studi Fonit Cetra, nel 1976. E tutto accadde in fretta, con una naturalezza che contraddice il mito secondo cui i grandi eventi musicali devono essere preparati con cura, con studi, con conferenze stampa. No: Ornella Vanoni, il poeta Vinicius de Moraes e il musicista Toquinho si conobbero da poche settimane, quando decisero di creare insieme uno degli album più straordinari della storia della musica italiana. Una sessione di registrazione in presa diretta. Una voce italiana e una sensibilità brasiliana che scoprivano di parlare la stessa lingua emotiva. Cosa rese Ornella Vanoni unica nell&#8217;interpretazione della musica brasiliana? Non era semplicemente una questione di bravura tecnica. Era piuttosto una questione di comprensione profonda di cosa la “saudade” veramente significasse. La saudade non è tristezza. È l&#8217;assenza della cosa amata, ma in uno stato di accettazione consapevole di quella assenza. È la capacità di sorridere ricordando quello che non c&#8217;è più. È poesia e rassegnazione allo stesso tempo. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Più di cento album pubblicati, più di sessanta milioni di dischi venduti, la sua produzione discografica include dischi che vanno dal debutto nel 1961, fino al suo ultimo lavoro del 2021. Ma i numeri non dicono abbastanza della vera grandezza di Ornella Vanoni. La sua importanza non risiede nella quantità, bensì in quella capacità quasi sovrumana di trasformare la canzone in confidenza privata, di parlare all&#8217;orecchio di chi ascolta come se gli rivelasse un segreto custodito nel cuore da sempre. La voce, ricca, sensuale, capace di inflessioni che percorrono il registro più basso fino a salire verso acuti luminosi, era, anzi, è e rimarrà per sempre un “manifesto affettivo”, qualcosa che in ciascuno di noi provoca la memoria più intima. Non si tratta di cultura pop, Ornella nella sua vasta parabola artistica non ha mai ostentato sé stessa, non ha mai cercato il consenso in nome della notorietà fine a sé stessa perché la sua voce, la sua indagine, la sua interpretazione sofisticata sono sempre state confessione di femminilità e di quella forza che, allo stesso tempo, è anche vulnerabilità. Ornella incarnava eleganza e originalità, insofferenza alle mode e indipendenza come nessun’altra sapeva fare. La sua “strategia spontanea” consisteva nella potenza del suo carattere, a volte ruvido, ma necessario anche a coloro che hanno collaborato con lei; la sua personalità, soprattutto in età matura, è stata la chiave del suo successo, più incisiva di qualsiasi tecnica musicale o di qualsiasi progetto discografico. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ornella Vanoni è stata femmina, oltre che artista, in ogni sua espressione. Non ha mai nascosto il suo spiccato lato passionale, fil-rouge di un’intera vita, miscela esplosiva, artefice di alti e bassi sempre esposti, ma mai esibiti. La ricordiamo tutti come compagna di grandi personaggi: da Giorgio Strehler, col quale ebbe una relazione intensa ma intermittente, feconda ma al tempo stesso enigmatica, a Gino Paoli, che per lei ha scritto il brano </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>Senza Fine, </i></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">consacrandone una voce e un’interpretazione che rimarranno nell’olimpo dell’eccellenza della canzone d’autore. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Attraverso l’ironia e la sfacciataggine intellettuale e colta che le permetteva di parlare della morte, della vecchiaia, della solitudine con lo stesso tono canzonatorio con cui affrontava una storia d&#8217;amore, Ornella ha sfidato i tempi. In età più che matura, si è divertita a raccontare e raccontarsi senza maschere, grazie a quell’intelligenza lucida e arguta che evoca sconfitte, ferite, debolezze strizzando l’occhio a chi, come lei, è alla ricerca perenne dell’infinito interiore. Negli ultimi anni, quando la televisione l&#8217;aveva riscoperta, grazie soprattutto a trasmissioni come </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>Che tempo che fa</i></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> &#8211; dove aveva trovato una sorta di seconda giovinezza &#8211; la sua figura era diventata quasi quella di “sacerdotessa” dei giovani che l’hanno intercettata e resa virale sui social. Libera e dissacrante nei confronti dei conformismi e dei pietismi, aveva programmato tutto come un grande regista che conosce ogni battuta della sua ultima apparizione. Aveva scelto il vestito di Dior per il suo funerale, la musica di Paolo Fresu, le ceneri sparse nel mare di Venezia, ma, durante un’intervista, disse: &lt;&lt;Poi però fate voi…&gt;&gt; rendendosi leggera anche ai suoi cari. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ornella sapeva che la morte non è un tema da affrontare con solennità grave, piuttosto con quella leggerezza irriverente che contraddistingue coloro che hanno veramente amato la vita. La considero una sorta di “romanziera inconsapevole” divenuta autrice di una saga nel silenzio che segue a una voce così grande. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Adesso rimane solo l&#8217;eco di chi sa che questa voce, in realtà, non finirà mai di risuonare.</span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2025/11/24/il-ricordo-ornella-vanoni-il-silenzio-di-una-voce-infinita/">L&#8217;ARTISTA &#8211; Ornella Vanoni: il silenzio di una voce infinita</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>“Ricercatori” di amore</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2025/11/14/ricercatori-di-amore/</link>
		<pubDate>Fri, 14 Nov 2025 18:40:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Clara Spadea]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.itvonline.news/?p=126544</guid>
		<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1540" height="928" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-15-alle-06.44.12.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-15-alle-06.44.12.png 1540w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-15-alle-06.44.12-300x181.png 300w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-15-alle-06.44.12-768x463.png 768w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-15-alle-06.44.12-1024x617.png 1024w" sizes="(max-width: 1540px) 100vw, 1540px" /></div>
<p>Da un articolo letto on line ho appreso che in Danimarca i ragazzi dai 6 ai 16 anni svolgono ogni settimana una lezione detta “klassens tid” che tradotto sta a significare “il tempo della classe”. E’ questo un momento in cui gli alunni si siedono in circolo per dedicare del tempo a sé stessi: lì [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2025/11/14/ricercatori-di-amore/">“Ricercatori” di amore</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1540" height="928" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-15-alle-06.44.12.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-15-alle-06.44.12.png 1540w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-15-alle-06.44.12-300x181.png 300w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-15-alle-06.44.12-768x463.png 768w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot-2025-11-15-alle-06.44.12-1024x617.png 1024w" sizes="(max-width: 1540px) 100vw, 1540px" /></div><p>Da un articolo letto on line ho appreso che in Danimarca i ragazzi dai 6 ai 16 anni svolgono ogni settimana una lezione detta “klassens tid” che tradotto sta a significare “il tempo della classe”. E’ questo un momento in cui gli alunni si siedono in circolo per dedicare del tempo a sé stessi: lì parlano, ascoltano per capire, cercano di risolvere piccoli conflitti. Praticamente, con l’ausilio di un’insegnante adeguato, imparano a gestire le proprie emozioni, a confrontarsi, a chiedere scusa, ad affrontare vari argomenti sempre in modo rispettoso e con i toni giusti.</p>
<p>Mi sembra un’iniziativa di grande civiltà che sarebbe bene adottare anche nelle nostre scuole e che magari nel tempo potrebbe dare i suoi frutti formando giovani più inclini al pensiero consapevole e all’empatia, ed anche a renderli più attenti rispetto alle realtà che li circondano.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Ma è chiaro che per migliorare una società non sarà mai sufficiente un’ora a settimana trascorsa in questo modo, se poi per il resto delle giornate i bambini, i giovani assistono ovunque solo ad aggressioni verbali, ad azioni ignobili contro gli anziani delle RSA, a confronti violenti in famiglia o nella politica o a reiterati eccidi, oramai anche per mano di donne. No, davvero non basterà un’insegnante che inciti alla gentilezza una volta a settimana, se si vive in un mondo divenuto troppo ruvido e urlante.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>In effetti più si va avanti e più risalta la mancanza dappertutto di esempi veramente costruttivi o, se ci sono, in pochi siamo capaci di scorgerli, chiusi come siamo in un perenne senso di precarietà che offusca ogni sguardo.</p>
<p>E allora cosa fare? Dove cercare modelli che invece di abbrutirci possano essere stimoli positivi?</p>
<p>In realtà, io credo un po’ ovunque. Ma dovremmo saper diventare tutti dei “ricercatori”, degli studiosi di parole fatte di anima, guardare da qualsiasi parte e saper scorgere l’amore nascosto nelle pieghe della vita.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Ognuno, si sa, cammina con il peso dei suoi pensieri, soprattutto quando si è avanti con l’età, ma bisognerebbe consentire a ciò che accade intorno di balzare agli occhi per dare il senso giusto ad ogni propria pena.</p>
<p>Sarà per questo, e per un innato istinto di sopravvivenza, che mi capita spesso di cogliere le cose che casualmente mi passano accanto e che apparentemente sembrano insignificanti ma che per me invece hanno senso. Così, ad esempio, pochi giorni fa mi è capitato in un grande magazzino, mentre aspettavo la commessa che mi cercasse la taglia giusta, di notare una signora palesemente ipovedente portata per mano da un’accompagnatrice più giovane. Il negozio in questione è già addobbato in tema natalizio con delle stelle luminose appese un po’ dappertutto che fanno tanto aria di festa, e subito mi è venuto da pensare a quanto sia duro essere condannati a vivere nel proprio buio e a non poter godere dell’atmosfera gioiosa che ogni Natale sa donare. Eppure la signora portata per mano, pur senza potersi calare visivamente in questa realtà, aveva un sorprendente sorriso dolce sul viso e si lasciava guidare nei suoi passi con leggerezza, il che mi ha ricordato come la gratitudine verso la vita sia un sentimento che accompagna in genere chi ha meno, difficilmente chi ha tanto.</p>
<p>Ecco, credo che queste immagini, in cui a chiunque può capitare di imbattersi, dovrebbero essere di sprone per guardare oltre noi stessi e per imparare a capire se davvero abbiamo il diritto di essere sgarbati o scostumati a nostro piacimento, se dobbiamo aspettare solo il giorno in cui si celebra la “gentilezza” per provare ad essere cortesi e a regalare un sorriso, o se piuttosto dobbiamo imparare dagli altri ad accettare le fragilità e comunque a sapere amare, tanto più che come dice Herman Hesse, “La felicità è amore, nient’altro. Felice è chi sa amare”.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2025/11/14/ricercatori-di-amore/">“Ricercatori” di amore</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>2 novembre, riflessioni ed emozioni</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2025/11/02/2-novembre-riflessioni-ed-emozioni/</link>
		<pubDate>Sun, 02 Nov 2025 18:01:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Clara Spadea]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.itvonline.news/?p=126175</guid>
		<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="720" height="445" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot_2025-11-02-18-52-02-47_40deb401b9ffe8e1df2f1cc5ba480b12.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot_2025-11-02-18-52-02-47_40deb401b9ffe8e1df2f1cc5ba480b12.jpg 720w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot_2025-11-02-18-52-02-47_40deb401b9ffe8e1df2f1cc5ba480b12-300x185.jpg 300w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></div>
<p>Oggi, 2 novembre, sono riuscita ad andare a far visita ai miei genitori e ai miei nonni sul presto, prima cioè che lì arrivassero in tanti, perché certe cose mi piace farle nel silenzio e in intimità. Arrivata sulla scala che dà ingresso al cimitero della mia città dalla parte posteriore, mi fermo un istante, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2025/11/02/2-novembre-riflessioni-ed-emozioni/">2 novembre, riflessioni ed emozioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="720" height="445" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot_2025-11-02-18-52-02-47_40deb401b9ffe8e1df2f1cc5ba480b12.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot_2025-11-02-18-52-02-47_40deb401b9ffe8e1df2f1cc5ba480b12.jpg 720w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot_2025-11-02-18-52-02-47_40deb401b9ffe8e1df2f1cc5ba480b12-300x185.jpg 300w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></div><p>Oggi, 2 novembre, sono riuscita ad andare a far visita ai miei genitori e ai miei nonni sul presto, prima cioè che lì arrivassero in tanti, perché certe cose mi piace farle nel silenzio e in intimità.</p>
<p>Arrivata sulla scala che dà ingresso al cimitero della mia città dalla parte posteriore, mi fermo un istante, guardo davanti a me e rifletto che in effetti questo luogo non poteva essere collocato in un posto migliore, dal momento che consente di far spaziare lo sguardo al di sopra della città. E’ una postazione che fa da grandangolo per il cielo e per le cime degli alberi.</p>
<p>E’ una mite giornata che risente ancora dell’eco delle dolci ottobrate. Il leggero venticello, che smuove delicatamente le foglie degli alberi cadute, fa pensare come ad un messaggio di serenità che i “residenti” abituali di quel luogo vogliono trasmettere ai visitatori odierni di passaggio. Insomma oggi, qui, non nutro pensieri negativi e tristi, piuttosto mi sento accolta ed io stessa accolgo in me con altrettanta serenità chi non c’è più. Saluto mia madre, do l’acqua ai fiori che per lei scelgo sempre dai colori delicati, perché in sintonia con quello che era il suo cuore, le faccio ancora una volta qualche confidenza, poi m’incammino tra i viali e penso anche alle amiche care che purtroppo sono andate via già da un po’, senza un preavviso o un messaggio in cui magari mi dicessero: è giusto così!</p>
<p>No, non era giusto, ma il loro ricordo mi impone un senso di gratitudine per essere io, invece, ancora qui a lottare, arrabbiarmi a volte per cose stupide, a ricordarle, scrivere, ad avere la consapevolezza di quanto, senza saperlo, sono stata e sono ricca per avere goduto, nel mare delle falsità, di sani rapporti di amicizia e di averne ancora alcuni.</p>
<p>Qui oggi, mi vengono in mente tutte le declinazioni del tempo e come quindi non andrebbe sprecato mai neppure un istante; penso a come bisognerebbe cercare di vivere intensamente ogni momento.</p>
<p>Dovremmo imparare a far cadere nel dimenticatoio il male ricevuto, e pensare invece ai doni che arrivano di continuo: è un dono, ad esempio, sapere di essere stati amati o voluti bene, nel passato o anche nell’attualità; è un dono, ancor più, scoprirsi capaci di provare sentimenti veri e disinteressati, che siano di affetto o di amore; è un dono provare gratitudine e non rabbia nonostante tutto, poter camminare anche in un luogo come un cimitero e sentirsi vicini a chi non c’è più, avvertire che in fondo non c’è dolore che non possa scomparire, sia pure solo per un po’, in una mattina dall’aria dolce come quella di oggi.</p>
<p>Questo 2 novembre insomma è per me il tempo delle riflessioni, delle dolci emozioni, del ritrovarmi con chi non c’è più. E’ il tempo della consapevolezza, di quel che è stato e di quello che ancora è.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2025/11/02/2-novembre-riflessioni-ed-emozioni/">2 novembre, riflessioni ed emozioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>Lo sport come lingua universale</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2024/08/14/lo-sport-come-lingua-universale/</link>
		<pubDate>Wed, 14 Aug 2024 11:28:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.itvonline.news/2024/08/14/colpe-e-responsabilita-copy/</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Clara Spadea</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2024/08/14/lo-sport-come-lingua-universale/">Lo sport come lingua universale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft wp-image-89725" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2022/10/arton6249-0eb34.jpg" alt="" width="400" height="225" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2022/10/arton6249-0eb34.jpg 707w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2022/10/arton6249-0eb34-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></p>
<p>Anche queste Olimpiadi 2024 si sono concluse, in una Parigi da sempre definita “ville lumiere”, non si sa se per il riferimento all’Illuminismo o per essere “il luogo in cui risplende la luce della cultura e della conoscenza”.</p>
<p>Diciamolo, Senna a parte e nonostante i problemi verificatisi nel villaggio atletico, la città per il resto ha saputo organizzare, in occasione della presentazione e della chiusura dei giochi, degli scenari davvero coinvolgenti e sfavillanti.</p>
<p>Del resto questa competizione millenaria, seguita in ogni parte del mondo e a cui quest’anno hanno partecipato ben 205 nazioni, costituisce un importante evento globale che intende evidenziare il valore educativo dello sport, oltre che di fratellanza e di unione tra i popoli, così come rappresentato dalla bandiera che mostra 5 anelli intrecciati per i 5 continenti che vi partecipano. Ma vi è di più, perché è certo che nell’occasione viene fuori la bellezza pura e semplice dello sport in generale in ogni sua disciplina, con la conseguenza di risvegliare, in chiunque abbia guardato lo spettacolo in televisione, il sopito spirito sportivo, ovvero la voglia di dedicarsi ad una qualche attività magari da troppo tempo messa da parte.</p>
<p>Per quanto mi riguarda, seguire queste Olimpiadi ha destato in me un interesse speciale ed inatteso perché mi ha provocato l’alternarsi di tante emozioni forti ed intense, fatte di partecipazione, coinvolgimento, di attaccamento alla maglia azzurra, di tensione, entusiasmo, di gioia urlata, di qualche delusione ma anche di tanta commozione e non solo per le medaglie vinte, ma soprattutto per gli spaccati di vita che mi sono arrivati tra le pieghe delle immagini e delle interviste.</p>
<p>E la mia attenzione non è stata attratta tanto dagli aspetti pirotecnici e scenici organizzati dalla capitale francese, quanto piuttosto dagli atleti, dagli uomini e le donne partecipanti; in particolare ho apprezzato sia le loro sconfitte che gli importanti risultati ottenuti, la capacità della compagine di gioire con i vincitori o di abbracciarli per consolarli nel caso di podio mancato, il meraviglioso saper essere squadra, le difficoltà psicologiche o fisiche che alcuni hanno subìto e per le quali qualcuno ha dovuto rinunciare a gareggiare, qualcun altro lo ha fatto comunque, sia pure su dolore, nonostante la febbre e le coliche renali in atto; ho apprezzato la forza d’animo ma anche la fragilità emersa nel pianto di taluni, insomma l’aspetto umano trapelato dal comportamento di tutti gli sportivi, i quali nei giorni appena trascorsi si sono a noi manifestati come persone normali vestite per un po’ da supereroi.</p>
<p>Così ho preso atto di quanto io abbia sbagliato, in gioventù, a non appassionarmi ai giochi olimpici che, oggi posso dire, sono molto più di un semplice insieme di gare internazionali. Sono stati, quest’anno in particolare, il messaggio e l’esempio più rilevante da consegnare ai giovani, perché hanno mostrato loro come lo spirito di sacrificio, la tenacia, la forza di volontà, la grinta, la costanza, il saper coltivare le proprie passioni e il rispetto per gli avversari possano portare importanti risultati di crescita personale e generale, a prescindere dalle medaglie. Perché nel guardare ogni giorno le varie sfide, come ho detto, abbiamo in realtà assistito a spaccati di vita, di quelli che viviamo personalmente o che scorgiamo nei vicoli di qualsiasi città, fatti cioè di alti e bassi, di risultati giusti quale frutto dell’impegno profuso, ma anche di risultati mancati nonostante tutto, di lacrime di gioia e altre di forte delusione; abbiamo appreso l’importanza, per una squadra, dell’allenatore, del c.d. mental coach che, come dovrebbe fare ogni genitore per la “sua squadra personale”, sa esattamente quando sostenere e incitare e quando invece pretendere di più o rimproverare, sa creare l’amalgama e coltivare i giusti ideali da far perseguire, sa educare all’impegno e al sacrificio per allenare i giovani alle sconfitte necessarie per poi raggiungere le mete agognate.</p>
<p>Ma anche l’apprendere, nel corso dei collegamenti, di atlete che dopo delle cadute o dei gravi infortuni, si sono impegnate per ricostruirsi mentalmente e fisicamente e che così sono tornate a gareggiare e addirittura a vincere, mi ha suscitato forti emozioni perchè mi ha calata nella realtà quotidiana, quella in cui tante donne, pur non essendo dedite ad alcuna attività agonistica, pur non avendo nessuna medaglia da mostrare o da mettere in cornice, sono riuscite da sole, senza nessun mental coach, a rialzarsi e a scendere di nuovo in campo, nella palestra della vita, e a farlo semplicemente per l’amore per sé stesse e per chi per loro conta davvero.</p>
<p>Lo sport, insomma, parla una lingua universale, fatta di sacrifici e forza di volontà, di gioia e di dolore, una lingua che in tanti, forse, senza saperlo, sanno parlare bene.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2024/08/14/lo-sport-come-lingua-universale/">Lo sport come lingua universale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>Due personaggi in cerca di perdono</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2024/02/25/due-personaggi-in-cerca-di-perdono/</link>
		<pubDate>Sun, 25 Feb 2024 09:20:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Carmen Lo Calzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.itvonline.news/2024/02/25/un-gioco-pericoloso-copy/</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Anna Carmen Lo Calzo</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2024/02/25/due-personaggi-in-cerca-di-perdono/">Due personaggi in cerca di perdono</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-66344" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2021/07/anna-carmen-lo-calzo-1.jpg" alt="" width="320" height="478" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2021/07/anna-carmen-lo-calzo-1.jpg 320w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2021/07/anna-carmen-lo-calzo-1-201x300.jpg 201w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></p>
<div class="coll-umanita">
<p>Non ci nascondiamo dietro allo snobismo o alla falsa indifferenza nei confronti di un fenomeno che ha inaugurato l’era delle vite &#8220;glitterate&#8221;, mistificate e postate sui social: i Ferragnez.</p>
<p>Non uso il termine vite &#8220;romanzate&#8221; perché mi sembrerebbe di sminuire il significato della parola romanzo e il valore di coloro che li scrivono.</p>
<p>Venerdì 23 febbraio la prima pagina di uno dei quotidiani nazionali più letti ha riportato la &#8220;notizia choc&#8221; della fine di una relazione tra due influencer che per cinque anni hanno nutrito di sogni, glitter e speranze, ma anche di frustrazioni e illusioni, milioni di loro coetanei, e non solo.</p>
<p>Tutti i principali media italiani si stanno mobilitando per intercettare le prime dichiarazioni dei due coniugi, sovrani dei social, che stanno perdendo lo scettro e sono entrati in crisi dopo le note accuse di presunta truffa a carico di lei, indagata, a spese di entrambi.</p>
<p>Checché se ne dica o se ne pensi, in questi giorni sfido chiunque a negare che in ogni casa, in ogni coppia, in ogni famiglia italiana si stiano facendo commenti sulla notizia del crollo dei Ferragnez. Chiunque sta spendendo almeno un pensiero o un giudizio sull’’annuncio ufficiale della fine di una delle &#8220;favole&#8221; ( non mi veniva un altro termine, mi scuso con chi scrive quelle vere) patinate più cliccate di questo secolo.</p>
<p>Nell’arena di un delirio collettivo, media compresi, milioni di followers si stanno agitando nelle acque digitali. C’è chi li difende e chi li offende, chi sminuisce il presunto reato commesso da lei, chi li considera complici ed entrambi due poco di buono.</p>
<p>Nell’incipit del romanzo Anna Karenina Tolstoj scrisse: &#8221; Tutte le famiglie felici sono uguali, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo&#8221;. <br class="autobr" />Sicuramente la famiglia Ferragnez ha trovato un modo molto particolare per rendersi infelice: fallire, farsi smascherare nel punto debole della trama &#8220;glitterata&#8221;, cioè la Presunzione. La sindrome di onnipotenza, il non sapersi accontentare, l’illusione dell’impunità, sono stati il loro boomerang. Una volta tanto si sono illusi anche loro, mi verrebbe da dire.<br class="autobr" />Varcare la soglia dell’ illegalità, se ciò sarà attestato da chi di dovere, pensando di farla franca, è stata una debolezza senza ritorno, un cedimento delle fondamenta, il buio oltre il quale non sono più riusciti a vedere e a vedersi. Anche se in attesa di giudizio, il danno è comunque fatto.</p>
<p>Cosa intendesse in cuor suo il grande scrittore russo Tolstoj per &#8220;famiglia felice&#8221; non ci è dato di sapere, ma sicuramente si riferiva agli schemi sociali dell’epoca, al rispetto dei ruoli, al non cedere ai tradimenti, cose più &#8220;classiche&#8221; che mantenevano la famiglia in equilibrio.</p>
<p>I Ferragnez, dopo essersi esibiti quotidianamente sui social nei panni di &#8220;genitori modello&#8221;, dopo aver usato i loro figli, dopo aver guadagnato cifre spropositate grazie all’adescamento di anime alla ricerca della formula &#8220;famiglia felice &#8221; da imitare, <br class="autobr" />sono crollati su loro stessi, forse provando il senso di fallimento e la frustrazione che hanno fatto provare ai loro fans mentre si mostravano tra lussi, lustrini, viaggi, finta normalità e privilegi.</p>
<p>Il riflettore è crollato sulle loro teste e ha illuminato il pubblico svegliandolo dall’incantesimo?</p>
<p>Vedremo come andrà a finire, ovviamente sul piano squisitamente giuridico, bisogna attendere le sentenze per sostenere l’ effettiva rilevanza penale delle presunte azioni e dei comportamenti della Ferragni.<br class="autobr" />Dunque, lasciamo ai giudici la competenze in materia.</p>
<p>Ma nel frattempo una cosa è certa: la famiglia Ferragnez è &#8220;infelice a modo suo&#8221; perché il tradimento non è avvenuto all’interno delle loro &#8220;quattro mura&#8221;, ma nei riguardi di un esercito di fedeli seguaci, non proprio esemplari, che li hanno osannati, emulati, sostenuti, arricchiti e che, nonostante tutto, non lo meritavano.</p>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2024/02/25/due-personaggi-in-cerca-di-perdono/">Due personaggi in cerca di perdono</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>Un gioco pericoloso</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2024/02/18/un-gioco-pericoloso/</link>
		<pubDate>Sun, 18 Feb 2024 08:38:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Carmen Lo Calzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.itvonline.news/2024/02/18/la-forza-della-connessione-copy/</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Anna Carmen Lo Calzo</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2024/02/18/un-gioco-pericoloso/">Un gioco pericoloso</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-66344" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2021/07/anna-carmen-lo-calzo-1.jpg" alt="" width="320" height="478" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2021/07/anna-carmen-lo-calzo-1.jpg 320w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2021/07/anna-carmen-lo-calzo-1-201x300.jpg 201w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></p>
<div class="coll-umanita">
<p>“I vostri prodotti uccidono”, “avete le mani sporche di sangue”. <br class="autobr" />&#8220;New York ha avviato una causa contro alcune delle più grandi società di social media, tra cui TikTok, Facebook, Instagram, Snapchat e YouTube, accusando le Big Tech di aver provocato danni alla salute mentale dei bambini e degli adolescenti e di aver alimentato una crisi mentale tra i giovani su scala nazionale a livelli che non si erano mai visti”. &#8220;Ad annunciarlo è stato il sindaco, Eric Adams: “New York è la prima grande città americana a compiere un passo di questa dimensione per denunciare direttamente e in modo chiaro il pericolo dei social media”.<br class="autobr" />&#8220;Il dipartimento della salute e la Hospitals Corporations di New York hanno depositato il documento di denuncia alla Corte Superiore della California. Il testo accusa le aziende di aver “progettato intenzionalmente le loro piattaforme per manipolare e creare dipendenza nei bambini e negli adolescenti”. E che attraverso la ricerca psicologica, abbiano lavorato per rendere le loro piattaforme il più coinvolgenti possibile, per spingere i giovani a passarci sempre più tempo. “Abbiamo visto quanto il mondo online possa creare dipendenza e travolgere, esponendo i nostri figli a un flusso continuo di contenuti dannosi e alimentando la crisi nazionale di salute mentale dei nostri giovani”, ha commentato Adams&#8221;.</p>
<p>Bene, ci siamo, qualcuno inizia a parlare, a scoprire le carte,a denunciare. <br class="autobr" />E per &#8220;qualcuno&#8221; intendo gli Stati Uniti d’America. Sembra paradossale, ma proprio da lì, dove tutto è nato, sta partendo la resa dei conti.</p>
<p>Non si tratta di negare il progresso tecnologico per partito preso, per ideologia, snobismo o presa di posizione. Si tratta di aprire gli occhi su una realtà che non si può più ignorare.</p>
<p>I social media stanno creando mostri di appiattimento, demenza, dipendenza, omologazione che in molti casi è patologia seria.</p>
<p>Quante volte ci siamo soffermati sul tema dell’equilibrio, della capacità di gestire la propria presenza sulle piattaforme? Missione impossibile, è come una droga. <br class="autobr" />Parliamoci chiaro una volta per tutte: i giovanissimi non hanno altri parametri di riferimento, non sanno cosa significhi vivere senza queste trappole per topi in un sistema che plasma, rende incapaci di discernere tra realtà e finzione, manipola.</p>
<p>I social possono creare mostri senza ritorno e questi mostri sono i nostri ragazzi, ma non solo. Un esercito di adulti cercano scorciatoie e fuggono da loro stessi, ne sono dipendenti, talvolta più dei giovani, perché pensano di compensare mancanze frustrazioni e fallimenti, senza rendersi conto che li stanno moltiplicando.</p>
<p>Cosa si cela dietro al desiderio di apparire quotidianamente su bacheche, post, storie ,video o di seguire compulsivamente centinaia di profili in modo maniacale quando magari si ha una vita insoddisfacente? Significa autodistruggersi.</p>
<p>Queste aziende hanno studiato l’essere umano per manipolarlo e renderlo schiavo delle sue debolezze, hanno creato il mito dell’andare in video in pochi secondi come se questo portasse alle soluzioni, alle carriere lavorative, alla svolta per tutti.<br class="autobr" />Fungono da dose che offusca e inganna il tempo, il dolore, il disagio e che frena l’iniziativa nel mondo reale.</p>
<p>Sarebbe interessante sapere cosa ne pensano Freud e Jung, Pirandello e Svevo, Tolstoj e Schnitzler, Sandor Marai e Proust. <br class="autobr" />Io non mi arrendo, mi rifugio in loro, me li gusto, me li porto con me nei viaggi e nelle trasferte, anche a letto. Intendo i loro libri, ovviamente. <br class="autobr" />Sono il mio antidoto contro l’autodistruzione, il delirio collettivo, il degrado intellettuale che inizia a darmi molto fastidio.</p>
<p>Osservo la realtà in evoluzione, la velocità dei cambiamenti e mi immagino, un giorno, in un luogo qualsiasi, a sorridere mentre leggo tutti i libri che non ho ancora letto nel mio scaffale, estranea e distaccata dalle dinamiche della società irriconoscibile che mi circonderà.<br class="autobr" />Così mi consolo e mi riscatto dalla vergogna di essere stata coinvolta pure io, come tutti, in un modo o nell’altro, nel gioco pericoloso delle piattaforme virtuali che ci hanno smascherati, catalogati, catturati a nostra incoscienza e insaputa.</p>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2024/02/18/un-gioco-pericoloso/">Un gioco pericoloso</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>Colpe e responsabilità</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2024/02/18/colpe-e-responsabilita/</link>
		<pubDate>Sun, 18 Feb 2024 08:37:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Clara Spadea]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.itvonline.news/2024/02/18/muoversi-come-farfalle-copy/</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Clara Spadea</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2024/02/18/colpe-e-responsabilita/">Colpe e responsabilità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft wp-image-89725" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2022/10/arton6249-0eb34.jpg" alt="" width="400" height="225" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2022/10/arton6249-0eb34.jpg 707w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2022/10/arton6249-0eb34-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></p>
<p>Pare che in molti siano concordi su quale sia uno dei mali del nostro secolo. E’ infatti notizia recente che “il sindaco di New York intende fare causa a Tik Tok, Facebook e You Tube per danni alla salute mentale dei giovani, ovvero per avere creato, ad arte, delle piattaforme che creano dipendenza nei giovani”.</p>
<p>La notizia mi colpisce non poco, pur nel suo azzardo e mi viene d’emblée di pensare ai presumibili aspetti giudiziari di una simile accusa.</p>
<p>Certo il Sindaco non sbaglia! I social oggi occupano uno spazio ingombrante nella vita di ciascuno di noi, sin dai primi anni di vita delle nuove generazioni. Sono diventati, cioè, quasi l’unico modo di interazione e di confronto, e, conseguentemente, l’unico assoluto alter ego. Un modo comodo, dal momento che si è troppo spesso lasciati liberi di esprimere concetti e critiche “senza però metterci la faccia”, si può offendere chiunque senza dover affrontare lo sguardo e la reazione immediata della persona offesa; ci si può, insomma, sentire dei “grandi” per il coraggio delle parole pronunciate solo sul web e mai nella vita reale. Come se non bastasse i social hanno avuto anche il potere di abbattere virtualmente qualsiasi muro di confine tra la gente comune e quella del mondo dello spettacolo, in quanto tutti oramai hanno la possibilità di mostrarsi di continuo come se si fosse in balia dei paparazzi, al pari di attori e soubrettes.</p>
<p>Tutto ciò naturalmente può avere un impatto sicuramente negativo sui giovani, in considerazione del loro vivere pressoché in simbiosi con i social più che con la famiglia e gli amici reali, cosa che in realtà, al di là delle apparenze e dei facili “mi piace” ottenuti, può solo amplificare insicurezze e solitudine.</p>
<p>Ma davvero la responsabilità di questo approccio a volte malato da parte dei giovani con i social è da attribuire esclusivamente a Elon Musk?! Eh già, oramai sembrano spariti dal nostro vocabolario termini del tipo “autoresponsabilità” o libero arbitrio, perché, diciamolo, è molto più comodo cercare le colpe negli altri, e, soprattutto, in chi può garantire poi una forma di risarcimento.</p>
<p>Ma in tutto questo, che ruolo hanno i genitori? E che rilievo, oggi, ha la loro capacità di educare, di dialogare, di rimproverare, di essere d’esempio?! Non certo un rilievo di secondo piano se è vero, come è vero, innanzitutto che i nostri figli in realtà ci osservano più di quanto immaginiamo, e inesorabilmente assorbono nostri modi di essere e di comportarci. Del resto capita spesso, nei ristoranti o anche in altri ambiti, di assistere ad immagini di bambini a cui, sebbene di tenera età, i genitori consegnano i propri cellulari per farli giocare con questo strumento che emette sorprendenti immagini e giochi colorati e stare, così, per un po’ tranquilli.</p>
<p>E dunque, è davvero solo colpa di Musk?!</p>
<p>Ai giudici newyorkesi l’ardua sentenza!</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2024/02/18/colpe-e-responsabilita/">Colpe e responsabilità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>La mia Cumbia</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2024/02/12/la-mia-cumbia/</link>
		<pubDate>Mon, 12 Feb 2024 09:35:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mirella Napodano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.itvonline.news/2024/02/12/la-filosofia-ebraica-come-utopia-del-dialogo-copy/</guid>
		<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="947" height="924" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2022/11/mirella-napodano.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2022/11/mirella-napodano.jpg 947w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2022/11/mirella-napodano-300x293.jpg 300w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2022/11/mirella-napodano-768x749.jpg 768w" sizes="(max-width: 947px) 100vw, 947px" /></div>
<p>di Mirella Napodano</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2024/02/12/la-mia-cumbia/">La mia Cumbia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="947" height="924" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2022/11/mirella-napodano.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2022/11/mirella-napodano.jpg 947w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2022/11/mirella-napodano-300x293.jpg 300w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2022/11/mirella-napodano-768x749.jpg 768w" sizes="(max-width: 947px) 100vw, 947px" /></div><p><img class="alignleft wp-image-90657" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2022/11/mirella-napodano.jpg" alt="" width="312" height="304" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2022/11/mirella-napodano.jpg 947w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2022/11/mirella-napodano-300x293.jpg 300w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2022/11/mirella-napodano-768x749.jpg 768w" sizes="(max-width: 312px) 100vw, 312px" /></p>
<p>Se mi chiedete per quale dei cantanti in gara ho tifato durante queste interminabili serate del 74° Festival di Sanremo non ho il minimo dubbio. Bravi tutti, intendiamoci: cantanti conduttori ospiti musicisti artisti di fama mondiale, ma chi mi ha preso il cuore è stata proprio la vincitrice Angelina Mango. Non tanto perché è la figlia di un poeta, Pino Mango, e neppure perché è genuina, poco artefatta e perciò stesso portatrice di una raffinata impalpabile, forse involontaria ironia, ma perché mi piace molto la sua canzone: questo connubio di noia e ritmo &#8211; un vero ossimoro musicale – che trascina la sensazione della noia sui binari di un palpito ossessivo, incalzante quanto ripetitivo, e perciò stesso attualissimo.</p>
<p>Sì, la <i>Cumbia</i>. Una strana miscela di ritmi spagnoli, colombiani, africani: nata come ballo di corteggiamento della popolazione africana sulla costa caraibica della Colombia. Originariamente praticata come ballo di coppia, la cumbia è stata ripescata e rilanciata negli anni Ottanta in disco dance facendola assurgere a ballo di gruppo e riscuotendo un notevole gradimento nel pubblico che all’epoca affollava le discoteche. Questa Cumbia di Angelina, invece di farmi pensare alla noia – sensazione che non mi appartiene, sostituita in me da un frenetico impulso a fare, dire, camminare, scrivere, parlare, e (perché no) ballare – mi riconduce piuttosto al tempo ritrovato del PalaSport di Summonte, all’inconfondibile voce del D.J. Antonio Montella, collega e amico carissimo, grande conoscitore di ogni genere musicale e musicista dotato di orecchio assoluto. Antonio era infatti in grado di suonare ad orecchio qualunque strumento e di improvvisare con intonazione impeccabile indimenticabili arie pucciniane negli intervalli liberi da impegni scolastici.</p>
<p>All’epoca era invalso l’uso che i D.J. interloquissero al microfono col pubblico dalla loro consolle straripante di vinili, per commentare insieme i brani scelti e invogliare a ballarci su… E Antonio non era mai banale: aveva sempre qualcosa di significativo da dirci, attingendo alla sua sterminata cultura musicale. Ma quando la scaletta prevedeva una cumbia, avreste inevitabilmente sentito Antonio dire: “Vai Mirella!!! È Cumbia!” e a questo richiamo io scendevo subito in pista, se non mi trovavo già là tra tutti gli altri ballerini a celebrare la musica, il movimento, la corporeità, la verità del gesto, la gioia di vivere. Per la noia non c’era il minimo spazio. Eppure quest’anno a Sanremo ho capito che la noia può anche danzare sul cuscino musicale di una cumbia, come riesce perfettamente a farlo nella canzone di Angelina Mango.</p>
<p>Non c’è stata traccia alcuna di noia invece nella stupenda, magistrale esibizione di Roberto Bolle del <i>Bolero</i> di Ravel, con la coreografia di Maurice Béjart. Amadeus sapeva di andare sul sicuro ingaggiando un fuoriclasse. L’incalzante ritmo del Bolero ha in comune con la cumbia una certa ripetitività della frase musicale, che però nel brano di Ravel si arricchisce ad ogni passaggio della comparsa in scena di nuovi strumenti, fino al parossismo; il che facilita il compito del coreografo nell’aggiungere suggestione a suggestione. Ho avuto la fortuna di assistere anni fa nell’Anfiteatro Romano di Benevento all’esibizione di Luciana Savignano – all’epoca prima ballerina della Scala di Milano – proprio nel Bolero di Ravel, quando Maurice Béjart curava personalmente la direzione artistica della lussureggiante rassegna <i>Benevento città spettacolo</i>. Stessa impostazione scenica di quella sanremese, ma all’aperto in una sera di primavera: la Savignano danzante al centro di un grande tavolo rotondo fino a cadere quasi in trance, mentre i ballerini si aggiungevano a gruppi, non comparendo tutti in una volta, ma rincorrendo l’incalzante, progressiva entrata in scena degli strumenti. L’angustia dello spazio del palcoscenico dell’Ariston ha richiesto giuoco forza di ridimensionare la grandezza del tavolo, dando luogo anche a qualche problema di mobilità, supremamente superato – se non addirittura ignorato – da un Roberto Bolle in grandissimo spolvero. La musica è una strega, secondo Giovanni Allevi, e può fare degli incantesimi. E un corpo che si veste di musica può dire l’indicibile.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2024/02/12/la-mia-cumbia/">La mia Cumbia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>La forza della connessione</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2024/02/04/la-forza-della-connessione/</link>
		<pubDate>Sun, 04 Feb 2024 09:06:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Carmen Lo Calzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.itvonline.news/?p=107467</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Anna Carmen Lo Calzo</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2024/02/04/la-forza-della-connessione/">La forza della connessione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-66344" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2021/07/anna-carmen-lo-calzo-1.jpg" alt="" width="320" height="478" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2021/07/anna-carmen-lo-calzo-1.jpg 320w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2021/07/anna-carmen-lo-calzo-1-201x300.jpg 201w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" />In questi giorni non si contano elogi e apprezzamenti nei confronti dell’eroe nazionale Jannik Sinner, il tennista altoatesino che domenica scorsa ci ha tenuti col fiato sospeso per quattro ore, per poi farci emozionare vincendo la prestigiosa coppa degli Australian Open.</p>
<p>Tutti raccontano la sua storia, la sua ascesa, il percorso che lo ha portato a raggiungere i vertici della classifica dei tennisti più forti del mondo in tempi record e<br class="autobr" />Jannik festeggia, ringrazia in stile nordico, con toni sobri, senza eccessi. Si presta alle interviste col sorriso pacato ed io rimango colpita dal suo sguardo: adulto, intenso, non comune né ai ragazzi, né agli sportivi della sua età.</p>
<p>Sinner torna dall’Australia come un guerriero che pensa già alla prossima sfida e si presenta puntuale al Quirinale, dal Presidente della Repubblica, per ricevere gli onori e i complimenti ufficiali. <br class="autobr" />Visibilmente emozionato, ma non abbastanza da perdere il filo di un discorso semplice, anche qui si pone in modo essenziale, ma efficace. Si rivolge al Presidente Mattarella, ai suoi compagni e al suo team con gli occhi lucidi, sottolineando l’aspetto umano di un successo ottenuto grazie al supporto di tutti. <br class="autobr" />Se la cava bene anche con il suo italiano &#8220;contaminato&#8221; da quell’accento altoatesino che contraddistingue gli abitanti di una terra diventata Italia solo cento anni fa.</p>
<p>Al netto di tutte le analisi e di gli elogi letti e ascoltati in questi giorni, sento il desiderio di esprimere una mia considerazione su questo giovane sportivo.<br class="autobr" />Lo considero un &#8220;esemplare&#8221;, più che un esempio, di come un essere umano, sin dall’infanzia, possa nutrire passione per la vita. Quella passione che ti trasforma in un essere unico e speciale nella normalità di una vita come tante.</p>
<p>Sinner è nato tra i sacrifici di una famiglia di lavoratori al servizio di un rifugio e di un ristorante in alta montagna, nella routine della <br class="autobr" />vita di paese, in un paese di confine. È stato un bambino come tanti, ma si è trasformato in un ragazzo speciale perché ha sentito precocemente la necessità di entrare in contatto con sé stesso.<br class="autobr" />La sua figura mi sta appassionando, mi ricorda il personaggio di un romanzo classico. Sinner è un ragazzo di frontiera d’altri tempi, lo immagino crescere in quel paesino di montagna dove la vita quotidiana è scandita da ritmi sempre uguali, dal tempo rallentato, dalla distanza da tutto, da tante cose e da tante opportunità, ma non da sé stesso.</p>
<p>Il percorso di Jannik Sinner sembra la metafora del rispetto per le origini, per i sacrifici fatti dalla famiglia, per la normalità. Ma soprattutto è l’espressione della capacità di connessione con sé stessi, a prescindere da tutto e da tutti.<br class="autobr" />In lui leggo un forte desiderio di autoaffermazione nutrito già da bambino, non solo grazie agli insegnamenti della famiglia, ma dalla necessità di sintesi in termini di comprensione della propria natura.</p>
<p>Jannik non ha perso tempo, ha ritenuto necessario mettersi in contatto con la sua indole e di mettersi in gioco senza indugi, superando chissà quanti fantasmi, momenti bui, delusioni, paure. Ma lo ha fatto, non ha mollato, non ha cercato scorciatoie.</p>
<p>Come si fa a entrare in connessione con sè stessi in questo modo? <br class="autobr" />Sembra un’impresa impossibile per molte persone di qualsiasi età, un’incapacità sociale che si sta diffondendo come un &#8220;virus&#8221;, un disagio che entra nell’anima dei giovani e dei meno giovani sempre più impegnati nella corsa alla scorciatoia, all’omologazione, all’inseguimento di tutto ciò che non si è davvero o che non si può avere.</p>
<p>Il primo colpo che Sinner ha &#8220;schiacciato&#8221; nella sua vita è stato quello di collegare la testa al cuore, così da riuscire poi ad accendere l’interruttore luce della sua cameretta con la pallina da tennis, come racconta divertito in un’intervista.</p>
<p>Quanti di noi lo fanno? Non si tratta di diventare campioni di slam, campioni del mondo, personaggi famosi, si tratta solo di vincere la partita della nostra specificità e unicità.</p>
<p>Jannik è un fenomeno, non ci sono dubbi, e non può rappresentare un punto di arrivo per un adolescente qualsiasi.</p>
<p>Tuttavia, il messaggio che sta offrendo ai suoi coetanei, e anche a noi adulti, va oltre il talento del tennista prodigio ed è quello dell’importanza della relazione con sè stessi, del senso del dovere, che ciascuno di noi ha, di non fuggire da sé stesso, di non perdersi, di non disperdere energie in connessioni che ci allontanano dalla nostra vera natura e dal senso della nostra, specifica vita.</p>
<p>Vincere significa innanzitutto riconoscersi, non perdere tempo, confrontarsi ogni giorno con le nostre autentiche capacità e opportunità reali, con la nostra vera natura, prima che con le immagini distorte di un mondo, anche virtuale, che offusca e inganna.</p>
<p>Se noi adulti fossimo capaci di suggerire ai nostri figli e ai nostri nipoti di mettersi all’ascolto, di connettersi a loro stessi al buio, ad occhi chiusi, per qualche breve istante ogni giorno, faremmo di loro individui in grado di intercettare desideri, sogni, emozioni, passioni. Faremmo di loro esseri attivi anziché passivi e assorti nel cliccare le false vite degli altri.</p>
<p>I Sinner rimarrebbero esemplari unici e rari, ma i nostri ragazzi un giorno, forse, ci ringrazierebbero per averli aiutati a conoscersi, a realizzarsi concretamente, a non perdere tempo in connessioni virtuali inutili. E perché no, anche a vincere.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2024/02/04/la-forza-della-connessione/">La forza della connessione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>L’esistenza umana</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2024/01/26/lesistenza-umana/</link>
		<pubDate>Fri, 26 Jan 2024 11:20:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Meoli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.itvonline.news/?p=107220</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Gabriele Meoli</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2024/01/26/lesistenza-umana/">L’esistenza umana</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="coll-umanita">
<p>La notizia di questi giorni è che ancora una volta il delicatissimo argomento del fine vita è all’esame della Corte costituzionale.</p>
<p>Ancora una volta, cioè, la Consulta potrebbe arrivare prima del Parlamento, facendo un ulteriore passo in avanti sul diritto di una persona malata in maniera irreversibile a porre fine alla propria sofferenza.</p>
<p>Il giudice per le indagini preliminari di Firenze si è trovato di fronte all’ennesima inchiesta nei confronti di Marco Cappato, accusato di aiuto al suicidio per aver accompagnato, con Chiara Lalli e Felicetta Maltese, in Svizzera un uomo affetto da sclerosi multipla che voleva accedere al suicidio assistito. Analizzato il caso, il gip ha chiesto al giudice delle leggi di esaminare ancora l’articolo 580 del codice penale, perché, è la tesi, i ritocchi fatti con la sentenza sul caso Cappato, in questo caso, non scagionerebbero gli indagati.</p>
<p>È, come detto, una questione complessa e delicata che va esaminata sotto vari aspetti.</p>
<p>L’esistenza:</p>
<p>È denotata dal pensiero nel quale si immedesima e si soggettivizza.</p>
<p>Ha però anche un innegabile supporto fisico, che la fa qualificare umana.</p>
<p>Si esprime con la vita dell’essere pensante</p>
<p>L’esistenza e la morale :</p>
<p>L’esistenza trova nella morale il suo autogoverno; e v’è così già un’esigenza di regola.</p>
<p>L’esistenza ed il diritto :</p>
<p>La necessità di co-esistenza crea il fenomeno dell’ordinamento giuridico: “Ubi societas ibi ius”; e così altre regole si aggiungono o ribadiscono quelle morali per governare la vita dei consociato</p>
<p>La vita dei consociati :</p>
<p>È tutelata come vita del gruppo (rapporti internazionali; delitti contro lo Stato; diritto pubblico in genere) nonché come vita del singolo (delitti contro la persona; norme varie a difesa dei momenti esistenziali).</p>
<p>Il diritto di vivere:</p>
<p>Quasi ogni norma dell’ordinamento tende ad assicurarlo ed a difenderlo.</p>
<p>Può considerarsi il primo e basilare diritto della personalità; tutti gli altri ne sono una specifica espressione (diritto all’integrità fisica, all’amore, alla libertà, riservatezza, ecc. ecc.).</p>
<p>La Costituzione (art. 2 in particolare) e le norme penali (art, 575 ss. cod. pen., in particolare) portano la principale tutela.</p>
<p>Il diritto di morire:</p>
<p>L’ordinamento, pur non approvando il suicidio, non ne punisce il tentativo. Punisce però l’istigazione o l’aiuto al suicidio (art. 580 c.p.), quale estrema e indiretta tutela del diritto di vivere.</p>
<p>Punisce altresì l’omicidio del consenziente (579 c.p.), così confermando l’indisponibilità del diritto di vivere e la non configurabilità della scriminante del consenso dell’avente diritto (50 c.p.).</p>
<p>Ma tuttavia, per il diretto interessato, il diritto di morire rimane una delicata situazione giuridica che non può essere “a priori” disconosciuta.</p>
<p>Esso è forse l’espressione della stesso suo diritto di vivere.</p>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2024/01/26/lesistenza-umana/">L’esistenza umana</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
	</channel>
</rss>
