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	<title>Pensieri &#8211; ITV Online &#8211; Irpinia TV Avellino</title>
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	<description>Notizie, approfondimenti e TV on demand</description>
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		<title>XVI Concorso Lirico Internazionale Magda Olivero 20-24 Novembre 2024</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2024/12/01/xvi-concorso-lirico-internazionale-magda-olivero-2021222324-novembre-2024/</link>
		<pubDate>Sun, 01 Dec 2024 10:17:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Carmen Lo Calzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="630" height="446" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-10-alle-10.22.24.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-10-alle-10.22.24.png 630w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-10-alle-10.22.24-300x212.png 300w" sizes="(max-width: 630px) 100vw, 630px" /></div>
<p>di Anna Carmen Lo Calzo</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="630" height="446" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-10-alle-10.22.24.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-10-alle-10.22.24.png 630w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-10-alle-10.22.24-300x212.png 300w" sizes="(max-width: 630px) 100vw, 630px" /></div><div class="coll-umanita">
<p><img class="alignleft size-full wp-image-66344" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2021/07/anna-carmen-lo-calzo-1.jpg" alt="" width="320" height="478" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2021/07/anna-carmen-lo-calzo-1.jpg 320w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2021/07/anna-carmen-lo-calzo-1-201x300.jpg 201w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></p>
<div class="coll-umanita">
<div class="coll-umanita">
<p>Emozione, commozione, coinvolgimento.</p>
<p>Ne ero certa, quando tre mesi fa ho ricevuto la chiamata del tenore italiano Vincenzo Puma e del mezzosoprano bulgaro Katia Lolova, rispettivamente marito e moglie, che mi chiedevano di partecipare alla Giuria del <strong>“XVI Concorso Lirico Internazionale Magda Olivero”</strong> nel ruolo di critico musicale, ho provato un brivido di gioia.</p>
<p>Da bambina ascoltavo l’opera lirica attraverso una cara amica di famiglia che mi cantava le arie più romantiche del suo repertorio preferito e mi raccontava le storie delle grandi passioni pucciniane. Ho sviluppato un trasporto istintivo nei confronti della lirica, una passione da “autodidatta” trasformatasi in sensibilità e capacità di distinguere la qualità delle voci, dell’interpretazione, dell’espressione artistica. Ho sempre varcato la soglia dei teatri dell’Opera con un profondo senso di rispetto e di adorazione nei confronti dei cantanti lirici, dei maestri e dei musicisti, capaci di trasportarci, attraverso il loro talento, nel sogno, nella magia, nella poesia che si fonde con le note musicali dei grandi geni compositori.</p>
<p>Katia e Vincenzo sono una coppia di artisti molto speciali. Katia riveste il ruolo di Presidente della Giuria del “Concorso Magda Olivero” e Vincenzo è fondatore, Presidente e Direttore Artistico dell’<strong>“Associazione Lirica Domani”</strong>. Da anni entrambi dedicano la loro vita alla diffusione della musica classica e del canto lirico tra i giovani attraverso la promozione di spettacoli e concerti.</p>
<p>Grazie al concorso, giunto alla sua sedicesima edizione e rivolto ai talenti di tutto il mondo, questa coppia appassionata di musica e di canto, con il prezioso sostegno del Dr. Carlo Cesare Bozzali, Vice Presidente dello storico <strong>Circolo Volta di Milano</strong>, individua giovani promesse e talenti emergenti, seguendone con ardore la formazione e il percorso professionale..</p>
<p>Partecipare alla Giuria di questo evento prestigioso, composto da egregi maestri, cantanti, registi, agenti ed esperti del mondo della lirica, ha rappresentato per me qualcosa di simile ad un sogno. Cinque giorni di immersione totale nella Bellezza.<br class="autobr" />Dal backstage al palcoscenico, dalle eliminatorie alle semifinali, alle finali, cinque pomeriggi all’insegna di moti dell’animo, di momenti evocativi, di meraviglia e di sorpresa nei confronti della professionalità, dell’impegno, dell’inclinazione di decine di ragazze e ragazzi tra i 25 e i 35 anni che, accompagnati dalle note di un pianoforte, ci hanno regalato performance di altissimo livello.</p>
<p>Il contrasto tra il talento e la modestia, il genio e l’umiltà e la semplicità con la quale ciascuno di loro si è messo in gioco sfidando sé stesso, prima che i colleghi, ha colpito tutta la Giuria.</p>
<p>Non è stato facile eliminare concorrenti durante le prime fasi della selezione. Ciascun curriculum racconta una storia di sacrifici, di studi, di concorsi, di sogni che meritano di essere esauditi.</p>
<p>Ciascuna voce, dal soprano al mezzosoprano, dal tenore al basso, al baritono, ha meritato di essere compresa, riascoltata, rivalutata, contestualizzata, prima di essere scelta o scartata.</p>
<p>Nel backstage un susseguirsi di volti allo specchio, di esercizi vocali, di strategie di concentrazione, di abiti, di lustrini, di papillon.</p>
<p>Una esibizione a un concorso lirico è fatta anche di eleganza e di glamour, di interpretazione del personaggio nel rispetto per la tradizione e per i ruoli , di riguardo nei confronti dei grandi maestri di oggi e dei grandi compositori di ieri che ci hanno lasciato in eredità un patrimonio immortale.</p>
<p>Il Salone delle Feste del Circolo Volta, con il suo grande e prezioso lampadario in cristallo, il palcoscenico, gli specchi e i suoi arredi eleganti, ha contribuito a creare un ambiente esclusivo, protetto, da proteggere, decisamente all’altezza di questi cinque meravigliosi pomeriggi trascorsi troppo in fretta.</p>
<p>Abbiamo selezionato voci emergenti tra i concorrenti provenienti da diversi Paesi del mondo e abbiamo scelto i personaggi principali di una <strong>“Traviata”</strong> che metteremo in scena nel 2025, in primavera, al <strong>Teatro Carcano</strong> di Milano.</p>
<p>Il <strong>“Concorso Lirico Internazionale Magda Olivero”</strong> si conferma un importante trampolino di lancio a livello nazionale e internazionale, una passerella nata per i giovani sempre più giovani ai quali Katia Lolova, Vincenzo Puma, il Dr. Bozzali, la Giuria e il pubblico presente alla Finale di domenica 24 novembre, hanno restituito onore, orgoglio e un riconoscimento autentico e sentito, oltre ai prestigiosi premi in palio.</p>
<p>Grazie ragazzi, siete il futuro, la lirica è Viva.</p>
<p>Noi, grazie a voi, continuiamo a vivere un “tempo d’altri tempi”: rallentato, sofisticato, intenso, colto, scandito dalle vostre voci potenti che ci nutrono l’anima e il cuore.</p>
<p>Ci vediamo alla Traviata!</p>
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		<title>Povera e nuda vai, Filosofia…</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2024/11/19/povera-e-nuda-vai-filosofia/</link>
		<pubDate>Tue, 19 Nov 2024 15:07:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Mirella Napodano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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<p>di Mirella Napodano</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="800" height="745" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/11/WhatsApp-Image-2024-11-19-at-14.43.36.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/11/WhatsApp-Image-2024-11-19-at-14.43.36.jpeg 800w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/11/WhatsApp-Image-2024-11-19-at-14.43.36-300x279.jpeg 300w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/11/WhatsApp-Image-2024-11-19-at-14.43.36-768x715.jpeg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></div><div class="coll-umanita">
<p><img class="alignleft wp-image-116445" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/11/WhatsApp-Image-2024-11-19-at-14.43.36.jpeg" alt="" width="351" height="327" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/11/WhatsApp-Image-2024-11-19-at-14.43.36.jpeg 800w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/11/WhatsApp-Image-2024-11-19-at-14.43.36-300x279.jpeg 300w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/11/WhatsApp-Image-2024-11-19-at-14.43.36-768x715.jpeg 768w" sizes="(max-width: 351px) 100vw, 351px" />Voglio partire dall’abusata espressione che qualcuno giustamente denuncia come contraddittoria ed inappropriata: “Introdurre la filosofia” &#8211; insinuarla da qualche parte &#8211; come se non fosse già presente e operante nelle menti degli studenti delle scuole di ogni ordine e grado, nelle famiglie, nelle strade, nei mercati, nei caffè, nei musei, nei cortili, nelle canzoni, nelle carceri: insomma, in tutti i luoghi e non-luoghi della vita.</p>
<p>È un’espressione che dice di un imprudente fraintendimento, di una sovrapposizione letale destinata a nuocere sia a chi la provoca che a chi la subisce. Posto dunque che la filosofia è onnipresente, bisogna però &#8211; per così dire &#8211; stanarla e per farlo occorre assumerne consapevolezza metacognitiva. La via maestra è sempre quella delle domande esistenziali che tanto tormentano gli adolescenti, e non soltanto loro. Domande radicali scaturite sovente da un dolore, da una mancanza, e perciò stesso da un amore che induce timore e tremore. Domande che rivelano tutta la fragilità di cui siamo impastati; la vulnerabilità adolescenziale di un Io che – a tutte le età &#8211; è spesso inconsapevole del proprio valore e persino della propria dignità.</p>
<p>La grande metafora della Caverna di Platone manifesta ancora nel nostro drammatico post-moderno tecnologico la sua intatta efficacia: un’energia esplicativa di nessi nascosti tra le pieghe della messaggistica mediatica e digitale dal ritmo incalzante quanto ingannevole, alla quale può tener testa solo il pensiero critico di chi riesce a liberarsi dai ceppi della pigrizia mentale per uscire dalla caverna e muoversi allo scoperto, senza temere l’inevitabile bruciore degli occhi ormai da tempo abituati all’oscurità. Senonché, <i>vedere il mondo da un oblò annoia un po’</i>, ma è terribilmente rassicurante. Perciò non è sempre consigliabile rientrare nella caverna per smascherare l’inganno con un sapiente tocco di Filosofia Civile. Si rischia quantomeno l’incomprensione e la derisione degli schiavi rimasti prigionieri, paghi ormai della loro <i>comfort zone</i> e forse disposti persino all’insurrezione pur di difenderla, con reazioni inconsulte quanto (per loro) gratificanti.<br class="autobr" />Su tutto questo aleggia, come una brezza sottile, l’eterno, inalienabile diritto alla Filosofia: la sua feconda inquietudine: quella <i>docta ignorantia</i> che sempre trionfa sul pregiudizio e sulla paura dell’ignoto e dell’incompiuto. Che ne sarà di lui in questi tempi di smaccato elogio dell’ignoranza? Troverà mai posto il diritto a pensare in una società attanagliata da policrisi, in cui uno dei maggiori problemi è che le persone più intelligenti sono piene di dubbi e i citrulli traboccano di certezze?</p>
<p>Bisognerebbe imparare a maneggiare il linguaggio con maggiore circospezione: le parole sono atti trasformativi che modellano &#8211; nel bene e nel male – le posture mentali dei singoli e delle masse. Quando le parole si fanno più violente perdono di sostanza e finiscono col privare di significato etico la vita pubblica. Peraltro, l’approccio divisivo negli algoritmi funziona molto meglio di quello collaborativo, innescando nei valori sociali un pericoloso percorso in caduta libera. Come credenti, siamo convinti che la <i>Verità ci farà liberi</i> (Giovanni 8.32) ma grazie al cielo non siamo tenuti a credere come dogma di fede che ci farà vincere alle elezioni.</p>
</div>
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		<title>Non solo tennis</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2024/09/09/non-solo-tennis/</link>
		<pubDate>Mon, 09 Sep 2024 17:50:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Carmen Lo Calzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="630" height="446" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-10-alle-10.22.24.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-10-alle-10.22.24.png 630w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-10-alle-10.22.24-300x212.png 300w" sizes="(max-width: 630px) 100vw, 630px" /></div>
<p>di Anna Carmen Lo Calzo</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="630" height="446" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-10-alle-10.22.24.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-10-alle-10.22.24.png 630w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-10-alle-10.22.24-300x212.png 300w" sizes="(max-width: 630px) 100vw, 630px" /></div><div class="coll-umanita">
<p><img class="alignleft size-full wp-image-66344" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2021/07/anna-carmen-lo-calzo-1.jpg" alt="" width="320" height="478" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2021/07/anna-carmen-lo-calzo-1.jpg 320w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2021/07/anna-carmen-lo-calzo-1-201x300.jpg 201w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></p>
<div class="coll-umanita">
<p>Sono rimasta molto colpita dalla frase pronunciata da Jannik Sinner qualche secondo dopo aver conquistato il suo secondo grande slam del 2024 a New York.<br />
Una finale leggendaria che lo conferma al primo posto nel ranking mondiale, un assegno da 3.6 milioni di dollari consegnatogli insieme al trofeo, l&#8217; esultanza di un pubblico commosso, tanto quanto i membri del suo team.</p>
<p>Le telecamere lo hanno immortalato in mondovisione in uno dei momenti più potenti della sua vita sportiva.<br />
Gli occhi al cielo rimarranno nella storia insieme alla visibile sensazione di liberazione da una tensione fisica ed emotiva.<br />
Jannik Sinner sta conquistando tutto, sembra inarrestabile, sta dimostrando di avere una solidità mentale e una tecnica inarrivabili.<br />
Alla fine del match, come di consueto, è stato intervistato e incredibilmente ha pronunciato parole inaspettate: &#8221; Il tennis per me è moltissimo, io lavoro per alzare queste coppe, ma fuori c&#8217;è la vita vera. Mia zia è molto malata e non so per quanto ancora l&#8217;avrò nella mia vita&#8221;.</p>
<p>Una dichiarazione lanciata direttamente dal cuore al cielo che suona come una preghiera.<br />
L&#8217;altoatesino che da un anno sta abbattendo come birilli tutti i grandi nomi del tennis mondiale, si distacca dal momento sublime della vittoria al grande slam US Open e si connette spiritualmente e pubblicamente con la sofferenza, la malattia, la paura della perdita di una persona cara. Da quel podio, da quell&#8217;esultanza liberatoria, da quell&#8217;attimo di gloria, un tuffo al cuore lo riporta inesorabilmente alla vita vera.</p>
<p>Non so voi, ma io ho provato commozione.<br />
La dimostrazione tangibile di una umanità ancora intatta, sana, capace di bucare lo schermo lasciandoti a bocca aperta e a bicchiere in mano, visto che fino a pochi attimi prima avevo sudato insieme a lui durante il terzo set alla conquista della vittoria.</p>
<p>Quanto amore, quanta poesia, quanta malinconia, hanno trasmesso gli occhi di un ragazzo che sgobba per vincere a tennis, che sta vivendo sotto una tempesta di fama, successo, denaro, privilegi, onori, viaggi, riconoscimenti, ma che ci invita a uscire immediatamente fuori da lì, da quel campo. Perché la vita vera è altrove.</p>
<p>Come si fa ad essere così capaci, alla sua età, nella sua attuale condizione di star, a rimanere così autentici, a volare in alto con lo spirito, anzichè con la vanità?<br />
Come si fa, nel suo stato di grazia attuale, a dimostrare al mondo quanto vale un essere umano fragile, sfortunato, sofferente, lontano&#8230;.come sua zia? Mentre milioni di persone ti stanno osannando su un campo da tennis, in mondovisione, mentre ti consegnano l&#8217;ennesimo assegno milionario, come si fa a stare con i piedi per terra e il cuore gonfio di lacrime trattenute perchè lei non è lì ad abbracciarti in quel momento? Si fa. Lui lo ha fatto.</p>
<p>Questo momento emotivo privato ma pubblico, allo stesso tempo, rimarrà leggendario tanto quanto la sua straordinaria performance e quel trofeo.</p>
<p>Nella sua semplicità e spontaneità, Jannik Sinner ha lanciato al pubblico un messaggio di amore incondizionato; con la racchetta da tennis ancora calda in mano, ha preso le distanze da tutto e tutti, si è distaccato dal contesto patinato, mondano di quell&#8217; &#8220;arena&#8221; americana e ci ha detto: ok, tutto meraviglioso, ma io penso alle sfide crudeli della vita vera.<br />
Forse nella amara consapevolezza che certe partite non le può vincere nemmeno un campione come lui.</p>
<p>L&#8217;ennesimo successo di questo giovane fenomeno sportivo e lo spessore umano delle sue parole, mi hanno dato una scossa emotiva.<br />
Sono andata a dormire felice per la vittoria di un connazionale, ma ancor di più, per essere stata connessa al canale interiore di un ragazzo sano, salvo, esemplare.</p>
</div>
</div>
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		<title>L’Irpinia del G7&#8230; senz’acqua</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2024/09/05/lirpinia-del-g7-senzacqua/</link>
		<pubDate>Thu, 05 Sep 2024 14:11:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Carmen Lo Calzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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<p>di Anna Carmen Lo Calzo</p>
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<p><img class="alignleft size-full wp-image-66344" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2021/07/anna-carmen-lo-calzo-1.jpg" alt="" width="320" height="478" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2021/07/anna-carmen-lo-calzo-1.jpg 320w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2021/07/anna-carmen-lo-calzo-1-201x300.jpg 201w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></p>
<div class="coll-umanita">
<p>Ho appreso la notizia e mi sono detta: &#8221; È davvero sorprendente, l’Irpinia sotto i riflettori di un G7. Un G7 A Mirabella Eclano?!&#8221;</p>
<p>Ebbene sì, dal 2 al 4 ottobre Mirabella sarà su tutti i media internazionali.</p>
<p>La prima cosa che ho pensato è stata: &#8220;Perché Mirabella?&#8221;<br class="autobr" />Forse perché il nostro attuale ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è di origini irpine e in virtù di ciò il Vertice internazionale, quest’anno sotto presidenza italiana, è stato programmato lì in suo onore? Ci ho quasi preso.</p>
<p>La riflessione sorge spontanea: quale migliore occasione per mettere in risalto un’area interna del nostro Sud. <br class="autobr" />Dopo il summit di luglio nella location mondana di Borgo Egnazia, sul litorale pugliese, un G7 irpino rappresenta qualcosa di veramente inedito.</p>
<p>A ottobre a Mirabella, in piena atmosfera di inizio autunno, arriveranno i ministri dell’Interno appartenenti ai 7 Paesi membri e il ministro Matteo Piantedosi farà con orgoglio gli onori di &#8220;casa Irpinia&#8221;, la sua terra di origine. <br class="autobr" />Terra degna di ospitare un grande evento di risonanza mondiale, fiera di dimostrare competenze organizzative e adeguato senso di ospitalità che si richiedono in una simile occasione.</p>
<p>La macchina operativa è in azione, in particolare il rafforzamento delle infrastrutture e della viabilità della provincia di Avellino, funzionali all’imminente Vertice.</p>
<p>Finalmente una notizia che mette in luce un territorio da far scoprire al resto del mondo. Una parte d’Italia che ha assolutamente bisogno di essere valorizzata e potenziata in un delicato momento storico ed economico, una comunità mossa dal desiderio di cogliere e accogliere opportunità di crescita in tanti settori strategici, turismo in primis.</p>
<p>L’Irpinia rappresenta una realtà ancora poco conosciuta nelle sue specificità, ha bisogno di essere valorizzata a livello nazionale e internazionale. Il suo patrimonio culturale e paesaggistico, le sue tradizioni locali, gli eventi, il folklore, le eccellenze enogastronomiche, meritano di essere offerte ai flussi turistici sempre più alla ricerca di luoghi inediti, di quell’autenticità italiana assaporabile in ogni angolo del nostro Paese.</p>
<p>La Provincia di Avellino, il Comune di Mirabella Eclano, insieme ad alcune fondazioni locali, si stanno dando da fare per promuovere luoghi come gli scavi archeologici di Aeclanum, la Via Appia ( patrimonio dell’umanità), il Santuario di Montevergine ( secondo santuario mariano della Campania) e tutte le iniziative locali e della prossima stagione.</p>
<p>A questo proposito, non stupisce che il ministro dell’Interno Piantedosi abbia scelto la sua terra di origine, non solo per legame affettivo, ma nell’intento di fare conoscere una terra simbolica, evocativa, intensa e ricca di storia.</p>
<p>Nel contesto di queste belle premesse e prospettive, nello scenario &#8220;idilliaco&#8221; dell’attesa del G7 fatto di cerimonie, meriti, intenti e intenzioni, da mesi anzi, da anni, l’Irpinia vive un’emergenza diventata questione nazionale: la crisi idrica.</p>
<p>Toccata personalmente con mano, si tratta di una crisi estiva senza precedenti. Una serissima situazione di disagio quotidiano per decine di migliaia di cittadini in una stagione tra le più aride degli ultimi decenni. <br class="autobr" />Notte e giorno, giorno e notte, a intermittenza, una lunga lista di comuni irpini vivono giornalmente una condizione surreale a causa dell’interruzione, anche in orari cruciali, della fornitura dell’elemento basilare alla sopravvivenza. <br class="autobr" />Chi non ha un proprio pozzo o una vasca di riserva (tantissimi!) vedono messo a repentaglio il sistema ambiente pubblico e privato, oltre alla loro salute.</p>
<p>Ho visto con i miei occhi bambini, mamme e anziani in crisi, contadini e famiglie in condizioni di disagio inaccettabili nel 2024. L’esasperazione è nell’aria, la gente è sfinita ma al tempo stesso rassegnata, offuscata dal disappunto, incapace di individuare una soluzione.</p>
<p>Poi penso: &#8220;l’Irpinia è verde. E il verde da dove arriva se non dall’acqua?&#8221; Qualcosa non mi torna.</p>
<p>Leggo, mi documento sui media locali: &#8220;La gravità della situazione ha richiesto l’intervento del commissario nazionale Nicola Dell’Acqua&#8221;.<br class="autobr" />Wow! Speriamo che il cognome sia di buon auspicio! <br class="autobr" />E il media prosegue: &#8220;La questione è stata al centro di un incontro tenutosi a Roma su iniziativa del sindaco di Ariano Irpino, Enrico Franza, che ha rappresentato numerosi colleghi sindaci della zona&#8221;.</p>
<p>Bravo sindaco, grazie!</p>
<p>Continuo la lettura e scopro sorprendentemente che la causa del dramma idrico attualmente in corso sarebbe dovuta a &#8220;perdite idriche&#8221; delle reti gestite dalla società Alto Calore, azienda pubblica, la quale ha il controllo totale ed esclusivo del servizio idrico in Irpinia. <br class="autobr" />Un carrozzone politico? Sì.</p>
<p>Quale sarebbe l’entità del danno alle strutture danneggiate/usurate/perforate che disperdono acqua lungo le vecchie condotte arrugginite? Leggo la risposta: &#8220;Le perdite idriche attualmente si attestano a un preoccupante 60%, con la maggior parte dell’acqua che si disperde lungo le vecchie condotte&#8221;.</p>
<p>Cosa??????? Praticamente un colabrodo.</p>
<p>Siamo messi bene nella verde Irpinia che tra poco ospiterà il super megagalattico G7 a suon di annunci e proclami. Anche questo &#8220;piccolo dettaglio&#8221; del danno idrico fuori controllo rientra nel biglietto da visita e nella presentazione ufficiale del territorio?</p>
<p>Ma siamo messi ancora peggio, G7 a parte, se i cittadini e i lavoratori come, ad esempio, i medici e gli infermieri, tornano a casa dopo un turno, nel bel mezzo di una giornata torrida, e trovano il rubinetto &#8220;muerto&#8221;, secco, vuoto.</p>
<p>Continuo la lettura sul media e leggo: <br class="autobr" />&#8221; Finalmente un progetto innovativo per salvaguardare le risorse. Un piano per l’implementazione di un sistema di monitoraggio digitale delle reti idriche che verrà presentato dal commissario Dell’Acqua entro dieci giorni. Il progetto rappresenta un’innovazione significativa nella gestione delle risorse idriche. Attraverso questo sistema sarà possibile rilevare anomalie e intervenire tempestivamente. Con un costo stimato di 20 milioni di euro , il progetto ha ricevuto accoglienza favorevole da tutte le parti coinvolte.&#8221;</p>
<p>Che meraviglia!</p>
<p>Proseguo e leggo che il presidente di Alto Calore, Antonello Lenzi, ottimo avvocato civilista in carica solo da cinque mesi, è soddisfatto dell’incontro proficuo. In soli cinque mesi si è dato da fare, da lui non ci si può aspettare più dell’impegno dimostrato allo stato attuale. <br class="autobr" />Felice anche il sindaco di Ariano Irpino ( diamo a Cesare quel che e di Cesare e lo ringraziamo per aver &#8220;mosso le acque&#8221;). <br class="autobr" />Si può quindi affermare che: &#8220;La questione della crisi idrica irpina è finalmente sotto l’attenzione del governo nazionale.&#8221;</p>
<p>Evviva!</p>
<p>Ma la lettura procede e sul finale dell’articolo in questione viene riportato quanto segue: &#8220;Al momento, ovviamente, non è stato ancora deciso nulla, anche perché il commissario non ha poteri esecutivi, ma solo il compito di raccogliere dati, elaborarli e discuterli in cabina di regia&#8221;.</p>
<p>Ma come cabina di regia!</p>
<p>La qualità della vita degli irpini, compromessa da una grave emergenza che si ripete da anni e che li sta portando allo stremo, è stata presa in carico da un sistema al momento &#8220;non operativo&#8221;?<br class="autobr" />L’operatività non è una &#8220;discussione in cabina di regia&#8221;. Quanto tempo ci vorrà? Quali sono le previsioni? Numeri, grazie!</p>
<p>Queste parole vaghe, politiche, minano una speranza, quella speranza e quella fiducia che io, insieme agli irpini, nutriamo dal profondo del nostro cuore. Il sindaco di Ariano Irpino ci ha messo cuore e gambe, visto che si è recato a Roma, e lo ringraziamo nuovamente. Il Presidente di Alto Calore ci mette il progetto, ma forza, partiamo!</p>
<p>Ci auguriamo che anche il Ministro Piantedosi ci metta la buona parola, visto che nutre stima per la sua terra. Chissà&#8230;</p>
<p>Temo che al momento, l’unica cosa che possiamo sperare è che la Madonna di Montevergine e il Commissario Dell’Acqua (speriamo di nome e di fatto) si incontrino casualmente in qualche percorso alternativo, scambino due parole dal cuore e diano vita ad un miracolo che non abbia bisogno di alcuna regia.</p>
<p>Amen</p>
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		<title>Il genio incompreso</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2024/09/01/il-genio-incompreso/</link>
		<pubDate>Sun, 01 Sep 2024 07:01:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Carmen Lo Calzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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<p>di Anna Carmen Lo Calzo</p>
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<p><img class="alignleft size-full wp-image-66344" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2021/07/anna-carmen-lo-calzo-1.jpg" alt="" width="320" height="478" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2021/07/anna-carmen-lo-calzo-1.jpg 320w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2021/07/anna-carmen-lo-calzo-1-201x300.jpg 201w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></p>
<div class="coll-umanita">
<p>Ma la vogliamo finire di far finta di non capire che la dittatura dei social, ossia il loro assedio, quell’opportunità subdola di staccarsi dalla realtà per sentirsi tutti talenti, geni, imprenditori, modelle, modelli, cantanti, musicisti, attrici, attori, rapper, innesca una smania compulsiva quotidiana e sta creando dei veri e propri mostri? <br class="autobr" />Quei mostri inconsapevoli, disagiati, vuoti, illusi e infine violenti, che arrivano addirittura ad uccidere una persona per strada, senza sapere perché.</p>
<p>Non sono né psicologa, né criminologa, ma sono presuntuosamente e sufficientemente indignata per affermare ciò che ho appena scritto. Nonostante non abbia nè laurea, nè cattedra, né competenza tecnica, ho deciso di esprimermi.<br class="autobr" />Le mie parole sono forti, scomode, infondate, inutili, volatili, retoriche? Non mi interessa. <br class="autobr" />Io sono certa che viviamo in una dittatura a causa della quale, prima o poi, le menti più deboli non ce la fanno, si ribellano, degenerano.<br class="autobr" />La dittatura dell’apparire a tutti i costi, della visibilità pubblica offerta a tutti non sta generando altro che vite deviate, anime omologate, carnefici e vittime che si intrecciano tra loro tra sofferenze inconscie, frustrazioni ingestibili, fino ad arrivare a vere e proprie forme di ribellione patologica.</p>
<p>Quel ragazzo italiano di origini africane uscito di casa con quattro coltelli serviti per uccidere una giovane donna che si trovava &#8220;nel posto sbagliato al momento sbagliato&#8221; rappresenta l’estremo di una condizione umana degenerata, disagiata, frustrata e della mancanza di contatto con la realtà senza precedenti. <br class="autobr" />Il giovanissimo assassino voleva diventare ricco e famoso e non ce l’ha fatta. Voleva sfondare nella musica, ma l’hanno respinto.<br class="autobr" />A onor del vero, quanti sognano di diventare qualcuno o qualcosa, non ci riescono e non per questo escono di casa con quattro coltelli pronti a sferzare un attacco mortale sulla prima o sulla seconda persona che incontrano? Quindi&#8230;</p>
<p>&#8220;Si tratta di un caso di patologia mentale, un pazzo, un malato, un caso isolato, non c’è da mettersi a fare analisi sociologiche, non esageriamo&#8221;.</p>
<p>Questo è solo uno dei commenti, tutti uguali, che ho sentito in questi giorni in merito alla tragedia accaduta a Terno d’Isola.<br class="autobr" />&#8220;Uno squilibrato, punto. Non c’è altro da dire&#8221;.</p>
<p>Moussa Sangare, 31 anni, in arte Moses, che voleva sfondare nel mondo della musica, ha ucciso Sharon senza sapere perché.<br class="autobr" />È matto, squilibrato? Sì, non c’è ombra di dubbio che lo sia, aveva pure cercato di accoltellare madre e sorella. Era fissato con i coltelli, gli piaceva il tiro a segno. Ma, innanzitutto, voleva diventare un rapper.<br class="autobr" />E a questo proposito, a mio modesto avviso, ci sarebbe molto di più da dire. <br class="autobr" />La gente, l’opinione pubblica, i media, tutti stanno cavalcando la notizia di cronaca nera, anche i politici, ovviamente. (Su questo stendo un velo dignitoso).</p>
<p>Che lo sciagurato assassino trentunenne non sia in uno stato mentale ottimale, che sia squilibrato, nessuno potrà mai metterlo in dubbio. <br class="autobr" />Ma bisogna anche dare peso a ciò che è emerso sulla sua vita da rapper fallito. Non bisogna sottovalutare il dettaglio e ricordare che esistono eserciti di ragazzi sottoposti alla dittatura da assedio dei social. Impulsi continui, istigazione alla gara compulsiva, al protagonismo, alla ricerca del successo che sembra sempre più alla portata, &#8220;grazie&#8221; alla finta visibilità che offrono i social. Una droga che pervade, si insinua nelle vene, offuscando ogni altra priorità o opportunità concreta che la vita potrebbe offrire loro. Esperienze di vita, contatti umani semplici, per esempio.<br class="autobr" />Stanno andando tutti fuori di testa. Sicuramente non al punto di compiere un gesto come quello di uscire di casa per accoltellare qualcuno, o di provarci in casa, un caso simile mi auguro rimanga isolato. Ma ciò non significa che non si stiano &#8220;ammalando&#8221;. <br class="autobr" />Non è possibile essere bombardati ogni giorno, ogni ora, ogni secondo, da modelli di vita virtuale perfetta e accattivante, non è umano vedere ragazzi e ragazze che si immortalano su instagram tra post e reels per sfoggiare pseudo attitudini, talenti, azioni, alla ricerca di approvazione e di notorietà. L’ho già scritto in precedenza e oggi lo ribadisco perché sono molto provata da questa vicenda e dagli ultimi dettagli emersi.</p>
<p>È ora di ammetterlo, la dittatura del &#8220;tutti possono tutto&#8221; è alla luce del sole, ci ha convinti, ci stanno cascando anche gli anziani, ahimè.</p>
<p>Di giorno al sole o di notte al buio, il fuoco dell’attrazione, della deviazione dalla vita vera, anche se in forme diverse, sarà sempre più pronto ad accendersi per bruciare tutto quello che trova nel suo percorso. Il terreno è secco, arido, forse è il caso di annaffiarlo, o sarà sempre troppo tardi.</p>
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		<title>Quelle stragi di giovani sulle strade</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2024/07/25/quelle-stragi-di-giovani-sulle-strade/</link>
		<pubDate>Thu, 25 Jul 2024 07:06:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Carmen Lo Calzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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<p>di Anna Carmen Lo Calzo</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="630" height="446" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-10-alle-10.22.24.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-10-alle-10.22.24.png 630w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-10-alle-10.22.24-300x212.png 300w" sizes="(max-width: 630px) 100vw, 630px" /></div><div class="coll-umanita">
<p><img class="alignleft size-full wp-image-66344" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2021/07/anna-carmen-lo-calzo-1.jpg" alt="" width="320" height="478" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2021/07/anna-carmen-lo-calzo-1.jpg 320w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2021/07/anna-carmen-lo-calzo-1-201x300.jpg 201w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></p>
<div class="coll-umanita">
<p>In Irpinia, nel giro di soli tre giorni, sei ventenni sono deceduti in due terribili incidenti stradali, uno dei quali è stato sulla cronaca di tutti i media nazionali, oltre a quelli locali.<br class="autobr" />Nel primo incidente sono morti due sedicenni di Rotondi. Nel secondo incidente, violentissimo, hanno perso la vita quattro ragazzi stroncati dallo schianto contro un muro al Passo di Mirabella Eclano. La comunità irpina è tutt’ora sotto choc.</p>
<p>Negli stessi giorni, l’Associazione sostenitori della Polizia stradale, tramite ANSA, ha diffuso un comunicato con seguenti dati:<br class="autobr" />&#8220;Il bilancio provvisorio di questo fine settimana conta almeno 28 vittime: 15 motociclisti, 8 automobilisti, due ciclisti, due pedoni e una persona che viaggiava su un furgone. Tra i centauri che hanno perso la vita, uno a Dorgali, in Sardegna, uno vicino ad Imperia, un giovane di 22 anni a Campi Bisenzio (Firenze), un uomo a Latina, un altro vicino a Vasto, uno nel Cosentino e un altro nel Riminese, mentre un ventinovenne è morto sabato mattina a Roma, in piazzale Caravaggio, dopo aver perso il controllo del suo scooter. Incidenti automobilistici mortali sono invece avvenuti anche nel Varesotto e, sempre in provincia di Varese, un automobilista si è schiantato al casello dell’A8, vicino a Gallarate, ed è morto nell’auto in fiamme.&#8221;</p>
<p>Ho ascoltato l’intervista del Direttore Franco Genzale, il quale ha incontrato il Preside Di Cecilia, dirigente scolastico di Sturno, paese di provenienza di due dei quattro ragazzi deceduti nel violento impatto di Mirabella.</p>
<p>&#8220;Erano ragazzi di buona famiglia e conoscevano il valore della vita&#8221;. Queste sono le parole del Preside.</p>
<p>Dalle prime indiscrezioni sembra che l’auto sulla quale viaggiavano i quattro ragazzi, una Mercedes, andasse ad altissima velocità, ben oltre 170 km ora, su una strada con limite di 50 km ora.</p>
<p>Per chi non lo sapesse, la AMG è una versione sportiva potentissima della Mercedes e appartiene alla categoria delle auto top di gamma super performanti .<br class="autobr" />Top, super, performance, exclusive.<br class="autobr" />In questo caso, con tutto il dovuto rispetto per il dolore che pervade i familiari e anche noi, andrebbe compreso a caratteri cubitali che questa tipologia di auto &#8220;esclusive&#8221; è tale perchè deve essere gestita da automobilisti esperti e responsabili. <br class="autobr" />Queste auto sono delle vere e proprie mine vaganti se affidate a mani sbagliate. Bisogna prenderne atto. E invece vengono percepite come vetture che esprimono, non solo passione, ma anche status, lusso, ostentazione.</p>
<p>Nell’intervista del Direttore Genzale al Preside Di Sturno si cita la questione dell’educazione stradale, ancorché l’importanza del valore della vita e delle emozioni. <br class="autobr" />Già, le emozioni. Che cosa si intende per emozione? Cosa emoziona oggi un giovane? Cosa cercano, di cosa hanno bisogno i ragazzi per sentirsi forti e realizzati a vent’anni? <br class="autobr" />Personalmente, non ho la presunzione di affermare cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, di professare o di giudicare, ma sono attratta dall’idea di lanciare un semplice messaggio: famiglie, educatori (ma prima di tutto famiglie), abbiate il coraggio di ascoltare l’anima dei ragazzi, di intercettare tempestivamente il loro disagio. Il disagio, si sa, li guida nella direzione sbagliata. Questi ragazzi attratti dalla potenza della velocità fine a sé stessa, a compensazione di altro, che cosa cercano? Magari non lo scopriremo mai, ma proviamoci.</p>
<p>Aiutiamoli a comprendere che mettersi alla guida di vetture potenti, esclusive e &#8220;limited edition&#8221; a 20 anni, senza esperienza, senza l’adeguata preparazione, sulle strade di provincia, è un gioco al massacro.<br class="autobr" />Aiutiamoli a trovare la realizzazione in loro stessi attraverso percorsi adeguati, coerenti, sani e soprattutto impariamo ad avere il coraggio di dire dei sani e santissimi &#8220;NO&#8221;!</p>
<p>Ragazzi, genitori, educatori, coltivate la passione per le auto potenti e per le moto, l’Italia giustamente è un’eccellenza. Le Ferrari, le Ducati e le Lamborghini ci danno prestigio in tutto il mondo, ma i cavalli di un motore montato su un’auto da strada, e non da pista, non possono essere considerati come il premio per una promozione, un esame, un successo adolescenziale. <br class="autobr" />Allo stesso modo, un’auto utilitaria non può essere guidata come se fosse un bolide assetato da gara.</p>
<p>Una delle mie attività lavorative di consulenza si svolge nell’ambito del motor sport ai massimi livelli. Collaboro con un team di Formula 2 e Formula 3. Lavoro anche a stretto contatto con i piloti, tutti giovanissimi. Vanno dai 17 ai 22 anni e corrono insieme alla Formula 1 negli stessi circuiti internazionali, a velocità leggermente inferiori.<br class="autobr" />Chi sono questi ragazzi? Sono dei fuoriclasse, spesso non hanno ancora la patente, ma hanno testa, talento e disciplina.<br class="autobr" />Sì, disciplina. Parola andata quasi in disuso. Si allenano, lavorano, si preparano e soprattutto corrono in pista. In pista!<br class="autobr" />Non aggiungo altro.</p>
<p>Non voglio mancare di rispetto in un contesto tragico come questo, ma sento il dovere di richiamare all’ordine tutti gli educatori e tutte le famiglie che hanno ancora il controllo sui ragazzi e la possibilità di dire i sì e i no adeguati, di evitare che l’incoscienza giovanile prevarichi la ragione, la consapevolezza, il rispetto per la vita.</p>
<p>Amen</p>
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		<title>Essere “comunità”</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2024/07/09/essere-comunita/</link>
		<pubDate>Tue, 09 Jul 2024 10:32:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Clara Spadea]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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<p>di Clara Spadea</p>
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<div class="coll-umanita">
<p>In questa vita siamo tutti sempre in fila, in attesa di qualcuno, di qualcosa o semplicemente del nostro turno.</p>
<p>Oggi tocca anche a me esserlo, ma, stavolta, al Centro Prenotazioni, il cd. CUP del Moscati, dove il display mi dice che mi precedono 50 persone e che dunque dovrò avere abbastanza pazienza.</p>
<p>C’è uno spicchio di mondo negli ospedali e dintorni, una folta e varia umanità, ed io, dal momento che ho dimenticato il libro che mi ero proposta di portare con me, inganno il tempo osservando un po’ tutti. Mi piace provare a percepire, nonostante il brusio e la voce metallica di sottofondo che chiama il numero di turno, ciò che c’è realmente dietro ai gesti, ai discorsi che sento e ai volti delle persone: notare chi si estranea completamente e interagisce, per la durata del suo permanere in quel luogo, unicamente con il virtuale del proprio cellulare, ignorando tutto il resto, o il signore di una certa età, che mi si siede accanto, visibilmente pallido e solitario, con lo sguardo rassegnato non tanto all’attesa quanto piuttosto all’incognita che lo attende, all’esito che sarà dopo gli esami che avrà da fare. E ci sono poi anche persone che chiacchierano rumorosamente mentre attendono, forse, solo di fissare dei normali controlli di routine.</p>
<p>Chissà perché avverto spesso il bisogno di guardare le persone senza oltrepassarle invano, ma di guardarle con i loro occhi, e in silenzio, per muovermi negli altrui stati d’animo, accoglierli in me, percepire le vibrazioni che emettono in modo da arrivare alla verità di ciascuno, attraverso un viaggio emozionale e viscerale altrimenti difficile da compiere. Ed è per me come se in questo modo, comprendendo cioè gli eventuali patemi, il mio pensiero fosse in grado di alleggerirne il peso.</p>
<p>Ma così non è purtroppo. E so che il signore che mi si è seduto accanto non ha avvertito alcuna presenza, mia o di tutta la folla che era lì, nè alcun brusio, preso com’era da uno stato di palese fragilità. Ho provato il desiderio di potergli dire qualcosa che lo confortasse, ma naturalmente mi sono trattenuta e l’ho fatto solo con il pensiero. E con un po’ di fantasia provo a convincermi che anche io, nei miei momenti di forti apprensioni, magari ho, senza saperlo, qualcuno che in silenzio vorrebbe potermi aiutare, sia pure solo con la mente.</p>
<p>Sembra fantascienza, lo so, eppure essere parte di uno stesso spicchio di mondo, che sia Avellino o Katmandu, in fondo dovrebbe comportare per lo meno un minimo di vicinanza emotiva partendo già dai piccoli gruppi, per tentare di trasmettere la capacità di sentirsi parte di una “comunità”, di andare nella stessa direzione e dare così la forza di sentirsi meno fragili e vulnerabili.</p>
<p>Bisognerebbe impegnarsi a non sopravvivere semplicemente, ma a limitare nel nostro spicchio di mondo il distanziamento emotivo e piuttosto seminare di continuo il senso di appartenenza, alla famiglia, alla società, da trasmettere innanzitutto ai giovani per far sì che non cerchino, poi, il senso della vita e la connessione con la società nei luoghi e nei modi sbagliati, magari nei raduni new age, assumendo droghe o erbe allucinogene; ma da trasmettere anche agli adulti facenti parte della comunità stessa, per allontanare, per quanto possibile, la notte in cui qualcuno si trova.</p>
<p>Sarebbe bello se sapessimo essere come le lucciole, capaci di brillare nel buio di chi aspetta, in fondo, anche solo un pizzico di magia e di speranza.</p>
</div>
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		<title>Pensieri spettinati</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2024/06/16/pensieri-spettinati/</link>
		<pubDate>Sun, 16 Jun 2024 12:10:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Carmen Lo Calzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="630" height="446" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-10-alle-10.22.24.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-10-alle-10.22.24.png 630w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-10-alle-10.22.24-300x212.png 300w" sizes="(max-width: 630px) 100vw, 630px" /></div>
<p>di Anna Carmen Lo Calzo</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="630" height="446" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-10-alle-10.22.24.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-10-alle-10.22.24.png 630w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-10-alle-10.22.24-300x212.png 300w" sizes="(max-width: 630px) 100vw, 630px" /></div><div class="coll-umanita">
<p><img class="alignleft size-full wp-image-66344" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2021/07/anna-carmen-lo-calzo-1.jpg" alt="" width="320" height="478" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2021/07/anna-carmen-lo-calzo-1.jpg 320w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2021/07/anna-carmen-lo-calzo-1-201x300.jpg 201w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></p>
<div class="coll-umanita">
<p>Qualcuno di voi invia ancora lettere o cartoline? <br class="autobr" />No, non si usa più. <br class="autobr" />Gli usi cambiano insieme ai costumi, ma il desiderio di trasmettere emozioni attraverso parole e immagini non è cambiato. <br class="autobr" />Un viaggio alla scoperta di luoghi e di mete sognate non è molto diverso da quello alla scoperta di noi stessi attraverso le relazioni con gli altri.</p>
<p>Perché una volta scrivevamo lettere e cartoline e oggi non lo facciamo più? La risposta immediata è: &#8221; il mezzo di trasmissione digitale ha sostituito tutto&#8221;. <br class="autobr" />Troppo semplice.<br class="autobr" />Non scriviamo più lettere e non inviamo più cartoline perché non abbiamo più niente da dirci.</p>
<p>A prescindere dal piacere dello scatto fotografico fatto personalmente, pubblicare o inviare tramite messaggio privato un’immagine digitale, ha come scopo primario quello di gratificare innanzitutto noi stessi. Chi ha inventato i social sapeva bene ciò che questa invenzione avrebbe provocato. Abbiamo smesso di confrontarci , se non con noi stessi, siamo a caccia di considerazione compulsiva. Ci hanno munito di strumenti digitali autoreferenziali che ci stanno allontanando sempre di più dal confronti autentico. Siamo solo in gara con noi stessi e in cerca di voti da parte degli altri.</p>
<p>La cartolina, nel suo piccolo, era quel cartoncino lucido, rettangolare, analogico, che andavamo a scegliere dal tabaccaio e che riportava immagini patinate di città, di luoghi di interesse culturale, di paesaggi bucolici che, pur non essendo stati fotografati da noi, potevano raggiungere una meta altissima: quella del pensiero autentico.<br class="autobr" />Dopo aver viaggiato per giorni o settimane, dopo essere stato lanciato da una busta all’altra ed essere finito nella borsa del postino di quartiere, finalmente quel cartoncino giungeva al destinatario. <br class="autobr" />In quel piccolo spazio a sinistra sul retro dell’immagine, il nostro messaggio scritto a mano racchiudeva l’essenza del nostro desiderio di dedicare a quel destinatario, in quel luogo, un po’ del nostro tempo, dei nostri pensieri, delle nostre parole più sentite. <br class="autobr" />Che si trattasse di un amico, di un parente, di una persona amata, la cartolina rappresentava un messaggero potente, un gesto voluto, un’azione fatta di più azioni, compiuta per quella determinata persona.</p>
<p>Ma la cosa più bella era essere il destinatario: tornare a casa, vederla nella buca delle lettere, estrarla e meravigliarsi. Già, perché all’epoca non sapevamo sempre dove fossero le persone; la notizia dei loro viaggi arrivava inaspettatamente ed era come vivere un piccolo sogno che nutriva la nostra immaginazione inondandoci di curiosità. <br class="autobr" />Il sogno, la curiosità, il mistero.</p>
<p>A proposito di mistero, cosa c’è di più misterioso e intrigante di una lettera ?<br class="autobr" />Se la cartolina è una &#8220;poesia pubblica&#8221; che passa anche attraverso occhi e mani di sconosciuti, la lettera sigillata è un fatto totalmente privato. <br class="autobr" />Non c’è corrispondenza più intrigante, affascinante e profonda di una lettera. Pensiamo ai rapporti epistolari tra personaggi storici, artisti, amanti, donne e uomini di epoche trascorse che tramite una lettera hanno cambiato i loro destini. <br class="autobr" />Non esiste un modo più intimo, più potente, per donarsi o avvicinarsi all’anima di qualcuno attraverso le nostre parole e i nostri pensieri. <br class="autobr" />Scrivere una lettera è un atto coraggioso, un gesto nobile per chi la scrive, un segno di grande considerazione per chi la riceve.</p>
<p>Il desiderio di prendere carta e penna, considerato oggi anacronistico, sovversivo, ostentato, rappresenta, a mio parere, una delle esperienze più alte dell’animo umano. <br class="autobr" />Chi scrive una lettera, anziché un messaggio di qualsivoglia natura digitale, compie una delle azioni più raffinate dal punto di vista dello spessore umano. <br class="autobr" />La lettera intima, nella quale mettiamo a nudo i nostri sentimenti, le nostre debolezze, i nostri entusiasmi, i nostri cuori, in modo diretto e complesso, oggi può rappresentare una forma di salvezza. <br class="autobr" />Una salvezza di non facile intuizione, ma dai risultati sorprendenti se si ha il coraggio di provare.</p>
<p>Non vergognamoci di scriverci lettere, riprendiamo a farlo in qualche occasione, proponiamolo ai ragazzi, ai bambini, come esercizio, non solo di scrittura, ma di apertura mentale allo scambio, al confronto, a un dialogo necessario, vitale, di conoscenza reciproca.</p>
<p>Non è vero che la lettera è un mezzo superato. <br class="autobr" />Se non abbiamo più niente da scriverci in silenzio, in quell’intimità che solo carta e penna sanno regalarci, sarà sempre più difficile avere ancora qualcosa da dirci.</p>
<p>Buona domenica.</p>
</div>
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		<title>Doveri, non solo diritti</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2024/05/26/doveri-non-solo-diritti/</link>
		<pubDate>Sun, 26 May 2024 07:54:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Carmen Lo Calzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="630" height="446" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-10-alle-10.22.24.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-10-alle-10.22.24.png 630w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-10-alle-10.22.24-300x212.png 300w" sizes="(max-width: 630px) 100vw, 630px" /></div>
<p>di Anna Carmen Lo Calzo</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="630" height="446" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-10-alle-10.22.24.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-10-alle-10.22.24.png 630w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-10-alle-10.22.24-300x212.png 300w" sizes="(max-width: 630px) 100vw, 630px" /></div><div class="coll-umanita">
<p><img class="alignleft size-full wp-image-66344" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2021/07/anna-carmen-lo-calzo-1.jpg" alt="" width="320" height="478" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2021/07/anna-carmen-lo-calzo-1.jpg 320w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2021/07/anna-carmen-lo-calzo-1-201x300.jpg 201w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></p>
<div class="coll-umanita">
<p>Sono in treno, sto andando in Francia per lavoro. Sono partita dopo una settimana intensa e con il desiderio di salire su questo convoglio per ritagliarmi, finalmente, quattro ore di meritata concentrazione indispensabile ad elaborare un testo importante da consegnare a breve.</p>
<p>Arrivo all’ultimo momento, i viaggiatori si sono già disposti ai loro posti assegnati e mi ritrovo seduta di fronte a una giovane donna disabile, sorridente, educata, che mi accoglie con uno dei “buongiorno” più solari che abbia mai ricevuto. Dopodiché inforca gli occhiali, si ritira in “modalità auricolari” e si immerge nella sua privacy supportata dall’immancabile smartphone.</p>
<p>Lo faccio anche io, finalmente, apro lo zaino, estraggo e accendo il pc al quale affianco documenti cartacei e finalmente mi “apparecchio” con tutto l’occorrente per iniziare a lavorare. Mi accorgo di aver dimenticato gli auricolari, la fretta è sempre la mia padrona, ma pazienza. Conto su un pubblico di viaggiatori adulti, stanchi come me di una settimana milanese frenetica.</p>
<p>Al mio fianco si sono sistemate due donne di mezza età, sono una di fronte all’altra, l’una in tuta da ginnastica e poco curata, sovrappeso, l’altra in giacca doppio petto con bottoni dorati, sneakers bianche, borsa matelassé con catena Chanel, anello al mignolo con stemma, modello aristocratica.</p>
<p>Sembra che in questo periodo vada di moda indossare gli anelli da aristocratiche anche se non lo si è. Ciò spiega il fatto che la persona al mio fianco è tutto, ma proprio tutto, tranne che una nobile signora milanese.</p>
<p>Mentre inizio faticosamente a buttare giù il mio testo, a esplorare i contenuti che supporteranno il mio elaborato, a soffermarmi su ispirazioni, spunti, contenuti, le due amiche iniziano a conversare come se fossero nel salotto di casa loro, totalmente incuranti di chi le circonda e del luogo in cui si trovano. In realtà la conversazione, più che da salotto, sembra essere da bar di ultima categoria.</p>
<p>Discorrono di banalità imbarazzanti accompagnandole a risate sguaiate. Gesticolano, sghignazzano e si atteggiano a “madame” dell’alta società interpretando, l’una la contessa decaduta, l’altra la sua dama di compagnia sognante che tenta di imitarla e di compiacerla. Se fosse passato il carrello del caffè, sono quasi certa che entrambe avrebbero sorseggiato dalla tazzina con il mignolo sporgente.</p>
<p>Tento di concentrarmi, ma non ci riesco, le ho in cuffia. La giovane donna disabile, elegante ed educata seduta di fronte a me mi lancia uno sguardo di solidarietà mista a rassegnazione. Condividiamo il disagio in silenzio mentre i nostri occhi si parlano e si interrogano sul perché di questa sempre più diffusa maleducazione.</p>
<p>Anche lei non riesce a estraniarsi, è impossibile. Le due compagne di viaggio si raccontano di tutto e di tutti senza un minimo di ritegno. Ma la cosa più imbarazzante da accettare è la seguente: in ogni singola frase, espressione, commento, giudizio, l’intercalare enfatizzato e reiterato è: “c…zzo”. Ne avrò contati centinaia. Ebbene sì, aziché scrivere, ho contato c…… Scusate la volgarità, ma questo è il tema di oggi.</p>
<p>Le due “signore” parlano di hotel cinque stelle, aperitivi, borse firmate ma deludenti per i materiali diventati un po’ “cheap”, vip seguiti sui social, fidanzati o pseudo tali, figli, suocere, aneddoti. Quell’intercalare con la “C” disturba non solo me e la giovane donna di fronte a me. Man mano che i discorsi incalzano e i temi si fanno piccanti (per usare un eufemismo), si gira tutto il vagone. Il tono delle due sventurate è talmente alto che trovarsi in fondo alla carrozza serve a poco. Ti entrano nella pelle, sono diaboliche. Nessuno ha il coraggio di farsi avanti e di chiedere educatamente se possono concederci la grazia di chiudere le bocche.</p>
<p>Ad un certo punto, dal fondo della carrozza, vedo arrivare un bambino. Avrà 12 anni, cammina lento reggendosi alle poltrone mentre il treno compie un percorso di curve strette. Arriva al nostro “salottino” pittoresco, chiede il permesso di parlare e dice: “Buongiorno, scusate se vi disturbo. Mio papà non sta tanto bene e sta cercando di dormire, ma non ci riesce. Vi dispiacerebbe parlare in tono un po’ più basso? Grazie&#8230; scusatemi, mi chiamo Bruno e siamo seduti laggiù.”</p>
<p>Rimango pietrificata, ma trovo il modo di sorridergli e di essergli complice per metterlo a suo agio, nel caso avesse un momento di difficoltà. Non lo ha. Le due tipe lo guardano sbigottite e piuttosto noncuranti; sono visibilmente seccate. Guardano anche me che lo sostengo con un sorriso, un occhiolino e un piccolo battimano ingenuo.</p>
<p>Lui se ne torna al suo posto, io finalmente esco dal mio stato di abbruttimento e di accettazione passiva e le sfido senza pronunciare parola. Questa invasione di tempo e di acustica, questo linguaggio scurrile, ostentato e sfoggiato, l’aggressività del loro metodo espressivo, mascherata dal tentativo di sembrare “cool”, la mancanza di rispetto, prima che di educazione, hanno raggiunto un livello inaccettabile. Cerco di resistere e la fortuna vuole che, ad un certo punto, una si alza e dice: “alla prossima scendiamo”.</p>
<p>Sono passate tre ore. Tre ore di disagio che vanno oltre il fatto di essere stata distratta dal mio lavoro. Si tratta di una delusione profonda per la mancanza di fiducia nei confronti di un prossimo che si sta culturalmente sgretolando sotto le pietre dell’ignoranza, dello squallore, della volgarità, del vuoto che pesa più di un macigno. Osservare sempre più frequentemente il fenomeno della corsa all’immagine distorta di sé stessi, alla compensazione del vuoto di contenuti da bilanciare con atteggiamenti spocchiosi ed esibizionisti, uniti alla mancanza di rispetto, mi deprime profondamente.</p>
<p>Quel bambino, Bruno, è stato coraggioso, ha rischiato di prendersi un insulto che, per fortuna, gli è stato risparmiato, e ha dato un senso al mio viaggio. Abbiamo il dovere di far valere i nostri diritti e lui lo ha fatto.</p>
<p>Il tempo che ho perso per non essere riuscita a concentrarmi e a portare a termine il mio lavoro lo recupererò. Ma quello che certe persone sprecano, a danno di sé stesse e degli altri, sta prendendo il posto del tempo dedicato all’evoluzione culturale, spirituale, sociale che ognuno di noi ha il dovere di perseguire. Sì, il dovere.</p>
<p>Non sono nessuno per giudicare, ma sento che è arrivato il momento di mettersi in gioco ricordando che la parola “dovere” non è il contrario del termine “diritto”.</p>
<p>Senza il dovere non esisterebbe alcun diritto.</p>
<p>Ci avete mai pensato?</p>
</div>
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		<title>Rap, trap</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2024/05/22/rap-trap/</link>
		<pubDate>Wed, 22 May 2024 08:18:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Carmen Lo Calzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="630" height="446" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-10-alle-10.22.24.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-10-alle-10.22.24.png 630w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-10-alle-10.22.24-300x212.png 300w" sizes="(max-width: 630px) 100vw, 630px" /></div>
<p>di Anna Carmen Lo Calzo</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="630" height="446" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-10-alle-10.22.24.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-10-alle-10.22.24.png 630w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2024/03/Schermata-2024-03-10-alle-10.22.24-300x212.png 300w" sizes="(max-width: 630px) 100vw, 630px" /></div><div class="coll-umanita">
<p><img class="alignleft size-full wp-image-66344" src="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2021/07/anna-carmen-lo-calzo-1.jpg" alt="" width="320" height="478" srcset="https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2021/07/anna-carmen-lo-calzo-1.jpg 320w, https://www.itvonline.news/wp-content/uploads/2021/07/anna-carmen-lo-calzo-1-201x300.jpg 201w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></p>
<div class="coll-umanita">
<p>Mi scuso in anticipo per i contenuti che seguono. Fanno parte del panorama musicale italiano attuale e sentivo da tempo la necessità di occuparmene per condividere con voi una riflessione. <br class="autobr" />La troverete in calce ai due testi, con la seguente premessa: <br class="autobr" />viva la libertà di espressione, se questa non reca danno, appiattimento intellettuale, avaria, in taluni casi irreparabile, su minorenni &#8220;incapaci di intendere e di volere&#8221; e in generale sulle nuove generazioni.</p>
<p>&#8220;Ok, boost my pitch<br class="autobr" />Miu Miu, Courchevel<br class="autobr" />Tony, comprami la borsa<br class="autobr" />Portami a ballare con te<br class="autobr" />Estate a Saint-Tropez<br class="autobr" />Voglio andare su uno yacht<br class="autobr" />E fumare prima di farlo a tre<br class="autobr" />Prendo una bitch, diventa principessa<br class="autobr" />Le ho messo un culo nuovo, le ho comprato una sesta<br class="autobr" />Se non ti piace Louis V, andiamo da Chanel<br class="autobr" />Se ti piace Parigi, ti porto alla torre Eiffel<br class="autobr" />Ehi, ho un occhio chiuso e l’altro aperto<br class="autobr" />Mi sento come Guè Pequeno<br class="autobr" />Prendi l’anello più bello della boutique<br class="autobr" />Il vestito è Balenciaga, ti porto in un posto chic<br class="autobr" />Arriva Tony, inizia il party<br class="autobr" />Volano schiaffi e reggiseni da ogni parte<br class="autobr" />Con una sola botta faccio due gemelli<br class="autobr" />Il maschio lo chiamo &#8220;Gucci&#8221;, la femmina &#8220;Fendi&#8221;<br class="autobr" />Diventa rossa, la chiamo &#8220;Bambola&#8221;<br class="autobr" />Ferrari rosso, lo facciamo in macchina<br class="autobr" />Mi piaci così come sei fatta<br class="autobr" />Naturale, ma rifatta<br class="autobr" />Miu Miu, Courchevel<br class="autobr" />Tony, comprami la borsa<br class="autobr" />Portami a ballare con te<br class="autobr" />Estate a Saint-Tropez<br class="autobr" />Voglio andare su uno yacht<br class="autobr" />E fumare prima di farlo a tre<br class="autobr" />Ho un viaggio per L.A., LV la duffle bag<br class="autobr" />Addosso ho Audemars Piguet, in borsa un altro Patek<br class="autobr" />Vuole la bella vita, ma non l’avrà con me<br class="autobr" />Sognando una bella villa, la voglio a Bel Air (sì, sì)<br class="autobr" />Quando mi sposerò, daranno i pezzi<br class="autobr" />Al posto dei confetti, più soldi e meno affetti<br class="autobr" />Copro la mia puttana di gioielli (seh)<br class="autobr" />Ma non sei la mia tipa, quindi niente anelli<br class="autobr" />Ehi, queste bitch mi annoiano<br class="autobr" />Compro una Ferrari gialla, come Totti gol<br class="autobr" />Voglio essere un bravo padre, come Ventola<br class="autobr" />Ma ho scordato mezzo chilo nella pentola<br class="autobr" />Miu Miu, Courchevel<br class="autobr" />Tony, comprami la borsa<br class="autobr" />Portami a ballare con te<br class="autobr" />Estate a Saint-Tropez<br class="autobr" />Voglio andare su uno yacht<br class="autobr" />E fumare prima di farlo a tre&#8221;.</p>
<p>Testo integrale del <br class="autobr" />&#8220;pezzo musicale&#8221;<br class="autobr" />Miu Miu</p>
<p>Di Tony Effe (rapper)</p>
<p>4.600.000 visualizzazioni <br class="autobr" />su youtube</p>
<p>&#8220;A volte mi metto in disparte, faccio giocare gli altri<br class="autobr" />Ma il mister mi rimette perché siete troppo scarsi<br class="autobr" />Non senti i miei passi, muovo i kk con il taxi<br class="autobr" />Fidati è più sgamo, poi i soldi te li reintaschi<br class="autobr" />Ad Hammamet come Craxi<br class="autobr" />Ad Ibiza come i pazzi<br class="autobr" />Nella tua festa tutti cazzi<br class="autobr" />Faccio un crappolone maxi<br class="autobr" />La tua tipa vuole me frà (oh no)<br class="autobr" />Non vede l’ora che la lasci (dai Kho)<br class="autobr" />Non tornerò più povero, no mai<br class="autobr" />In Italia se sei povero ti schiacciano lo sai? (Ghali rimandali a casa)<br class="autobr" />Certo zio, ASAP<br class="autobr" />Li metto in ginocchio come un tossico che basa<br class="autobr" />Nessuno ti rasa come Aziz from Casa<br class="autobr" />C’è chi fa i pezzi per il naso e chi per la NASA ah<br class="autobr" />Ocio frà, andare a tempo non è un optional<br class="autobr" />E questa pussy non è un optional<br class="autobr" />Quest’erba buona non è un optional<br class="autobr" />Mio padre con la -ina, io con la -uana<br class="autobr" />Dunque gira e rigira torno nella mia savana<br class="autobr" />Mia madre è una regina ma son figlio di puttana<br class="autobr" />Conosco chi ti sbuccerebbe come una banana (go, go, go)<br class="autobr" />Invidia per tutti, sentimento commerciale<br class="autobr" />Ti rompo il culo e non lo sai, ti devo avvisare<br class="autobr" />Questa merda picchia assai, più bevo e più sale<br class="autobr" />Tua madre piange, sei un coglione non un criminale<br class="autobr" />Sto con chi è nato in strada e non ci vuole stare<br class="autobr" />Sta merda per me è come fare un giro con mia madre<br class="autobr" />Fai le foto poi ti fai allacciare, bravo bravo<br class="autobr" />Ringrazia Allah che sono in Ramadan o ti mangiavo<br class="autobr" />Ocio frà, andare a tempo non è un optional<br class="autobr" />E questa pussy non è un optional<br class="autobr" />Quest’erba buona non è un optional<br class="autobr" />Ocio frà, andare a tempo non è un optional<br class="autobr" />E questa pussy non è un optional<br class="autobr" />Questa weed non è un optional</p>
<p>(Ghali)<br class="autobr" />Testo integrale del pezzo<br class="autobr" />&#8220;Optional&#8221;<br class="autobr" />6.600.000 visualizzazioni su youtube</p>
<p>Il primo dei due rapper non so chi sia.<br class="autobr" />Il secondo lo abbiamo visto tutti esibirsi sul palco a Sanremo.<br class="autobr" />Due esempi di rap/trap al top delle classifiche.<br class="autobr" />Il primo, a mio modesto parere, al top di un trash che peggio non esiste.<br class="autobr" />Il secondo un po’ più moderato, ma in ogni caso, forte, dissacrante, inadeguato a un pubblico giovane.<br class="autobr" />Sul palco di Sanremo Ghali si è presentato ben vestito, modaiolo, il suo brano non era neanche male, ma rappresenta un’eccezione.</p>
<p>Ne ho presi due a caso, Alexa (Amazon Echo) mi ha proposto una playlist ascoltata recentemente da un pre-adolescente rimasto qualche ora a casa mia.</p>
<p>Che dire?<br class="autobr" />Non voglio sembrare né bacchettona, né moralista, nè bigotta, non ho figli e non sono tenuta a dare giudizi o a fare insinuazioni, ma mi ribello a questa piaga sociale.<br class="autobr" />Sì, piaga sociale.</p>
<p>Queste parole accompagnate da suoni artefatti (che con la parola &#8220;musica&#8221; non hanno nulla a che fare),<br class="autobr" />gli atteggiamenti spocchiosi, incuranti, sprezzanti, degli &#8220;artisti&#8221; di cui sopra, stanno molestando una generazione di figli e nipoti non sempre in grado di ragionare e di considerarli dei &#8220;fenomeni da baraccone&#8221; più che dei modelli.</p>
<p>Molti rapper sono stati, o sono, malviventi autorizzati a lanciare bombe di volgarità, messaggi violenti devianti, pericolosi.<br class="autobr" />Mi metto nei panni di tutti i genitori impegnati nella lotta all’educazione, alla crescita, alla gestione di schegge impazzite, i loro figli, che ogni giorno trascorrono ore e ore in compagnia di modelli umani definibili con una sola parola: spazzatura.<br class="autobr" />Incitano a spacciare, a sfidare la vita nel nome del dio denaro, a inseguire il lusso più scurrile, tralasciando qualsiasi messaggio adeguato al popolo di adolescenti in affanno nel mare del nulla.</p>
<p>La giustificazione più frequente è: sono cresciuto senza papà, la mamma era povera.<br class="autobr" />E allora???</p>
<p>Se qualche adolescente dovesse malauguratamente atterrare su questo mio pezzo, spero abbia voglia di chiudere gli occhi per un istante e di riflettere su questi due testi presi a caso. <br class="autobr" />Sono sufficienti a capire, a elaborare una reazione di disgusto e di ribellione. Sì, ribellione.<br class="autobr" />Con un po’ di senso critico sono certa che ce la farebbero a comprendere che è spazzatura.<br class="autobr" />È ora di smetterla, di voltare pagina, di pretendere qualcosa di più dalla musica.<br class="autobr" />Ragazzi, svegliatevi, ribellatevi! <br class="autobr" />Lo state facendo fate per tante giuste cause, vi assicuro che anche questa è una causa che merita.</p>
<p>Genitori, nel frattempo, voi lanciate il vostro prezioso salvagente. <br class="autobr" />La famosa frase di circostanza &#8220;d’altro canto è così&#8221; in questo caso non vale, non può valere.<br class="autobr" />Non è giusto.</p>
<p>Amen</p>
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