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	<title>Riflessioni &#8211; ITV Online &#8211; Irpinia TV Avellino</title>
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	<description>Notizie, approfondimenti e TV on demand</description>
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		<title>2 novembre, riflessioni ed emozioni</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2025/11/02/2-novembre-riflessioni-ed-emozioni/</link>
		<pubDate>Sun, 02 Nov 2025 18:01:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Clara Spadea]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="720" height="445" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot_2025-11-02-18-52-02-47_40deb401b9ffe8e1df2f1cc5ba480b12.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot_2025-11-02-18-52-02-47_40deb401b9ffe8e1df2f1cc5ba480b12.jpg 720w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot_2025-11-02-18-52-02-47_40deb401b9ffe8e1df2f1cc5ba480b12-300x185.jpg 300w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></div>
<p>Oggi, 2 novembre, sono riuscita ad andare a far visita ai miei genitori e ai miei nonni sul presto, prima cioè che lì arrivassero in tanti, perché certe cose mi piace farle nel silenzio e in intimità. Arrivata sulla scala che dà ingresso al cimitero della mia città dalla parte posteriore, mi fermo un istante, [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="720" height="445" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot_2025-11-02-18-52-02-47_40deb401b9ffe8e1df2f1cc5ba480b12.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot_2025-11-02-18-52-02-47_40deb401b9ffe8e1df2f1cc5ba480b12.jpg 720w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/11/Screenshot_2025-11-02-18-52-02-47_40deb401b9ffe8e1df2f1cc5ba480b12-300x185.jpg 300w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></div><p>Oggi, 2 novembre, sono riuscita ad andare a far visita ai miei genitori e ai miei nonni sul presto, prima cioè che lì arrivassero in tanti, perché certe cose mi piace farle nel silenzio e in intimità.</p>
<p>Arrivata sulla scala che dà ingresso al cimitero della mia città dalla parte posteriore, mi fermo un istante, guardo davanti a me e rifletto che in effetti questo luogo non poteva essere collocato in un posto migliore, dal momento che consente di far spaziare lo sguardo al di sopra della città. E’ una postazione che fa da grandangolo per il cielo e per le cime degli alberi.</p>
<p>E’ una mite giornata che risente ancora dell’eco delle dolci ottobrate. Il leggero venticello, che smuove delicatamente le foglie degli alberi cadute, fa pensare come ad un messaggio di serenità che i “residenti” abituali di quel luogo vogliono trasmettere ai visitatori odierni di passaggio. Insomma oggi, qui, non nutro pensieri negativi e tristi, piuttosto mi sento accolta ed io stessa accolgo in me con altrettanta serenità chi non c’è più. Saluto mia madre, do l’acqua ai fiori che per lei scelgo sempre dai colori delicati, perché in sintonia con quello che era il suo cuore, le faccio ancora una volta qualche confidenza, poi m’incammino tra i viali e penso anche alle amiche care che purtroppo sono andate via già da un po’, senza un preavviso o un messaggio in cui magari mi dicessero: è giusto così!</p>
<p>No, non era giusto, ma il loro ricordo mi impone un senso di gratitudine per essere io, invece, ancora qui a lottare, arrabbiarmi a volte per cose stupide, a ricordarle, scrivere, ad avere la consapevolezza di quanto, senza saperlo, sono stata e sono ricca per avere goduto, nel mare delle falsità, di sani rapporti di amicizia e di averne ancora alcuni.</p>
<p>Qui oggi, mi vengono in mente tutte le declinazioni del tempo e come quindi non andrebbe sprecato mai neppure un istante; penso a come bisognerebbe cercare di vivere intensamente ogni momento.</p>
<p>Dovremmo imparare a far cadere nel dimenticatoio il male ricevuto, e pensare invece ai doni che arrivano di continuo: è un dono, ad esempio, sapere di essere stati amati o voluti bene, nel passato o anche nell’attualità; è un dono, ancor più, scoprirsi capaci di provare sentimenti veri e disinteressati, che siano di affetto o di amore; è un dono provare gratitudine e non rabbia nonostante tutto, poter camminare anche in un luogo come un cimitero e sentirsi vicini a chi non c’è più, avvertire che in fondo non c’è dolore che non possa scomparire, sia pure solo per un po’, in una mattina dall’aria dolce come quella di oggi.</p>
<p>Questo 2 novembre insomma è per me il tempo delle riflessioni, delle dolci emozioni, del ritrovarmi con chi non c’è più. E’ il tempo della consapevolezza, di quel che è stato e di quello che ancora è.</p>
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		<title>Elettori e leggi elettorali</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2025/08/02/elettori-e-leggi-elettorali/</link>
		<pubDate>Sat, 02 Aug 2025 08:02:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Carmen Lo Calzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="634" height="448" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/03/anna-lo-calzo.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/03/anna-lo-calzo.png 634w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/03/anna-lo-calzo-300x212.png 300w" sizes="(max-width: 634px) 100vw, 634px" /></div>
<p>Sarebbe una bella svolta la legge elettorale che permettesse ai cittadini di scegliere i candidati che andranno in Parlamento. Ernesto Galli Della Loggia, autorevole editorialista del Corriere Della Sera, in questi giorni ci ricorda in un suo pezzo che &#8221; l’attuale sistema elettorale prevede che siano i vertici dei partiti a nominare i candidati nei [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="634" height="448" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/03/anna-lo-calzo.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/03/anna-lo-calzo.png 634w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/03/anna-lo-calzo-300x212.png 300w" sizes="(max-width: 634px) 100vw, 634px" /></div><div class="coll-umanita">
<div class="coll-umanita">
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<div class="coll-umanita">
<p>Sarebbe una bella svolta la legge elettorale che permettesse ai cittadini di scegliere i candidati che andranno in Parlamento.</p>
<p>Ernesto Galli Della Loggia, autorevole editorialista del Corriere Della Sera, in questi giorni ci ricorda in un suo pezzo che &#8221; l’attuale sistema elettorale prevede che siano i vertici dei partiti a nominare i candidati nei collegi uninominali maggioritari, candidati che possono essere anche di coalizione, grazie agli accordi tra partiti; e sono sempre i suddetti vertici dei partiti a stabilire l’ordine (da parte dell’elettore immutabile) con cui ciascun candidato è inserito nelle liste proporzionali, e dal quale dipende la sua possibilità di essere o no eletto.&#8221;<br class="autobr" />E prosegue:<br class="autobr" />&#8220;Chi di noi si farebbe mai rappresentare per qualsiasi faccenda, anche la meno importante, da uno sconosciuto?&#8221;</p>
<p>Eppure così avviene.</p>
<p>Durante la prima Repubblica, come osserva Galli Della Loggia, perlomeno i partiti esistevano davvero, erano presenti sul territorio con organizzazioni reali e le candidature al Parlamento, ancorché decise dai vertici, dovevano tenere conto degli orientamenti locali.</p>
<p>Oggi non abbiamo più nemmeno questo &#8220;privilegio&#8221; e sono abbastanza certa che, fondamentalmente, la politica sul territorio e la conoscenza diretta di coloro i quali ci rappresenteranno sulle poltrone, interessa molto meno di quello che si pensa.</p>
<p>Per esempio, il più recente dato auditel sui programmi televisivi riporta che 4.000.000 di italiani hanno guardato l’imperdibile prima puntata di TEMPTATION ISLAND, la trasmissione televisiva presentata come &#8220;fenomeno estivo nazionale&#8221;.</p>
<p>Allora, quando leggo le riflessioni di Galli Della Loggia, il quale sapientemente mi porta a riflettere sul meccanismo della rappresentanza , &#8220;cuore del regime democratico parlamentare, principio decisivo della sua identità storica e sua suprema giustificazione etico-politica&#8221;, mi balza alla mente il dato auditel. 4.000.000 di potenziali elettori, minorenne più minorenne meno, si dedica con trasporto e convinzione alla visione di un prodotto televisivo frutto di un degrado culturale sempre più evidente.</p>
<p>Senza voler peccare di presunzione, ritengo che questo dato sia estremamente preoccupante.<br class="autobr" />Suvvia, il livello culturale, il senso critico e il senso di responsabilità di una nazione non si valutano dai programmi televisivi scelti nelle ore di svago! <br class="autobr" />E invece sì, la mia risposta è sì.<br class="autobr" />Il collegio nominale maggioritario a turno unico è una bella prova di maturità da parte di un popolo che ha il dovere di manifestare il proprio grado di preparazione e di consapevolezza anche attraverso le scelte culturali e le passioni. Nulla è a caso&#8230;</p>
<p>Il diritto di scegliere si guadagna anche attraverso il dovere di coltivare noi stessi, di nutrire interessi intelligenti anche quando siamo sul divano a rilassare corpo e mente.<br class="autobr" />Sarebbe ora di ammettere che guardare Temptation Island in 4.000.000 di persone non è nè peccato nè reato, ma è sintomo di un offuscamento e di un appiattimento culturale di massa che mi convince poco sulla capacità di approfondire e di scegliere cose importanti come chi deve gestire il futuro di una nazione.</p>
<p>Dalla padella alla brace? <br class="autobr" />Ho proprio paura che andrebbe così.</p>
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		<title>“Campooo!”. Evviva i ragazzini di Atripalda</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2025/07/30/campooo-evviva-i-ragazzini-di-atripalda/</link>
		<pubDate>Wed, 30 Jul 2025 08:05:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Camillo Caruso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1136" height="768" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/03/camillo-caruso.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/03/camillo-caruso.png 1136w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/03/camillo-caruso-300x203.png 300w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/03/camillo-caruso-768x519.png 768w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/03/camillo-caruso-1024x692.png 1024w" sizes="(max-width: 1136px) 100vw, 1136px" /></div>
<p>«Campooo!» E il grido vittorioso esplodeva in gola al ragazzo che era stato più lesto degli altri e aveva conquistato il terreno della squadra avversaria. Ed era un nugolo di compagni che correvano ad abbracciare l’eroe, a festeggiarlo, a dargli vigorose pacche sulle spalle. Che poi molto se ne sarebbe parlato nei giorni seguenti. Perché [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1136" height="768" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/03/camillo-caruso.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/03/camillo-caruso.png 1136w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/03/camillo-caruso-300x203.png 300w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/03/camillo-caruso-768x519.png 768w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/03/camillo-caruso-1024x692.png 1024w" sizes="(max-width: 1136px) 100vw, 1136px" /></div><p>«Campooo!» E il grido vittorioso esplodeva in gola al ragazzo che era stato più lesto degli altri e aveva conquistato il terreno della squadra avversaria. Ed era un nugolo di compagni che correvano ad abbracciare l’eroe, a festeggiarlo, a dargli vigorose pacche sulle spalle. Che poi molto se ne sarebbe parlato nei giorni seguenti. Perché il gioco del “campo”, che ogni tanto resuscitavamo, era una cosa seria! Era una vera e propria disfida. Un accanito combattimento, tra due squadre, che impegnava severamente i contendenti che finivano stremati, dopo ore di corse e rincorse tese a catturare l’avversario e ad evitare di finire prigionieri. In un groviglio di traiettorie, che si incrociavano ripetutamente sul campo aperto e largo della “Piazzetta”, spazio in terra battuta, lasciato di fatto a disposizione dei ragazzi, a Contrada, ai quali era preclusa, per queste sfrenate scorribande, la piazza principale del paese. Lì ci si andava la domenica mattina. Ma giusto per la Messa. E, se andava bene, anche per un gelato al limone da Cibelli.<br class="autobr" />«Campooo!» Ed il grido vittorioso esplodeva nell’aria. Rotolava dalla Piazzetta giù giù fino al fondo della valle, a via Sant’Agata, per poi arrampicarsi sulle dolci curve femminee della collina della Tufara. E di là insinuarsi per il sentiero che portava all’eremo di San Nicola, in quel di Forino. Sempre gioioso, esultante, fragoroso, il grido si impennava e saliva in alto a sbattere contro il cielo blu, di cristallo scuro e intenso, che sembrava stare lì, duro e immobile, a tenere chiuso, in uno splendido scrigno, quel mondo tanto povero della nostra ricchissima fanciullezza sapida di emozioni.<br class="autobr" />«Campooo!» Ed era sul far della sera. Una di quelle sere d’estate, morbida e profumata, che la nostra campagna, docile alle messi del granturco, sapeva allora regalare. Una di quelle sere che si tirava a far tardi. A fare chiacchiere e a non dire niente. Passeggiando fino ad Ospedale e alla Ficucella. Oppure per la Vianova, l’unica strada asfaltata della valle, che portava chissà dove. Sicuramente lontano. Dove forse un giorno anche noi saremmo andati.<br class="autobr" />Un nugolo di ragazzini, che giocavano l’altro giorno per strada, per le vie di Atripalda, riempiendo l’aria dei loro strilli gioiosi, mi ha richiamato alla memoria tutti questi ricordi. Mi sono tornate alla mente immagini molto care. I volti dei compagni di allora. Le voci. I giochi. I luoghi vissuti nell’infanzia e ritrovati nella giovinezza. Quando mai mi facevo mancare un ritorno, d’estate, nelle strade e nei campi che sentivo miei.<br class="autobr" />E le grida dei ragazzini per strada, che gioivano per una vittoria nel gioco, mi hanno anche ricordato una poesia di Leonardo Sinisgalli, incrociata sui banchi del liceo parecchi anni fa, che rapida è riapparsa nel suo colorato vigore:<br class="autobr" /><i>I fanciulli battono le monete rosse<br class="autobr" />contro il muro. (Cadono distanti<br class="autobr" />Per terra con dolce rumore.) Gridano<br class="autobr" />a squarciagola in un fuoco di guerra.<br class="autobr" />Si scambiano motti superbi<br class="autobr" />e dolcissime ingiurie. La sera<br class="autobr" />incendia le fronti, infuria i capelli.<br class="autobr" />Sulle selci calda è come sangue.<br class="autobr" />Il piazzale torna calmo.<br class="autobr" />Una moneta battuta si posa<br class="autobr" />vicino all’altra alla misura di un palmo.<br class="autobr" />Il fanciullo preme sulla terra<br class="autobr" />la sua mano vittoriosa</i>.<br class="autobr" />Questi versi me li hanno fatti venire in mente le voci concitate dei ragazzi, che sembravano esprimere una gioia incontenibile e convinta. Una gioia &#8211; mi sono detto &#8211; di altri tempi. Di un’altra era. Tanto lontana da avermi fatto trasalire. Perché quelle voci inneggiavano a una vittoria che, per me, aveva un suono antico. Un suono familiare. Un suono umano. La vittoria di un’umanità su di un’altra umanità. Prima che le macchine si intromettessero nella nostra esistenza. Prima che esse si sostituissero al compagno di giochi, in una raccapricciante e banalizzante facilitazione dello svago. Fredda. Falsa. Inumana.<br class="autobr" />Le voci squillanti dei ragazzini di Atripalda hanno evocato, nella mia memoria, anche il gioco delle monete. Quello raccontato da Sinisgalli. Gioco che ben conosco e che praticavo. Fatto dal battere la moneta sul muro per avvicinarsi a quella dell’altro, già giacente a terra, possibilmente a non più di un palmo, sì da poter misurare vittoriosamente la distanza. Quanti litigi, allora, al premere delle dita sulla terra: «Ecco, il dito tocca! Ho vinto!» «No, non è vero! Ci sta spazio! <i>Ci luce!</i>» <br class="autobr" />La poesia di Sinisgalli da commentare costituiva la traccia di un tema in classe proposto da un insegnante di italiano, anche lui lucano, che si diceva amico personale del poeta di Montemurro. Le considerazioni suscitate allora, che si snodavano lungo la spina dorsale della cruda povertà delle terre dell’osso, non sono cambiate oggi. A circa un secolo di distanza, ci troviamo più poveri di allora. Perché abbiamo perso anche le coordinate di un’esistenza dal grande valore umano, senza aver guadagnato nemmeno un boccone di un benessere che non ci tocca. Che non è per noi. È per altri. Destinato a latitudini diverse. Che non sarà mai, a quanto pare, dei paesi fatti di case con muri a calce e di campagne aride e pietrose. E siamo ancora qui, a fare la valigia per partire per le Americhe. Come tanti dei nostri. Come il padre di Sinisgalli, sarto di un paese del profondo sud.<br class="autobr" />Ed allora – mi sono detto – evviva i ragazzini di Atripalda! Evviva le voci squillanti di questi bimbi che cantano vittoria!<br class="autobr" />Sono i fratelli dei ragazzi di Montemurro che giocavano a “battimuro”. Sono i fratelli miei. I fratelli dei miei compagni di tanto tempo fa, con i quali giocavamo a “campo” nei pomeriggi d’estate. Fino allo sfinimento. Fino alle prime ombre della sera, che ci trovavano ancora impegnati a rincorrerci. Liberi negli spazi liberi. Mentre lanciavamo in aria i nostri gridi gioiosi. Come le rondini ciarliere, che cantavano, con il loro stridìo, tutta la loro libera gioia.<br class="autobr" />E, come le rondini, niente sapevamo del domani.</p>
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		<title>Non un semplice innaffiare</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2025/07/21/non-un-semplice-innaffiare/</link>
		<pubDate>Mon, 21 Jul 2025 08:25:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Clara Spadea]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="707" height="398" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2022/10/arton6249-0eb34.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2022/10/arton6249-0eb34.jpg 707w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2022/10/arton6249-0eb34-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 707px) 100vw, 707px" /></div>
<p>In queste mattinate di un luglio caldo come non mai, urge, nelle prime ore, dover provvedere ad innaffiare tutte le piante, potarle se necessario, sfrondarle per fornirle di maggior respiro e far sì che possano abbeverarsi di ogni goccia d’acqua a loro destinata.È un’attività a cui mi dedico ogni mattina prima che il sole sia [&#8230;]</p>
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		<title>Maturi o avariati?</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2025/07/14/maturi-o-avariati/</link>
		<pubDate>Mon, 14 Jul 2025 07:30:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Carmen Lo Calzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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<p>Continua la cronaca sugli studenti che fanno scena muta agli esami di Maturità.Su una testata nazionale leggo quanto segue:&#8220;La commissione d’esame gli scrive una lettera: «Una furbata. Se sei contro il sistema, allora rinuncia al diploma»&#8221;.Io direi di più: &#8220;allora rinuncia ad istruirti, vai a lavorare &#8211; sempre se ci riesci &#8211; e lascia il [&#8230;]</p>
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<div class="coll-umanita">
<div class="coll-umanita">
<p>Continua la cronaca sugli studenti che fanno scena muta agli esami di Maturità.<br class="autobr" />Su una testata nazionale leggo quanto segue:<br class="autobr" />&#8220;La commissione d’esame gli scrive una lettera: «Una furbata. Se sei contro il sistema, allora rinuncia al diploma»&#8221;.<br class="autobr" />Io direi di più: &#8220;allora rinuncia ad istruirti, vai a lavorare &#8211; sempre se ci riesci &#8211; e lascia il tuo banco a chi vorrebbe studiare, ma magari non se lo può permettere, perché a sedici anni deve contribuire in famiglia. <br class="autobr" />La fortuna di questa minoranza (per ora) che dissente dal pulpito di un banco di scuola di fronte ad una commissione di professori che di mestiere &#8220;professano&#8221; e sono legalmente abilitati a valutare i loro allievi (come da regole centenarie) sono, ahimè, i media a caccia di scoop. <br class="autobr" />Eh sì, perché la spavalderia esibizionista di un gruppetto di fanciulli in cerca di autori pronti a digitare titoli e articoli che li esaltano come &#8220;eroi del loro tempo&#8221;, ha avuto la fortuna di essere assecondata. <br class="autobr" />Il goal è stato fatto, non c’è dubbio, il risultato è stato ottenuto, la furbata ha funzionato.<br class="autobr" />Giorni e giorni di aggiornamenti e di commenti su stampa, tv e social, un trionfo di like e di seguaci che nemmeno andando in video da Maria De Filippi si sarebbero sognati di avere.</p>
<p>Non nego che mi spaventa il rischio di epidemia e di viralità. Già mi vedo la catena di dissensi e di &#8220;proteste pretestuose&#8221;, di emulazioni prive di fondamento che potrebbero diffondersi, soprattutto grazie ai social, negli istituti superiori. <br class="autobr" />Eroi nazionali, stelle nascenti, esempi di coraggio e di ribellione alla sottomissione.<br class="autobr" />Per fortuna esiste ancora qualche professore che ha il coraggio di metterli di fronte alle loro responsabilità e alla superficialità insensata di gesti simili.</p>
<p>La vita, cari ragazzi, sarà un proliferare di dissensi e di critiche, di successi e di sconfitte e con la scena muta, oltre a dichiararsi perdenti, purtroppo, non si mangia.</p>
<p>Se è vero che la mela marcia contamina quella sana, la velocità con la quale oggi ci si infetta, grazie ai social e al traffico di notizie compulsive, non mi fa sentire molto tranquilla.<br class="autobr" />Inoltre, considerando che la tendenza del momento nel campo della moda, del design della musica, delle passioni in generale è il &#8220;vintage&#8221;, non mi stupirebbe assistere alla nascita di nuove &#8220;sardine&#8221;, tipo movimento nostalgico della contestazione studentesca, che si radunano online e in presenza con qualche striscione immortalandosi in selfie e slogan antisistema. <br class="autobr" />Un sistema nel quale non si riconoscono, non solo perché lo contestano a priori, ma perché lo vorrebbero a loro immagine e somiglianza. <br class="autobr" />Il loro sistema ideale sarebbe, una volta inseriti nel mondo del lavoro, ricevere il bonifico a fine mese tra ovazioni, titoli di giornali e like sui social facendo scena muta? Magari contando ad alta voce le ore e i minuti che mancano per staccare dal lavoro, parlando tra di loro maniacalmente di ferie, mostrando irrequietezza e svogliatezza davanti ai clienti? Questo, ahimè, è già lo spaccato reale del mondo del lavoro di un certo &#8220;ceto&#8221; giovanile.</p>
<p>Studiare serve ragazzi, e serve anche avere il coraggio di affrontare i professori che, più o meno simpaticamente, qualcosa in più di voi sanno fare.</p>
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		<title>Dov’è finita la diplomazia?</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2025/07/13/dove-finita-la-diplomazia/</link>
		<pubDate>Sun, 13 Jul 2025 07:55:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Carmen Lo Calzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="634" height="448" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/03/anna-lo-calzo.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/03/anna-lo-calzo.png 634w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/03/anna-lo-calzo-300x212.png 300w" sizes="(max-width: 634px) 100vw, 634px" /></div>
<p>Stati che vogliono cancellare popoli, popoli che vogliono impadronirsi di altri Stati, politiche di invasione, violenze reciproche, guerre. Mi chiedo: che fine hanno fatto le azioni diplomatiche? E gli ambasciatori? La diplomazia e la trattativa di alto profilo sembrano non essere più azioni strategiche alla portata di potenze che, ad un certo punto, dovrebbero essere [&#8230;]</p>
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<div class="coll-umanita">
<p>Stati che vogliono cancellare popoli, popoli che vogliono impadronirsi di altri Stati, politiche di invasione, violenze reciproche, guerre. <br class="autobr" />Mi chiedo: che fine hanno fatto le azioni diplomatiche? <br class="autobr" />E gli ambasciatori? <br class="autobr" />La diplomazia e la trattativa di alto profilo sembrano non essere più azioni strategiche alla portata di potenze che, ad un certo punto, dovrebbero essere in grado di neutralizzare il caos.<br class="autobr" />Che fine ha fatto la capacità di rendersi conto di come stanno veramente le cose? Perché ciò sarebbe la base della Diplomazia.</p>
<p>In Ucraina e Medio Oriente, nei due territori martoriati dalle attuali guerre in corso ormai da troppo tempo, sembra essere sparito l’intervento a gamba tesa di forze diplomatiche efficaci, sembra essersi dissolto il principio di riconoscimento di un dialogo possibile e necessario.</p>
<p>Nei secoli passati fare le guerre è stato &#8220;normale&#8221; tanto quanto fare la pace e riportare l’ordine o un nuovo ordine. Ma oggi Il compito della diplomazia sembra essersi esaurito nel momento in cui, sia in Ucraina, sia in Palestina, nessuna potenza mondiale è stata ed è in grado di riportare le parti alla ragione tramite azioni potenti e sofisticate che, a questo punto, si rendono indispensabili.</p>
<p>Ci troviamo in un disordine complesso, un caos che sicuramente ostacola l’equilibrio delle forze, ma ricondurre le parti a riconoscere la realtà è un dovere mondiale e non possiamo più accettare che ciò non avvenga.</p>
<p>La domanda sorge spontanea: perché stiamo facendo fatica a ritrovare la forza diplomatica vera? Dove si nascondono quelle consuetudini diplomatiche alle quali eravamo abituati in passato?</p>
<p>Avrei un’idea ed è la seguente: troppa gente si occupa di tutto, troppa propaganda, troppa informazione di massa, anche troppo giornalismo, hanno rotto la forza della diplomazia di spessore. <br class="autobr" />Nei secoli passati i diplomatici si rinchiudevano in &#8220;stanzette&#8221; e nessuno sapeva cosa accadeva o cosa si dicevano, ma ciò rappresentava l’eccellenza della competenza che spesso portava al risultato. Anche Napoleone, ad un certo punto, ha dovuto smettere di fare guerre.</p>
<p>Oggi i capi di Stato si parlano direttamente al telefono, saltando le consuetudini, ma la diplomazia non sempre è il loro mestiere. Vedi Trump che litiga con Netanyahu e per un pò smette di parlargli. La diplomazia non funziona così, è fatta di contraddittorio, di ascolto, di astuzia, di azioni riservate nelle mani di menti preparate.</p>
<p>Tenendo conto del fatto che le guerre di oggi sono cambiate e rischiano di scivolare in guerre nucleari, anche la diplomazia, ovviamente, deve stare al passo e assumere un ruolo più cruciale, un carattere ancora più determinatoo rispetto al passato. Per fare questo ha sempre più bisogno del sostegno della politica alta e delle forze religiose, ancorché altrettanto in crisi. <br class="autobr" />Quando il gioco si fa più duro, gli sforzi non possono andare in una direzione inversamente proporzionale.<br class="autobr" />Il fallimento va contemplato, ma non va evitato a priori, la guerra esiste da sempre e non possiamo permetterci di lasciarla nelle mani di chi non sa trattare.</p>
<p>La regola della diplomazia, forse, si riassume nel concetto &#8220;parlare con tutti&#8221;, non lasciare nulla di intentato, riconoscere gli errori, proiettarsi nel futuro, ergo fare quell’alta politica di cui abbiamo molta nostalgia.</p>
<p>È come nella terapia di coppia? Sì, da un certo punto di vista è uguale. Bisogna superare l’odio, il contingente, l’interesse immediato, occorre analizzare a fondo il dramma dei popoli in guerra, elevarsi ma anche abbassarsi alla comprensione profonda e universale della distruzione e della sofferenza.</p>
<p>Certi capi di Stato hanno fatto fini meschine a causa dei loro interessi personali e temo che gli attuali protagonisti delle guerre in corso in Ucraina e Medio Oriente, da questo punto di vista, stiano rischiando grosso.</p>
</div>
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		<title>Il volto della felicità</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2025/06/26/il-volto-della-felicita/</link>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2025 07:30:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Clara Spadea]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="707" height="398" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2022/10/arton6249-0eb34.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2022/10/arton6249-0eb34.jpg 707w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2022/10/arton6249-0eb34-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 707px) 100vw, 707px" /></div>
<p>Chissà se la presenza nel mondo delle guerre attuali che, peraltro, invece di trovare la strada della pace, si moltiplicano ed arrivano persino alla minaccia nucleare, svolge anch’essa un ruolo determinante sull’umore di tutti noi pur non coinvolti direttamente nelle stesse, ma già segnati dalle nostre difficoltà quotidiane, a volte sostanziali, a volte, in fondo, [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="707" height="398" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2022/10/arton6249-0eb34.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2022/10/arton6249-0eb34.jpg 707w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2022/10/arton6249-0eb34-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 707px) 100vw, 707px" /></div><p>Chissà se la presenza nel mondo delle guerre attuali che, peraltro, invece di trovare la strada della pace, si moltiplicano ed arrivano persino alla minaccia nucleare, svolge anch’essa un ruolo determinante sull’umore di tutti noi pur non coinvolti direttamente nelle stesse, ma già segnati dalle nostre difficoltà quotidiane, a volte sostanziali, a volte, in fondo, irrilevanti.<br class="autobr" />Nel camminare in città, stanca ed accaldata in un pomeriggio di giugno per compere necessarie, osservo la gente che incrocio o con cui interagisco, e avverto spesso i problemi che l’angustiano o che mi vengono raccontati. È strano come, nonostante abbiamo il privilegio di non dover sentire il cupo suono delle sirene antiaeree o di doverci riparare all’improvviso in rifugi sotterranei, viviamo oramai con un senso di angoscia che ci accompagna e che non ci fa vivere appieno, sebbene sia probabile che ciò dipenda anche dall’età non più giovanissima e, quindi, dai problemi da noi accumulati nel tempo, e non, invece, solo dal momento storico che si sta attraversando. <br class="autobr" />Eppure io le ho viste le persone felici! Mi è capitato di incrociarle proprio in un pomeriggio estivo e afoso, ed è stato per me un po’ come un richiamo, un’esortazione, un invito ad una riflessione più profonda.<br class="autobr" />Confesso: a volte mi sembra di non ricordare più nemmeno cosa sia la felicità e che aspetto abbia. Ma poi incrocio una ragazzina, sicuramente affetta da una grave malformazione che, è evidente, non la farà crescere del tutto né in modo armonioso e che la costringe a camminare con l’aiuto delle stampelle, oltre che scortata ai lati dalla mamma e da un’altra signora. <br class="autobr" />Ebbene, nonostante i passi pesanti e lenti, l’ho vista felice, forse perché finalmente poteva passeggiare, sia pure faticosamente. E per farlo aveva indossato un vestito colorato, e aveva messo del rossetto sulle giovani labbra, affinché chiunque la guardasse, soffermasse il suo sguardo sui colori gioiosi che aveva addosso e sul viso e non sul grigio delle stampelle. Era visibilmente felice di essere al mondo, di essere tra la gente, di guardare le vetrine, incontrare persone, sentire qualche musica uscire dalle porte aperte di un negozio, chiacchierare in modo ameno con le accompagnatrici, sentire le rondini garrire rumorose nel cielo azzurro che sovrasta il Corso della mia città. Era semplicemente felice quella ragazza. Era evidente che non dava alcun peso alla sua conformazione fisica visibilmente diversa da quella delle altre ragazzine. Non dava alcun peso alle disabilità, presa com’era dall’essenziale: essere al mondo e poter camminare, in un modo o in un altro, essere in compagnia e sorridere alla vita, perché il peso lo portavano le stampelle, ma a lei sembrava di volare quel pomeriggio.<br class="autobr" />Quanti motivi ci sarebbero per mettere da parte i pesi che ci portiamo dietro, per vivere ogni nostro giorno con maggiore consapevolezza e gratitudine, godere di quel che si ha invece cha andare a caccia del niente.<br class="autobr" />È importante, secondo me, avere uno sguardo sugli altri: c’è sempre qualcosa da imparare, da ricordare a noi stessi, da capire. Ci insegna, ad esempio, che non si può vivere continuamente ormeggiati ai nostri dolori, bisogna sciogliere i propri ormeggi, e sorridere, magari quando il vento ci porta, semplicemente, il profumo d’estate, fatto di caprifogli e di rose.</p>
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		<item>
		<title>Maschere di plastica</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2025/06/01/maschere-di-plastica/</link>
		<pubDate>Sun, 01 Jun 2025 07:13:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Carmen Lo Calzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.itvonline.news/?p=122180</guid>
		<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="634" height="448" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/03/anna-lo-calzo.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/03/anna-lo-calzo.png 634w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/03/anna-lo-calzo-300x212.png 300w" sizes="(max-width: 634px) 100vw, 634px" /></div>
<p>Nessuno mi toglierà mai dalla testa che dietro ogni adolescente omicida c’è una famiglia inabile ad esercitare il ruolo educativo. A prescindere dal contesto socio economico, quell’ adolescente omicida potrebbe essere figlio di qualcuno che non è stato in grado di nutrirlo. Ma non di cibo, bensì di cultura, di valori, di spirito. Che cos’è [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="634" height="448" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/03/anna-lo-calzo.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/03/anna-lo-calzo.png 634w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/03/anna-lo-calzo-300x212.png 300w" sizes="(max-width: 634px) 100vw, 634px" /></div><div class="coll-umanita">
<p>Nessuno mi toglierà mai dalla testa che dietro ogni adolescente omicida c’è una famiglia inabile ad esercitare il ruolo educativo. A prescindere dal contesto socio economico, quell’ adolescente omicida potrebbe essere figlio di qualcuno che non è stato in grado di nutrirlo. Ma non di cibo, bensì di cultura, di valori, di spirito.</p>
<p>Che cos’è la cultura? Cosa sono i valori? E la consapevolezza di sé? L’autostima? La capacità di reagire alla vita, alle perdite, alle gioie e ai dolori? L’indipendenza emotiva? La fiducia?<br class="autobr" />Sono tutti alimenti necessari a una crescita sana, nutrienti indispensabili al consolidamento di una personalità centrata ed equilibrata.<br class="autobr" />Questi adolescenti omicidi, ultimo dei quali il ragazzo di Afragola, Alessio, vivono un dramma nel dramma, un disagio irreversibile e insanabile derivante dal grande disagio in cui sono cresciuti.</p>
<p>Nessuno mi toglie dalla testa anche un’altra cosa. La ragazzina di 14 anni, Martina, è anch’essa una vittima nella vittima.<br class="autobr" />Sua madre, a poche ore dalla scoperta della tragedia, ha rilasciato un’intervista al telegiornale come se stesse parlando di un film. Truccata, occhi alla telecamera, ha dichiarato: &#8221; Lo avevo detto a Martina di valutare bene&#8230;&#8221;</p>
<p>Martina era un bambina di 14 anni. Che cosa avrebbe dovuto valutare? Che cosa ci si può aspettare da una ragazzina di 14 anni? Che sia in grado di comprendere i risvolti più complessi della vita e delle persone che frequenta? Che vita ha offerto questa madre a sua figlia fino a quel giorno? Di cosa l’ha nutrita?<br class="autobr" />Preferisco non rispondermi.</p>
<p>Ancora una volta, non siamo di fronte a un episodio inspiegabile, a una tragedia inevitabile.<br class="autobr" />Le cose sono molto più semplici di come le vogliamo vendere a noi stessi.<br class="autobr" />Vado al sodo e me ne prendo la responsabilità. <br class="autobr" />I carnefici e anche alcune delle loro vittime provengono da famiglie inette, indegne, disadattate, distanti dai principi basilari che distnguono l’essere umano dalla bestia. <br class="autobr" />Si tratta di un fatto culturale. I figli omicidi, e talvolta anche le vittime, sono il prodotto finito di gente analfabeta emotivamente e culturalmente. <br class="autobr" />Gente che non sviluppa consapevolezza e responsabilità, che non si nutre e non sa nutrire altro che con la &#8220;plastica&#8221;. <br class="autobr" />Salvo qualche caso di disagio psichiatrico, la plastica è la metafora che più mi riporta alla natura di queste persone.<br class="autobr" />Anche i loro sogni sono di plastica, il loro modello educativo è di plastica, le loro aspettative sono di plastica, il loro ego è di plastica riciclata proveniente dalla spazzatura di un certo sistema.<br class="autobr" />I ragazzi lo sentono e non sempre ce la fanno a trasformare le maschere di plastica in progetti di vita. <br class="autobr" />Piuttosto uccidono o si lasciano uccidere, nell’illusione che la maschera di plastica si rigeneri sottoforma di persona in carne, ossa e anima.</p>
<p>Amen</p>
</div>
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		<title>Papa Francesco, la sua morte e una domanda</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2025/04/25/papa-francesco-la-sua-morte-e-una-domanda/</link>
		<pubDate>Fri, 25 Apr 2025 09:11:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Carmen Lo Calzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="634" height="448" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/03/anna-lo-calzo.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/03/anna-lo-calzo.png 634w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/03/anna-lo-calzo-300x212.png 300w" sizes="(max-width: 634px) 100vw, 634px" /></div>
<p>&#8220;E se fosse Dio ad aver bisogno di noi?&#8221; È da un po’ di tempo che mi pongo questa domanda. Un po’ azzardata, quasi irriverente. Lo stato d’animo dalla quale scaturisce è simile a quello che mi pervase durante la visione del film Troy, nel 2004. Quando Achille pronunciò con convinzione la frase:&#8220;Gli dèi ci [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="634" height="448" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/03/anna-lo-calzo.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/03/anna-lo-calzo.png 634w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2025/03/anna-lo-calzo-300x212.png 300w" sizes="(max-width: 634px) 100vw, 634px" /></div><div class="coll-umanita">
<p>&#8220;E se fosse Dio ad aver bisogno di noi?&#8221;</p>
<p>È da un po’ di tempo che mi pongo questa domanda. Un po’ azzardata, quasi irriverente. Lo stato d’animo dalla quale scaturisce è simile a quello che mi pervase durante la visione del film Troy, nel 2004. Quando Achille pronunciò con convinzione la frase:<br class="autobr" />&#8220;Gli dèi ci invidiano perché siamo mortali&#8221; .</p>
<p>Andai decisamente in crisi.</p>
<p>Se le cose stessero così, la mia domanda azzardata potrebbe rivelarsi lecita e aprire un dibattito; decido di affrontarlo con me stessa. <br class="autobr" />Da una parte la risposta sarebbe no, impossibile, contro natura, blasfemo pensarlo. Però poi cerco di vedere tutto da un punto di vista simile a quello di Achille di Troy e mi faccio coraggio. Scandaglio e valuto bene in profondità l’eventuale dinamica, il motivo che giustificherebbe una risposta positiva, un sì.</p>
<p>Achille di Troy ha espresso un concetto profondo e poetico in merito al significato della vita: i mortali godono di emozioni intense perché sanno che nulla è eterno, a differenza degli dèi che, essendo immortali, non possono provare l’esperienza dell’unicità e della preziosità di un percorso destinato a finire. La consapevolezza della fine è l’essenza che dà valore, la mortalità rende preziosa la bellezza effimera e irripetibile della vita umana.<br class="autobr" />Bellissima riflessione.<br class="autobr" />Ma perché allora entrai in crisi dopo aver condiviso questa profonda considerazione?<br class="autobr" />Perchè di fatto è assurdo sentirmi privilegiata in quanto mortale, un ossimoro per niente consolatorio.</p>
<p>Ma poi, poco a poco, ho cercato di affrontare il tutto superando l’ostacolo della &#8220;logica&#8221;. Se essere mortali agli occhi degli dèi fosse davvero un privilegio, se la nostra caducità, precarietà e vulnerabilità fossero una mancanza per lo Spirito eterno, il rapporto tra noi e Dio non potrebbe rivelarsi nel sostegno reciproco? Come? Noi preghiamo, invochiamo, ci affidiamo a Lui, ma la sua misericordia e la sua potenza forte non potrebbero essere tali se noi non fossimo fragili, attaccabili, vulnerabili. Noi esseri umani in confronto a Dio siamo la &#8220;nullità immensa&#8221; che lo nutre.</p>
<p>In questi giorni di lutto per la scomparsa di Papa Bergoglio tutto questo l’ho elaborato all’ennesima potenza.<br class="autobr" />Il rapporto umano di Papa Francesco e con Dio era tutto questo. Uno scambio infinito tra uomo e spirito divino, un bisogno reciproco di ascolto e di azione, un fil rouge che ha reso Dio uomo e l’uomo Dio, come non avevo mai percepito prima.</p>
<p>È come se Dio avesse bisogno di uomini che, nella sua immensità, non lo lascino mai solo. Papa Francesco non lo ha mai abbandonato e gli ha offerto un faro potentissimo sull’umanità più autentica. <br class="autobr" />Dio ha bisogno anche di questo.</p>
<p>R.I.P</p>
</div>
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		<title>IL CORSIVO &#8211; Toh, Salvini rivuole il Viminale!</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2025/04/08/il-corsivo-toh-salvini-rivuole-il-viminale/</link>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2025 20:01:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Franco Genzale]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Incoraggiato dal coro delle truppe cammellate al congresso della Lega, Matteo Salvini è tornato a ripetere la sua nenia – “Sono pronto per tornare a fare il ministro dell’Interno” – già più volte rimessa al mittente sia dagli alleati di Forza Italia sia, per di più con maggior vigore, direttamente dalla Premier Giorgia Meloni. Era [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Incoraggiato dal coro delle truppe cammellate al congresso della Lega, Matteo Salvini è tornato a ripetere la sua nenia – “Sono pronto per tornare a fare il ministro dell’Interno” – già più volte rimessa al mittente sia dagli alleati di Forza Italia sia, per di più con maggior vigore, direttamente dalla Premier Giorgia Meloni. <br class="autobr" />Era inevitabile che ieri &#8211; incontrando il legittimo attuale inquilino del Viminale, Matteo Piantedosi – i cronisti dell’Ansa e dell’Agi gli chiedessero di commentare la sortita del leader leghista. La sua risposta: “Il ministro Salvini ha rivendicato il ministero dell’Interno? Dico una cosa: questo fine settimana per me è stato molto bello perché l’Avellino ha vinto a Catania confermando il primo posto nella classifica di serie C, è stato questo a monopolizzare la mia attenzione”.<br class="autobr" />Di più. Alla successiva domanda circa il suo futuro prossimo, ovvero ministero o candidatura alla presidenza della Regione Campania, Piantedosi ha elegantemente risposto: “Fuori dal ministero, io ambirei solo ad un ruolo presso l’Avellino Calcio: è la sola passione che coltivo al di fuori del Viminale”.<br class="autobr" />Due persone, due stili. Da una parte, il politico arrogante e mestierante privo del minimo sindacale di educazione civica. Dall’altra, il Servitore dello Stato colto e responsabile, un Fuoriclasse delle Istituzioni.<br class="autobr" />Giù le mani da Piantedosi, Salvini. E si ricordi che i ministri li nomina il Presidente della Repubblica su proposta del presidente del Consiglio. Se la nostra Costituzione non la convince, può sempre chiedere asilo politico ai suoi potenti amici sparsi di qua e di là nel mondo, un po’ in Oriente e un po’ in Occidente.</p>
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