<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Storie di gente al tempo del Covid &#8211; ITV Online &#8211; Irpinia TV Avellino</title>
	<atom:link href="https://www.itvonline.news/category/rubriche/storie/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.itvonline.news</link>
	<description>Notizie, approfondimenti e TV on demand</description>
	<lastBuildDate>Wed, 17 Jun 2026 15:17:00 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.9.29</generator>
	<item>
		<title>UN AMORE, UN KILT</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2022/01/23/un-amore-un-kilt/</link>
		<pubDate>Sun, 23 Jan 2022 09:10:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Carmen Lo Calzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie di gente al tempo del Covid]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.itvonline.news/?p=76939</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Anna Carmen Lo Calzo</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2022/01/23/un-amore-un-kilt/">UN AMORE, UN KILT</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni tanto apro la porta di una delle mie stanze preferite, il guardaroba. Cerco capi lasciati “in pausa” per qualche stagione. Confesso di avere una collezione di capi degna di un museo del costume contemporaneo. Talvolta me ne vanto, talvolta mi imbarazza, ma so sempre come darmi, o come dare, una spiegazione: vita intensa, mondo della moda, del lusso, dello spettacolo e dello sport, occasioni, opportunità, storie di vita e di affetti. Il mio guardaroba è come la mia libreria: ciascun pezzo è un racconto nel racconto e va conservato a qualsiasi costo. Ogni capo, ogni accessorio, ogni oggetto parla di me e della mia vita. Faccio parte di un gruppo di instancabili e romantici sognatori nostalgici, proiettati nel futuro, e non me ne vergogno.</p>
<p>Questa mattina la mia attenzione si focalizza su due paia di pantaloni quasi dimenticati: stile inglese, classici, ben tagliati. Li provo e mi stanno ancora a pennello, mi ripropongo di considerarli come un’alternativa ai leggins che ormai sono una divisa decisamente omologata. Mi immagino con un look perbene, con quei pantaloni, un maglioncino, uno stivaletto e un cappottino classico, ma alla fine esco di casa di corsa, per l’ennesima volta, con jeans, maglione, sneakers e piumino modello omino Michelin.</p>
<p>Giornata intensa. Prima di tornare a casa mi viene voglia di fare due passi e di raggiungere la stazione della metropolitana di San Babila percorrendo strade alternative al solito corso Vittorio Emanuele. Tra un pensiero e l’altro, mi ritrovo in Via S. Clemente e vengo attratta dall’insegna di un negozio rigorosamente “English style”. Una vetrina dal sapore molto britannico, la celebrazione del “Royal style”, un fascino irresistibile e senza tempo. Maglioni in lana shetland, sciarpe e camicie in tessuti scozzesi, montgomery, accessori e scarpe di storici brand inglesi. Il suo nome è “Royal Britannia Boutique”. Bellissimo.</p>
<p>Fatalità, proprio oggi mi imbatto in un simile negozio. Stamattina, dopo tanti anni, ho riposto la mia attenzione su due capi in stile inglese lasciati nel dimenticatoio e guarda che coincidenza! Osservando bene la vetrina, rimango irrimediabilmente attratta da un indumento che non avrei mai più immaginato di prendere in considerazione: il kilt scozzese. Ce ne sono tantissimi all’interno, in svariate combinazioni di colore, dalle più classiche alle più azzardate. Non resisto, decido di entrare, voglio toccarli e forse anche indossarne uno per vedere che effetto mi fa. Lo portavo quando ero bambina, negli anni ’70 rappresentava uno stile, uno dei look più amati dalle mamme, nelle scuole, nei collegi. Il kilt mi evoca una serie di emozioni, devo assolutamente approfondire e capire se si tratta di un capo “must have” al quale non posso assolutamente rinunciare.</p>
<p>La titolare del negozio, insolitamente, mi lascia curiosare e si dedica ad un altro cliente, sicuramente abituale, che sceglie tra calze scozzesi di lana e seta. È una esercente molto cordiale e di classe, lo noto subito. Mi colpiscono i suoi occhi profondi, ma ancora di più il suo modo di porsi, la sua cortesia, la lentezza e il garbo con il quale si rivolge a quel cliente, anche lui un signore d’altri tempi. Penso subito che un posto come questo attira esclusivamente clienti ricercati, poco modaioli, amanti del classico e della tradizione. La signora rimane delicata anche con me, non mi aggredisce di informazioni, mi lascia guardare e toccare e si limita a consigliarmi un eventuale colore di quel kilt che non vedo l’ora di indossare.</p>
<p>Il cliente termina il suo acquisto, salda il conto e se ne va. Rimango sola con Enrica, questo è il nome della proprietaria del negozio. Il kilt è un capo stupendo nella sua semplicità, lo indosso, mi dona e decido di acquistarne uno. Nel frattempo, noto che Enrica indossa un maglione in cachemere di un azzurro intenso, e non esito a farle un apprezzamento per come le dona. Lei si ferma, mi guarda, si appoggia al bancone e mi confessa che quel capo era di suo marito che non c’è più. Rimango colpita, esprimo il mio dispiacere. Enrica inizia a raccontarmi la sua storia mettendomi il cuore in mano.</p>
<p>“Lo indosso ogni tanto perché mi fa sentire meglio. Mio marito è mancato a marzo 2021. Nel giro di pochi mesi ho perso mamma, papà e lui. Ma non sono morti di Covid. Sa, ormai si pensa sempre a quello. È stata ed è molto dura, una prova dolorosissima, un cambiamento di vita radicale dal quale non riesco ancora a riprendermi. Ho due fratelli, bravi, ma non ho figli. Per mio marito io ero tutto e lui lo era per me. Sembra banale, ma è stato qualcosa di immenso. Un amore che pensavo fosse lo stesso per tutte le coppie. E invece ora so che non è così. Sono stata fortunata. Mio marito era inglese e questo era il suo negozio.”</p>
<p>Enrica mi stupisce, non me lo aspettavo. Anche se avevo già capito di essere entrata in un posto speciale, sembrava una persona chiusa, sulle sue, molto “milanese”. E invece la sua anima parla oltre qualsiasi voce, il suo sguardo diventa sempre più vero e ed io decido di ascoltarla e di farmi ascoltare. Ma prima le chiedo come si sono conosciuti.</p>
<p>“Ci siamo conosciuti circa trentacinque anni fa. Io facevo la modella per un’amica pittrice, posavo per lei. Un giorno mi propose di farmi delle polaroid, in modo che potesse andare avanti con il lavoro anche quando io non potevo posare in studio. Una sera, a fine giornata, la mia amica decise di andare a bere un drink qui in centro da sola e, mentre sistemava la sua cartella di lavoro, tutte le polaroid caddero e si sparsero sul pavimento del locale. In quel momento, nel tavolo accanto a lei, c’era un gentiluomo che immediatamente si prodigò per aiutarla a raccoglierle tutte. Alla fine i due scambiarono qualche parola e &#8211; mi disse poi la mia amica &#8211; lui le chiese chi fosse la donna in quelle foto. Il seguito lo può immaginare.”</p>
<p>A questo punto, percepisco un’onda di energia che non riesco a gestire, se non sedendomi su uno dei quattro puff del negozio. Enrica si siede sul bancone di fronte a me e, occhi negli occhi, e intraprendiamo un viaggio di umanità autentica fatto di empatia, di profondità, di accenni a racconti di vita, di comprensione istintiva, di solidarietà femminile senza eguali. Da estranee, entriamo in un contatto senza precedenti, condividiamo emozioni, ricordi, sensazioni intime, in un modo così naturale e poetico. Il racconto di come ha conosciuto suo marito mi sembra l’incipit di un romanzo. La parete dietro al bancone è ricoperta da immagini della famiglia reale e Enrica si commuove. Alla fine, dopo esserci ricordate che dovevo pagare il conto, mi saluta con intensità, con gli occhi lucidi, e mi dice: “La ringrazio, lei oggi mi ha aiutata tanto, mi ha fatto sentire bene”. Beh, sinceramente è stata un’esperienza speciale anche per me.</p>
<p>Non avevo mai percorso quel tratto di strada per andare a prendere la metropolitana di San Babila ed erano anni che non intercettavo nel mio guardaroba i pantaloni scozzesi identici a quelli che Enrica vende nel suo negozio. Bellissimi. Doveva andare così. Adesso ho anche il kilt. Enrica è felice che io lo abbia scelto ed io sono felice di aver trascorso del tempo con lei. Nel nostro prossimo incontro le porterò un libro e lei mi offrirà una poesia scritta da suo marito.</p>
<p>Non è finita. Sulla strada di casa vengo raggiunta dalle note di uno dei miei compositori preferiti: Satie. In un’atmosfera surreale, in una Milano fredda, svuotata, stanca, provata dalla pandemia, la musica di Satie e il sorriso del giovane musicista cileno, di fronte alla Basilica di San Carlo al Corso, sono stati la dolce colonna sonora della fine di una giornata speciale, insolita, intensa.</p>
<p>Grazie Franco, per concedermi l’opportunità di condividere con voi questi momenti di rara umanità.</p>
<p>Da Milano, al tempo del Covid.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2022/01/23/un-amore-un-kilt/">UN AMORE, UN KILT</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>Gente al sole</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2022/01/20/gente-al-sole/</link>
		<pubDate>Thu, 20 Jan 2022 09:54:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Carmen Lo Calzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie di gente al tempo del Covid]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.itvonline.news/?p=76724</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Anna Carmen Lo Calzo</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2022/01/20/gente-al-sole/">Gente al sole</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="coll-umanita">
<p>&#8220;Venga signora, la sistemo in un tavolo dove c’è il sole per sempre!&#8221;. Luca è il &#8220;regista&#8221; del ristorante di una baita sulle piste di Courmayeur. Un giovane uomo raffinato, garbato, professionale. La giornata è spettacolare, il Monte Bianco sovrasta il comprensorio valdostano, il riflesso del sole sul Dente del Gigante a una certa ora colora tutto di rosa. Il &#8220;sole per sempre&#8221; sulla terrazza della baita e il crepuscolo rosa qui sono un vero paradiso!</p>
<p>Sono circondata da persone che, come me, sono fuggite dalla città alla ricerca dello svago, della natura, dell’ossigeno. Un ossigeno che in questo momento non è per niente retorico e scontato perché è il bene più grande che ciascuno di noi possa auspicarsi di respirare a narici aperte, nelle rare pause di lotta quotidiana al virus.</p>
<p>Quel maledetto nemico che varia ma non ci molla e che, nonostante sia un po’ meno cattivo, continua a destabilizzarci e creare disagi all’intero pianeta. Si paga cara questa pandemia, la stiamo subendo tutti, ma la gente ha voglia di concedersi la libertà di vivere, di guardare in faccia il sole senza nascondersi dietro una maschera, di respirare a pieni polmoni come se non ci fosse un domani.</p>
<p>Già, il domani. È diventato quasi un tabù pensare al domani in questo caos fatto di troppe parole e di troppe bocche che, nonostante la maschera, sparano opinioni, supposizioni, lanciano sentenze senza una logica.</p>
<p>La gente ai tempi del covid oggi è confusa e molto stanca di parole e di paradossi, di persone che continuano a non accettare gli aiuti e i booster della scienza e ritardando la fase in cui il covid e le sue varianti ci daranno tregua.</p>
<p>La stanchezza, la destabilizzazione e la paura ora si stanno trasformando in voglia di vivere ovunque e comunque.</p>
<p>Lo stato di emergenza ha al suo interno uno stato d’animo di persone che non si rassegnano più alla privazione, che rispettano le regole, ma che vogliono esserci, fare, partire, lavorare.</p>
<p>Chi non accetta la realtà rappresenta un problema per chi, invece, l’ha accettata vaccinandosi e prendendosi il virus con sintomi lievi o moderati. Gli altri, quelli fuori dalla realtà, vanno in ospedale compiendo un grande reato umano: quello di ritardare soccorso e cure a malati invaccinabili. Lo ripeto, lo ripeterò, non mi stanco di dirlo. Siete ladri di vite umane.</p>
<p>Coloro che sono saliti con me sulla funivia sono persone che vivono con coscienza e responsabilità nei confronti di sé stessi e del prossimo. Io li rispetto e mi sento parte di una comunità che mi rispetta.</p>
<p>Gli altri, sinceramente, non mi interessano, ma mi preoccupano.</p>
<p>Questioni delicate, non sono qui per dare la ricetta della cosa giusta da fare, ma non riesco a trattenere un pensiero razionale e passionale allo stesso tempo.</p>
<p>Il sole è per sempre, è vero. E noi siamo tutti qui, sulle Alpi meravigliose, con il nostro green pass, a prendercelo tutto.</p>
<p>Alla faccia di chi ci vuole male e nella speranza che il bene prevalga insieme al raziocinio.</p>
<p>In bocca al lupo irpino!</p>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2022/01/20/gente-al-sole/">Gente al sole</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>IL PAPÀ DEL TAVOLO ACCANTO</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2021/12/28/il-papa-del-tavolo-accanto/</link>
		<pubDate>Tue, 28 Dec 2021 09:55:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Carmen Lo Calzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie di gente al tempo del Covid]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.itvonline.news/?p=75502</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Anna Carmen Lo Calzo</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2021/12/28/il-papa-del-tavolo-accanto/">IL PAPÀ DEL TAVOLO ACCANTO</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="coll-umanita">
<p>&#8220;Se diventi ancora più bravo non ti faccio fare nemmeno le scuole elementari. Solo calcio! Così vai in serie A e diventiamo tutti ricchi&#8221;.</p>
<p>Ho i brividi, mi sono ustionata la lingua con la tisana bollente per mandare giù ciò che ho ascoltato. Queste parole sono state pronunciate qualche sera fa da un papà al figlio di quattro anni, in un locale di spritz e aperitivi nel cuore di Milano. <br class="autobr" />Dopo questa dichiarazione surreale (per usare un eufemismo) il papà si è rivolto di nuovo al figlio e gli ha detto: &#8221; Amore, non si dice &#8220;a me mi&#8221;, si dice &#8220;a me piace&#8221;. Lo sai che ci tengo&#8221;.</p>
<p>Ha fatto bene a correggerlo, ma dopo quella frase inquietante in merito all’inutilità della scuola elementare, l’appunto sulla regola grammaticale è suonata decisamente finta e fuori luogo.</p>
<p>L’ha pensata così anche la loro amica, una elegante signora seduta con loro al tavolo la quale, per superare l’imbarazzo ed evitare di approfondire, ha pensato bene di spostare la conversazione altrove e di ordinare un flute di champagne accompagnato da ostriche e da altre prelibatezze. &#8220;Cin cin, Buon Natale ragazzi!&#8221;</p>
<p>Nel frattempo, il bimbo si è messo ai comandi dello smartphone e il padre, totalmente assente dal punto di vista della condivisione e del controllo dei contenuti, ha continuato a raccontare cose decisamente prive di qualsiasi interesse.</p>
<p>Mentre parlava a sé stesso, la signora (volutamente distratta) sorseggiava il suo champagne e si deliziava con le ostriche osservando il bambino che, come un nerd, era ipnotizzato, abbagliato, completamente assorto nello schermo. Digitava nervosamente sulla tastiera come se fosse un esperto programmatore di software aziendali.</p>
<p>Mi è sembrato di essere sul set di un cinepanettone con Christian De Sica, ma non mi è venuto da ridere.<br class="autobr" />Ero di fronte a un trio completamente dissociato, ma molto interessante dal punto di vista antropologico.</p>
<p>Ripensando alle parole dette da quel padre &#8220;di plastica&#8221; in merito alla carriera sportiva di suo figlio e alla inutilità della scuola elementare, sono stata colta da un senso di imbarazzo, misto a sdegno e a impotenza, che mi ha spinta a cercare conforto in voi.<br class="autobr" />Siamo di fronte a dinamiche educative e familiari decisamente inquietanti. Mi domando e vi domando se un padre possa educare un bimbo passandogli messaggi di questo genere, Dire ad un bambino di quattro anni &#8221; se diventi bravo a calcio non ti faccio fare le elementari&#8221; non è una battuta, non fa ridere, non ha fatto ridere e non ha certo sedotto nemmeno quella signora, se quello fosse mai stato l’intento.</p>
<p>È un attentato, un atto per niente innocuo, un messaggio forte, una caduta pericolosa che potrebbe lasciare il segno in quel bambino. Chissà quante altre frasi del genere gli sono state dette, quella rimarrà sicuramente impressa nella sua memoria e verrà riportata in qualche occasione. Sfido qualsiasi psicologo o esperto di educazione infantile a smentirmi.</p>
<p>Il tono, la faccia, la spocchia con la quale quel soggetto (faccio fatica a definirlo padre) ha sfoggiato il &#8220;trofeo figlio&#8221; che non avrà bisogno nemmeno di fare le scuole elementari, rappresenta un fenomeno in crescita esponenziale. Non è la prima volta che mi imbatto in tali esempi di degrado intellettuale e socio culturale, di appiattimento dei valori, di incapacità di fare il genitore, di essere un educatore responsabile.</p>
<p>Inoltre, sono ancora una volta colpita dal malcostume di coinvolgere i bambini nel rito dell’aperitivo serale, cosa che si sta diffondendo ovunque. Esistono eserciti di bambini condannati ai tavoli di patatine e altri cibi poco raccomandabili, all’utilizzo di tablet e cellulari per sopperire alla noia e per sopravvivere ai discorsi dei grandi impegnati con spritz e bollicine. <br class="autobr" />Nei loro gesti compulsivi sulle tastiere, negli occhi spiritati generati dai video giochi, in quei momenti di profonda solitudine, quei bambini sono vittime, strumenti, accessori. E in loro appare tutto il disagio e la pochezza dei loro presunti educatori. I bambini ascoltano discorsi più grandi di loro, si intromettono o si isolano perché non sanno più chi sono. Sono grandi o sono piccoli? E i genitori cosa si aspettano da loro? Meno aggiornati a livello tecnologico e sempre più allo sbaraglio tra difficoltà, pandemia, perdita di certezze, sono sempre più impegnati a sognare figli vincenti che possano sopperire alle loro mancanze, alle loro frustrazioni, ai loro fallimenti. <br class="autobr" />Ma come li sognano questi figli?</p>
<p>Quanta tristezza e quanta delusione. Ho sempre pensato che essere figli significhi sapere di poter contare sempre sulla forza, sull’integrità e sull’equilibrio di un genitore, chiunque esso sia, a qualsiasi categoria sociale appartenga. <br class="autobr" />Il sogno genitoriale di un figlio che possa diventare qualcosa o qualcuno in fretta e senza sforzo non può più stare in piedi. È un fallimento.</p>
<p>Caro signore del tavolo accanto, si vergogni e chieda scusa a suo figlio per averlo offeso. Suo figlio vuole andare alle elementari, glielo ha anche detto, e ci andrà perché è obbligato dalla legge, per fortuna.</p>
<p>Cari genitori, giovani e meno giovani, se non ce la fate a fare il vostro mestiere, se percepite di aver bisogno di aiuto, fatevi aiutare. E se non riuscite nemmeno a rendervene conto, fidatevi dello sguardo raggelante della vostra vicina di tavolo o di quello dell’amica che avete di fronte. <br class="autobr" />Io credo che se ne sia accorto e se potesse tornare indietro, forse, ci penserebbe due volte a proporre a suo figlio di non studiare e di diventare un fenomeno da baraccone.<br class="autobr" />I bambini assorbono tutto e il conto prima o poi arriva.</p>
<p>Buone Feste a tutti!</p>
</div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2021/12/28/il-papa-del-tavolo-accanto/">IL PAPÀ DEL TAVOLO ACCANTO</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>SONIA, UNO SGUARDO CONCRETO SULLA REALIZZAZIONE AL FEMMINILE</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2021/11/28/sonia-uno-sguardo-concreto-sulla-realizzazione-al-femminile/</link>
		<pubDate>Sun, 28 Nov 2021 08:53:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Carmen Lo Calzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie di gente al tempo del Covid]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.itvonline.news/?p=73948</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Anna Carmen Lo Calzo</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2021/11/28/sonia-uno-sguardo-concreto-sulla-realizzazione-al-femminile/">SONIA, UNO SGUARDO CONCRETO SULLA REALIZZAZIONE AL FEMMINILE</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Bella donna, sguardo intenso e dritto all’obiettivo: quello della sua interlocutrice. Sonia vive e lavora a Milano, nella città metropolitana simbolo delle donne che fanno carriera, che “corrono con i lupi&#8221;, che li hanno superati e che sentono sempre più forte l’istinto di affermarsi, di riscattarsi, di realizzarsi o semplicemente di poter esprimersi al netto di qualsiasi pregiudizio, retaggio, diffidenza, ostacolo nel mondo del lavoro.</p>
<p>Sonia è una coach, una di quelle persone che decidono di mettersi in gioco in prima persona per scoprire le proprie specificità, la propria vera essenza, la consapevolezza che porta alla piena realizzazione e ha trasformato questa esperienza in una professione. La passione e il desiderio di trasferire le capacità acquisite durante il lavoro su sé stessa, l’hanno convinta a diventare una coach. Perché non basta scoprire chi si è e cosa si sogna di fare, bisogna acquisire il metodo e gli strumenti che servono a concentrarsi all’ottenimento del risultato, senza dispersione di energie e dandosi dei tempi.</p>
<p>Mentre ci scambiamo opinioni, ci raccontiamo esperienze e ci stimoliamo a vicenda, rimango colpita dalla sua concretezza e dalla sua attitudine a parlare in modo diretto ed efficace, ad andare dritta all’obiettivo attraverso domande mirate che presuppongono risposte nette, immediate. Gli occhi di Sonia sono il biglietto da visita della sua empatia, della sua serietà e della sua competenza. È richiesta in città e non solo, perché nei suoi corsi e nei suoi seminari, dedicati in questo momento alle donne che vogliono realizzarsi, ha saputo intercettare quei limiti e quelle debolezze nascoste anche in donne già affermate o inserite nel mondo del lavoro, impegnate quotidianamente nella atavica lotta tra femminilità e leadership. Mi affascina ascoltarla e scoprire che il lavoro su sé stessi talvolta passa attraverso strumenti insoliti e sinergie speciali, come quella tra il coaching e l’esperienza in teatro.</p>
<p>“Teatro e Coaching sono un bellissimo connubio con un effetto potente sul proprio mondo interiore, dunque sulla consapevolezza del sé. Sono una coach, nello specifico una “coach umanista&#8221; (<a class="spip_url spip_out auto" href="http://www.coachingcorner.it/" target="_blank" rel="external nofollow noopener">www.coachingcorner.it</a>) e quando lo dicevo qualche anno fa la maggior parte delle persone non capiva di cosa si trattasse. Ho fatto fatica anche a spiegarlo. Cercavo di trovare metafore in vari contesti, dallo sport a tanto altro, ma non è stato facile. La prima cosa che dico oggi a chi viene da me è la seguente: il mio lavoro dipende dalla tua voglia di trovare una nuova strada o un nuovo obiettivo, o di focalizzarti su quell’obiettivo che hai dentro da sempre e che non hai avuto il coraggio di affrontare e di perseguire. Si tratta di un percorso da compiere passo passo con tanta fiducia e la sorpresa è che il benessere può arrivare nell’immediato, se si lavora in sintonia.</p>
<p>Come coach umanista credo fortemente nel potere creativo e nel potenziale di ogni persona. Ogni persona ha punti di forza unici, esclusivi e su quelli il coach lavora per farli affiorare e per trasformarli in veri e propri “talenti”. La consapevolezza di sé attiva la responsabilità verso l’obiettivo e verso il cambiamento che la persona decide di attuare. Il coach si affianca a questa metamorfosi con meraviglia e passione, coinvolto e partecipe, come un vero alleato.</p>
<p>È sempre affascinante vedere le persone trasformarsi nel meglio di sé per diventare ciò che desiderano essere, capire la direzioni, vederli muovere i primi passi verso il futuro che desiderano. Un processo interiore che serve a realizzare, progettare, costruire, a risolvere conflitti con sé stessi, con il prossimo, con il mondo del lavoro o degli affetti, a scoprirsi qualcosa di diverso o di speciale.</p>
<p>Perché quindi il connubio con il teatro? Il teatro come metafora della vita aiuta a vedere e interpretare le cose sotto vari punti di vista, stimola l’apertura mentale, la capacità di esprimersi e serve anche a stimolare il coraggio di mettersi in discussione. È un’esperienza forte. Lavoro insieme ad una mia collega attrice in ottica sperimentale e creativa e stiamo avendo risultati sorprendenti. In particolare, abbiamo sviluppato il progetto “Women Creative Empowerment” (<a class="spip_url spip_out auto" href="http://www.womencreativempowerment.it/" target="_blank" rel="external nofollow noopener">www.womencreativempowerment.it</a>), all’interno dei percorsi sull’ &#8220;empowerment al femminile&#8221;, dove utilizziamo sia tecniche di coaching sia workout teatrali molto coinvolgenti. Crediamo nel concetto di contaminazione, inclusione, confronto e nelle nuove forme di apprendimento basate su esperienze innovative e creative. Mi piace lavorare con le donne perché, nonostante tutti i riconoscimenti e i fatti concreti ottenuti in termini di emancipazione e di “gender gap” nelle aziende perseverano discriminazioni, limiti e autolimiti. Il nostro compito è quello di aiutarle a prendere coscienza, a sostenere la leadership, ad affermarsi.</p>
<p>Sia nel coaching individuale che in quello in team, tipico delle aziende, il processo è identico. Nei gruppi di lavoro ogni esperienza condivisa maieuticamente eleva la consapevolezza di tutto il gruppo e avvia un processo di responsabilità condivisa, un vero effetto moltiplicatore di efficacia.”</p>
<p>Milano sta tornando a casa, le strade del centro si svuotano e ho la sensazione di aver incontrato una donna in gamba, contemporanea, capace di farsi strada anche in un momento difficile come quello dei lockdown, in cui i corsi in presenza sono stati sostituiti da quelli digitali.</p>
<p>Grazie Sonia per questa testimonianza di intraprendenza, concretezza, realizzazione femminile in tempo di pandemia.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2021/11/28/sonia-uno-sguardo-concreto-sulla-realizzazione-al-femminile/">SONIA, UNO SGUARDO CONCRETO SULLA REALIZZAZIONE AL FEMMINILE</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>ROBERTO, IL FOTOGRAFO DELL’ANIMA</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2021/11/07/roberto-il-fotografo-dellanima/</link>
		<pubDate>Sun, 07 Nov 2021 13:07:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Carmen Lo Calzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie di gente al tempo del Covid]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.itvonline.news/?p=72686</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Anna Carmen Lo Calzo</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2021/11/07/roberto-il-fotografo-dellanima/">ROBERTO, IL FOTOGRAFO DELL’ANIMA</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="coll-umanita">
<p>Ho girato il mondo, ho conosciuto stilisti e stylist, fotografi, registi, direttori della fotografia, truccatori, hair stylist. Ho letto tanto di coach, di analisti, di terapeuti dell’anima e di maghi dell’autostima. Ma non avevo mai incontrato una persona che racchiudesse tutto ciò in un unico corpo, in un’unica mente, in un unico cuore.<br class="autobr" />Un talento senza precedenti, uno spirito autentico empatico, entusiasta, capace di trasformare le persone in bellezza, armonia, in qualcosa di unico e di speciale. E lo fa semplicemente mettendoti a tuo agio, dal momento in cui ti apre la porta del suo studio fotografico, in Via Padova a Milano. Roberto Gandoli è un maestro, un artista, un professionista che unisce l’indiscusso talento ad una sensibilità umana senza precedenti. Il suo studio è un posto magico, sembra di entrare nel mondo dei sogni che ti annunciano che sta per avverarsi un desiderio: l’espressione della tua vera anima, della tua bellezza nascosta, quella che nessuno è mai riuscito a svelare. Roberto ti toglie la maschera, ti illumina le ombre sia dentro sia fuori e, attraverso il suo obiettivo, ti trasforma nel meglio di te. <br class="autobr" />Quando sono finiti i lockdown, Roberto ha ripreso la sua attività, ha riaperto la porta del suo loft, ha ripreso a viaggiare, a cercare ispirazioni, ad occuparsi di chi si appresta a lavorare nel mondo dell’immagine (giovani modelle, attrici, attori) o di chi, come me, ha ancora voglia di mettersi in gioco, per gioco, attraverso la macchina fotografica.<br class="autobr" />Ma Roberto non si limita alle foto per la moda, la bellezza, la professione di modella o di attrice. Lavorare con lui significa anche lavorare su sé stessi e sentirsi puntare il riflettore nel modo giusto: quello della fiducia, del cuore, del rispetto. Roberto sa essere duro se serve, sa tirarti fuori la grinta, ma lo fa con garbo. Non sono tutti come lui coloro che ti puntano il faro e che ti catturano con l’obiettivo o con la videocamera. Spesso sono aggressivi, incuranti, frettolosi, disinteressati. Ti bloccano corpo, viso, emozioni.<br class="autobr" />Un servizio fotografico con lui ti apre alla bellezza, alla gioia di osare, di sperimentare, di ritrovarsi in una dimensione nuova, inaspettata, che ti fa stare bene.<br class="autobr" />Non a caso, Roberto è apprezzato non solo dagli addetti ai lavori in ambito artistico e professionale, ma anche da persone comuni alle quali talvolta offre il suo tempo per farle vivere in una giornata dedicata alla scoperta di sé. <br class="autobr" />La sua mostra inaugurata oggi a Milano dal titolo &#8220;La foto prende vita&#8221;, presso il noto spazio espositivo metropolitano del passante ferroviario di Porta Vittoria, è stato un momento emozionante, un incontro tra persone, modelle, pubblico, musica, quadri, gigantografie, sorrisi, occhi, tutti puntati sul suo talento e sulla sua energia contagiosa, oltre che su di noi. Questo sì che è un contagio positivo! <br class="autobr" />Teniamoci strette le maschere anti Covid-19, ma grazie Roberto per aver smascherato le nostre bellezze, le nostre paure e le nostre emozioni.<br class="autobr" />In bocca al lupo per la mostra!</p>
</div>
<div class="socialart clearfix"></div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2021/11/07/roberto-il-fotografo-dellanima/">ROBERTO, IL FOTOGRAFO DELL’ANIMA</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>BEPPE E IL LUSSO DEL TEMPO</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2021/10/31/beppe-e-il-lusso-del-tempo/</link>
		<pubDate>Sun, 31 Oct 2021 08:04:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Carmen Lo Calzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie di gente al tempo del Covid]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.itvonline.news/?p=72243</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Anna Carmen Lo Calzo</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2021/10/31/beppe-e-il-lusso-del-tempo/">BEPPE E IL LUSSO DEL TEMPO</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="coll-umanita">
<p>Lo definiscono il guru, la leggenda, uno dei massimi esperti, un punto di riferimento imprescindibile per le più prestigiose marche di orologi di lusso a livello internazionale. Beppe Ambrosini, origini pugliesi e milanese di adozione, da 45 anni è un imprenditore e un manager esperto di uno degli oggetti dei desiderio più ambiti al mondo: l’orologio da polso.</p>
<p>In Italia è stato a capo di prestigiosi brand come Piaget, Corum, IWC, con incarico di Direttore Generale. A settembre ha concluso la sua carriera come dirigente del Gruppo Richemont e tutt’ora è membro del board della fondazione Laureus Italia, che si occupa di bambini provenienti da contesti periferici difficili tra Milano, Roma e Napoli, e della quale IWC è global partner. Delegato per l’Italia della Fondazione Haute Horologerie, ha recentemente fondato la Ambrosini Consulting Srl, che offre consulenze di altissimo livello nel mondo degli orologi.</p>
<p>Beppe ha trasformato la sua passione in professione e ha saputo conquistarsi reputazione, prestigio e internazionalità anche grazie alle sue doti relazionali e comunicative. Brillante, preparato, profondo conoscitore dei mercati e osservatore attento dei trend, oggi mi racconta cosa è cambiato in questi ultimi anni e in particolare cosa si osserva nel mondo degli orologi di lusso in tempo di pandemia.</p>
<p>“Mentre fino a qualche anno fa la spinta era la passione pura per gli oggetti e per i loro meccanismi, oggi i collezionisti non sono più necessariamente amatori o intenditori, ma anche investitori. La pandemia ha enfatizzato questa tendenza, al punto che oggi si parla di vera e propria corsa all’acquisto di orologi prestigiosi che non vengono sempre goduti o indossati, ma anche conservati gelosamente in cassaforte. Si è passati dall’acquisto passionale a quello razionale, nell’ottica dell’investimento puro, sia per i brand iconici come Rolex, Audemars Piguet, Patek Philippe, sia per marchi indipendenti come ad esempio Richard Mille. Per alcuni modelli i prezzi sono quadruplicati con punte ragguardevoli nell’ambito delle aste internazionali. Un esempio su tutti è il PP Nautilus 5711, quadrante verde, che ad un’asta di Antiquorum è stato venduto a 416.000 euro, dal prezzo di listino di 30.400 euro e dalla base d’asta di 50.000. Cina, Stati Uniti, Hong Kong e Giappone sono i mercati trainanti, l’Italia è al decimo posto. Anche il mercato del vintage gode di salute, ci sono modelli come il Santos di Cartier (il primo orologio da polso realizzato nel 1904) che raggiunge quotazioni altissime ed è contesissimo tra gli investitori. Il mercato del vintage è particolare, bisogna essere certi di rivolgersi a venditori seri e certificati, le truffe e le manipolazioni sono sempre in agguato”.</p>
<p>Chiedo a Beppe come vede il futuro di questo settore e di questi oggetti che misurano il tempo. Un lusso nel lusso, gli orologi ci ricordano che il tempo è un privilegio che scorre inesorabile. Allo stesso tempo, ci aiutano a fermarlo negli attimi in cui, attraverso la loro bellezza, i loro dettagli, il loro fascino, ci fanno sognare l’infinito.</p>
<p>“Esclusività, tradizione, marchi storici. I grandi investitori aumenteranno sempre di più. Questi oggetti rappresentano l’eccellenza, l’unicità, l’orologio di lusso è destinato a consolidarsi come bene da investimento. C’è grande richiesta di maestri orologiai e grande attenzione alla trasmissione delle competenze nella manifattura di precisione. Ciò rappresenta un messaggio importante per i giovani e mi auguro che le scuole di formazione di questi artigiani maestri d’eccellenza proseguano nella loro mission con progetti ambiziosi e nell’ottica della valorizzazione del capitale umano, che sta sempre alla base del successo di una marca”.<br class="autobr" />Caro Beppe, grazie per il tuo contributo.<br class="autobr" />Continua a farci sognare tra il lusso senza tempo.</p>
</div>
<div class="socialart clearfix"></div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2021/10/31/beppe-e-il-lusso-del-tempo/">BEPPE E IL LUSSO DEL TEMPO</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>EVITA CASSONI: ABDICARE E SOGNARE</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2021/10/24/evita-cassoni-abdicare-e-sognare/</link>
		<pubDate>Sun, 24 Oct 2021 08:26:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Carmen Lo Calzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie di gente al tempo del Covid]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.itvonline.news/?p=71803</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Anna Carmen Lo Calzo</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2021/10/24/evita-cassoni-abdicare-e-sognare/">EVITA CASSONI: ABDICARE E SOGNARE</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>All’indomani della fase acuta della pandemia, abbiamo definitivamente capito che la capacità di governo dell’uomo sulla natura non è altro che illusione. Abbiamo avuto la possibilità di immergerci nella “vasca della realtà`” e di riflettere sui tanti limiti, individuali e collettivi, che si contrappongono al culto dell’io, delle capacità singole, degli egoismi sempre in gara con le performance. La globalizzazione da virus ci ha imbrigliati in una fragilità fatta di incertezze, chiusure, pericoli e ci pone di fronte a macro temi di natura sociale, politica, economica e anche psicologica.</p>
<p>Evita Cassoni è un medico, specialista in pediatria preventiva e in psicoterapia, Presidente del Centro di Psicologia e Analisi Transazionale di Milano. Ha scritto un libro dal titolo “Futuro semplice. Libertà possibili per la ripresa” (Edizioni San Paolo”) che mi ha colpita per la profondità con la quale la psicoterapeuta affronta temi sui quali sono state dette e scritte tante cose, spesso banali e retoriche, spesso nell’ottica della “speculazione” e della pura necessità di esserci sempre e comunque.</p>
<p>A prescindere dalle considerazioni sulla necessità delle relazioni virtuali che si sono sostituite a quelle reali, sul cambiamento avvenuto nei riti quotidiani che vanno dal semplice saluto all’isolamento, sulla capacità di cambiare abitudini individuali e collettive, Evita Cassoni ci invita a un’analisi sofisticata da fare sui noi stessi.</p>
<p>Innanzitutto, cita il grande Fernando Pessoa e utilizza una metafora molto coinvolgente: quella dell’”abdicare”. Nella prima pagina del suo libro, la scrittrice riporta il seguente frammento:<br class="autobr" />“Siediti al sole. Abdica e sii re di stesso”.</p>
<p>Nel bel mezzo del chiasso sulla gestione della pandemia, delle persone, dei corpi e delle menti, Evita ci esorta a isolarci, ma in modo diverso rispetto al distanziamento sociale. Con questa immagine forte, incisiva, penetrante, di Pessoa, ci suggerisce di fermarci in raccoglimento. Un raccoglimento luminoso, al sole, con gli occhi chiusi, per raggiungere la profondità noi stessi. Siamo tutti invitati a “sospendere i contatti con il fare, il rispondere, il domandare”. Paradossalmente, veniamo presi per mano e portati verso la sospensione dal desiderio di controllo del mondo esterno per poter avvicinarci ad esso. La riflessione si spinge verso il significato di “libertà/ responsabilità di conoscere davvero noi stessi, attraverso un continuo e dinamico processo di ricerca, allo scopo di raggiungere un autentico cambiamento che si rifletta a livello sociale. In definitiva, un gesto nobile e di grande umiltà.</p>
<p>Conoscere la propria natura profonda è un dovere, così come fare amicizia con noi stessi. Nel rito di passaggio tra l’emergenza e la convivenza con la pandemia, la narrazione di noi stessi è essenziale a noi stessi e agli altri. Comunicare, esprimersi, partecipare al processo collettivo significa mettersi in gioco individualmente per poi indossare nuove vesti e sentirsi liberi di ritornare nel gruppo. L’aggiornamento che sta avvenendo in noi è un processo complesso che vale la pena di affrontare a viso scoperto, nonostante l’obbligo della mascherina. Sentiamoci liberi di ricercare, di riscoprire, dopo momenti di tanta paura, fatica, delusioni. Concentrarsi sul cambiamento individuale rappresenta il seme dell’evoluzione collettiva.</p>
<p>Ma ciò che maggiormente mi colpisce mentre proseguo nella lettura, sono le riflessioni su un tema a me molto caro: quello del sogno. “Chi studia i suoi sogni sta anche studiando le sue opere (…). Facendo sogni siamo tutti cineasti, poeti, scrittori. Raccontiamo favole, componiamo film, qualcuno compone musica, si esprime con poesie spontanee e così via”. Queste parole sul sogno, riportate nell’ultimo capitolo del libro, sono di Barrie Simmons. Uno stimolo ad una ulteriore presa di coscienza. Le creazioni della nostra mente sono anche esperienze concrete. La magia e il mistero della mente umana operano attraverso i sogni, necessari alla organizzazione del nostro mondo interno. I riferimenti alla psicanalisi e alla neurofisiologia sono tanti e molto interessanti. Parlare di sogni in tempo di pandemia ha un valore speciale e altrettanto speciale è l’associazione del sogno al concetto di liberta`.</p>
<p>Il futuro non guarda in faccia a nessuna pandemia. Ci attende inesorabile e dobbiamo essere accorti, responsabili, consapevoli, capaci di creare nuove magie, nuovi scambi, nuove visioni libere da illusioni e da quella sindrome di onnipotenza che sarebbe ora di accantonare per sempre.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2021/10/24/evita-cassoni-abdicare-e-sognare/">EVITA CASSONI: ABDICARE E SOGNARE</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>PAOLO E L’ARTE DI MASCHERARE</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2021/10/03/paolo-e-larte-di-mascherare/</link>
		<pubDate>Sat, 02 Oct 2021 22:26:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Carmen Lo Calzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie di gente al tempo del Covid]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.itvonline.news/?p=70411</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Anna Carmen Lo Calzo</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2021/10/03/paolo-e-larte-di-mascherare/">PAOLO E L’ARTE DI MASCHERARE</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="coll-umanita">
<p>A Milano non vincono solo la moda, la finanza e il design. L’arte è un altro settore che nutre il prestigio internazionale di questa città stoica, instancabile, invincibile, che in queste settimane sta dimostrando al mondo come ci si rialza anche durante una pandemia ancora in atto.</p>
<p>Nel cuore della città il quadrilatero della moda confina con il quartiere di Brera, luogo in cui gli artisti convivono con la movida e con i fortunati cittadini che abitano negli splendidi palazzi d’epoca tra corti, cortili e silenziosi giardini d’altri tempi. Percorro i vicoli e le strade del quartiere con la solita fretta metropolitana e ad un certo punto, in Via Brera, a pochi metri dall’Accademia, il mio sguardo intercetta una galleria che espone dipinti raffiguranti Manhattan. Skyline, strade, persone, pioggia e auto in coda, taxi, lampioni, department stores, Central Park, semafori, teatri e ristoranti che hanno fatto epoca. Tramonti, Empire State Building, baci rubati e ponte di Brooklyn, Twin Towers, fasci di luce che fanno sembrare le opere scatti fotografici. “Amazing!”, direbbe un newyorkese. Pazzesco! New York negli anni del dopoguerra e del boom, come la ricordiamo negli anni ’70, nei mitici anni ’80 e ’90, fino al 2001. E la Manhattan di oggi, quella che Paolo Paradiso, artista milanese contemporaneo, continua a raccontare lavorando, divertendosi, ispirandosi.</p>
<p>Il gallerista mi accoglie con un sorriso e rimane per qualche minuto seduto alla sua scrivania, lasciandomi alle emozioni che non riesco a trattenere. Rivivo giorni, colori, odori, percezioni che riaffiorano mentre mi immergo in quella Grande Mela che mi ha accolta in alcuni momenti speciali della mia vita, aiutata anche dalla musica jazz che aleggia nella sala dedicata alle opere di Paolo.</p>
<p>Scopro di essere entrata nella Galleria Ponte Rosso, una delle più prestigiose di Brera. Fondata nel 1958 come casa editrice, mira a promuovere la conoscenza della pittura italiana contemporanea nel settore figurativo, anche attraverso il “Premio Carlo Dalla Zorza”, del 1995 e dedicato ai giovani artisti italiani. Dal 1973 la galleria diretta all’epoca da Nando e Orlando Consonni, ha rimesso in luce le personalità, i valori, i percorsi che hanno segnato lo svolgimento della pittura dal primo novecento ad oggi nell’area territoriale lombardo veneta, e non solo. <br class="autobr" />L’atmosfera è di grande cordialità e Alessandro Consonni, oggi alla guida delle attività della galleria di famiglia insieme alla moglie, mi conduce per mano tra un quadro e l’altro, mi racconta la storia di Paolo, una storia che sento particolarmente vicina. Paolo, da sempre appassionato di pittura e di Edward Hopper, nel ‘78 aprì uno studio fotografico collaborando con riviste di moda e studi fotografici. Successivamente, si trasferì a Chicago, dove la pittura divenne la sua attività prevalente. Nel 2003 la sua produzione venne esposta alla Michael H. Lord Gallery. Nel 2004 Paolo tornò a Milano e vinse il “Premio di Pittura Carlo Dalla Zorza”. Oggi vive e lavora tra Milano, Parigi e Barcellona e, a differenza di molti altri artisti, non ha mai smesso di dipingere durante la pandemia e durante i lockdown. Si definisce “poeta delle ombre” quando ringrazia la fotografia in bianco e nero che gli ha fatto scoprire la magia della luce e rende omaggio alle “automobili grosse come barche, alle linee curve e al tripudio di luci e cromature” che lo hanno ispirato in molte delle sue opere.<br class="autobr" />Alessandro descrive il suo artista come un genio vivace, instancabile, pieno di ispirazioni e di motivazione, cosa che non ha mai perso anche quando il mondo si è spento sotto la minaccia del virus e a causa del primo lockdown. E mi racconta una storia bellissima.</p>
<p>“Nel marzo 2020, nei giorni in cui il terrore iniziava a dilagare in ogni angolo del pianeta” – racconta Alessandro – “Paolo dipingeva un quadro, che adesso è qui da me ma che abbiamo deciso di non esporre, che rappresenta una folla di persone assembrate durante un concerto a New York. Ironia della sorte, sono stati gli ultimi giorni della nostra vita senza le mascherine e senza l’obbligo di distanziamento sociale. Qualche giorno dopo, Alessandro si è immediatamente reso conto che la rappresentazione della folla, così com’era, senza maschere e senza distanziamento, non poteva più reggere ed essere realistica. E allora cosa ha fatto? Ha ripreso la tela e ha dipinto una mascherina su ogni singolo volto di quella folla in delirio al concerto”.</p>
<p>Vi assicuro che si tratta di una moltitudine di volti le cui dimensioni non sono proprio macro! La mia reazione è stata immediata. Non ho saputo resistere alla tentazione di chiedergli di farmi vedere il quadro. Alessandro e sua moglie sono andati nel retro della galleria e lo hanno portato in sala, entusiasti di mostrarmelo. “Amazing!” Bellissimo! Un’opera d’arte nell’opera d’arte, un’idea geniale! Quei visi sognanti, coinvolti, appassionati di musica e di vita, sono stati immortalati da Paolo nell’ultimo concerto dal vivo, prima del Grande Silenzio. Ma quella stessa folla che il giorno prima esultava sotto al palco di un concerto a Manhattan in totale spensieratezza e libertà, ignara di ciò che l’avrebbe travolta, si è trasformata in tempo reale in una folla mascherata, ammutolita. Non a caso l’espressione di quei visi è rimasta intatta, nonostante le bocche e le voci siano state coperte, e gli occhi hanno mantenuto la stessa carica emotiva. Le mani sono rimaste alzate e i corpi ancora assembrati sembrano volerci dire che l’unione fa la forza. E mi permetto di aggiungere che la nostra forza oggi, oltre alla maschera, è il vaccino. Se vogliamo tornare a gioire ai concerti dal vivo che sono ancora intrappolati nel Grande Silenzio.</p>
<p>Paolo e Alessandro mi hanno regalato un’emozione forte, non la dimenticherò. L’emergenza ha “aguzzato” il talento artistico, dal quale è scaturita un’opera d’arte che rimarrà un documento storico carico di significati e, sicuramente, unico nel suo genere.</p>
</div>
<div class="socialart clearfix"></div>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2021/10/03/paolo-e-larte-di-mascherare/">PAOLO E L’ARTE DI MASCHERARE</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>GIORGIO E IL TRIONFO DELLA BELLEZZA</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2021/09/26/giorgio-e-il-trionfo-della-bellezza/</link>
		<pubDate>Sat, 25 Sep 2021 22:50:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Carmen Lo Calzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie di gente al tempo del Covid]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.itvonline.news/?p=69971</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Anna Carmen Lo Calzo</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2021/09/26/giorgio-e-il-trionfo-della-bellezza/">GIORGIO E IL TRIONFO DELLA BELLEZZA</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Milano Fashion Week, Collezioni Primavera Estate 2022. Un piccolo esercito di modelle, make-up artist, stilisti, parrucchieri, influencer, fashion victims, attrici e attori, anima la città in questo inizio di autunno 2021 che fa fatica ad abbandonare il clima piacevole di fine estate.</p>
<p>In questo contesto vivace di rinascita e di energie positive, incontro Giorgio Astolfi, specialista di medicina estetica. Anche lui si prende cura del look e dell’immagine, ma lo fa da medico, a prescindere da mode e stravaganze. Giorgio è un medico noto e apprezzato a Milano, un professionista che dedica la vita lavorativa alla ricerca del meglio da offrire ai suoi pazienti in ambito “trattamenti estetici mininvasivi e correttivi”e che si occupa dell’alta formazione di colleghi in Italia e all’estero. Lo fa con passione, precisione, grande serietà. La pandemia ha provocato danni importanti alla sua attività: il primo lockdown del 2020 ha generato una perdita del 40% nei primi sei mesi, tre dipendenti su sei sono rimasti in cassa integrazione, i pazienti hanno interrotto i trattamenti e gli interventi per molte settimane.</p>
<p>Giorgio lo dichiara apertamente: “<em>Noi ci siamo attenuti rigorosamente alle normative e alle disposizioni di legge, quindi abbiamo chiuso. Ma c’è chi ha fatto entrare i pazienti dal retro</em>”. Una realtà piuttosto inquietante e non è la prima volta che ne sento parlare. Ma ciò che più sorprende è che nel 2021 la ripresa di questa attività ha superato ogni aspettativa: sono stati ampiamente superati i numeri del 2019, quando eravamo in pre-pandemia. Nello studio di Giorgio, come in quello di tanti altri suoi colleghi, negli ultimi mesi la domanda dei trattamenti estetici ha avuto un picco altissimo direttamente proporzionale alla ritrovata fiducia, alla voglia di riprendere a vivere e di concedersi qualcosa per sé, dopo mesi di lockdown. “<em>Donne e uomini hanno vissuto tensione, paura, rinunce, perdite e sofferenza. La medicina estetica, se messa al servizio dei pazienti con serietà e nel rispetto della deontologia, sta diventando uno strumento per migliorare la qualità della vita, per dare slancio, fiducia, per aumentare l’autostima. Prendersi cura si sé rappresenta uno stile di vita e concederselo può essere terapeutico anche in momenti come questo. Ecco perché le persone che fanno ricorso ai trattamenti mininvasivi stanno aumentando sempre di più. Il nostro ruolo è quello di correggere, valorizzare, perfezionare. Sono assolutamente contrario a interventi drastici, a modifiche innaturali dalle quali non si torna indietro. La tendenza è quella di rispettare le caratteristiche fisionomiche del paziente senza stravolgimenti ed eccessi. Il talento e il senso estetico fanno la differenza. Tutti possono imparare la tecnica, ma la sensibilità è un dono. La differenza tra un medico e un altro sta in questo talento “artistico” che, abbinato alla tecnica, può dare risultati straordinari</em>.”</p>
<p>La sala d’aspetto di Giorgio è un posto moderno e accogliente. Mi metto dei panni delle signore che tra poco entreranno nella “stanza magica”.  Sono donne di tutte le età, ciascuna di loro è lì per realizzare un desiderio: più bella, più sexy, più fresca, più proporzionata nei tratti del viso, più giovanile, più riposata. Giorgio sa quello che desiderano e soprattutto sa quello che deve fare. Oltre ad essere un “artista della bellezza”, è anche uno psicologo. Le persone si affidano a lui nella certezza di conquistarsi uno spazio di privacy dal quale uscire rigenerati, ma mai trasformati in maschere stereotipate, volgari, inespressive. Giorgio tratta anche gli uomini: manager, imprenditori, tutti coloro che desiderano una correzione nell’ottica della cura di sé e della propria persona a 360 gradi. Le sue pazienti sono modelle, manager, studentesse, imprenditrici, madri, mogli, femmine, donne che hanno il desiderio di ritrovare loro stesse attraverso la ricerca della bellezza e dell’armonia. Una seduta di medicina estetica può essere una vera e propria terapia dell’anima, una iniezione di endorfine, oltre che di prodotti che revitalizzano e modellano i tratti del viso.</p>
<p>Chiedo a Giorgio se c’è competizione tra medici estetici e chirurghi plastici:</p>
<p>“<em>Vent’anni fa, nel 60% dei casi, le richieste in ambito estetico si risolvevano con interventi chirurgici. I chirurghi estetici erano riluttanti nei confronti della medicina estetica. Oggi l’85% delle richieste riguardano i trattamenti estetici mininvasivi. La tendenza è quella di rispettare sempre di più l’anatomia e di non snaturare, di proporre interventi di classe. Il settore è in crescita, i giovani sono attratti dalla professione e la domanda è in aumento. Avvertimento da parte di chi, come me, svolge la professione aggiornandosi, studiando e dotandosi sempre di prodotti e materiali di alta gamma: attenzione, anche l’offerta, oltre alla domanda, sta crescendo. Cercate sempre professionisti che operano con prodotti di altissima qualità. Occhio alle offerte al ribasso di alcuni colleghi, non proprio preparati o ben informati su anatomia, fisiologia, tecniche e materiali idonei, che possono rischiare di commettere errori.”</em></p>
<p>Concludo l’incontro con Giorgio chiedendogli se nel suo settore esiste un divario tra Nord e Sud:</p>
<p>“<em>No, non esiste. Al Sud conosco ottimi colleghi e la domanda è in crescita come al Nord. Il gusto estetico, quello sì, è diverso. Per esempio, a Roma alcuni interventi sono meno “discreti” che Milano. Non è un giudizio, ogni latitudine esprime gusti diversi, esigenze diverse, culture diverse</em>.”</p>
<p>Il desiderio di sconfitta della pandemia, dimostrata attraverso l’adesione al vaccino, si è espresso anche attraverso la rivalsa della bellezza sulla paura. Ne siamo tutti molto felici.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2021/09/26/giorgio-e-il-trionfo-della-bellezza/">GIORGIO E IL TRIONFO DELLA BELLEZZA</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
		<item>
		<title>CAMILLO BREZZI E IL VIAGGIO NEI VIAGGI</title>
		<link>https://www.itvonline.news/2021/09/19/camillo-brezzi-e-il-viaggio-nei-viaggi/</link>
		<pubDate>Sun, 19 Sep 2021 06:11:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna Carmen Lo Calzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Storie di gente al tempo del Covid]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.itvonline.news/?p=69567</guid>
		<description><![CDATA[<p>di Anna Carmen Lo Calzo</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2021/09/19/camillo-brezzi-e-il-viaggio-nei-viaggi/">CAMILLO BREZZI E IL VIAGGIO NEI VIAGGI</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ad Arezzo c’è un luogo magico che ospita una sede dell’Università degli Studi di Siena: il Parco del Pionta. L’Università di Arezzo è uno dei luoghi più affascinanti e carichi di energia che io abbia mai frequentato. Quando vi giunsi, all’inizio degli anni 2000, fu amore a prima vista. Un luogo d’altri tempi che mi rapì e mi avvolse in una atmosfera di pace e di introspezione, nel quale si respirava aria di cultura a pieni polmoni. Rimasi colpita dalla bellezza del parco e dall’edificio centrale, la palazzina dell’Orologio. Scoprii che il Pionta originariamente era la sede dell’ex ospedale neuropsichiatrico aretino e che quella palazzina era diventata la sede del Preside di Facoltà. <br class="autobr" />È al Pionta che conobbi il Prof. Camillo Brezzi, ordinario di Storia Contemporanea, all’epoca Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, nonché Assessore alla Cultura al Comune di Arezzo. Nato a Roma, laureato in Scienze Politiche alla Sapienza, diventò Professore ordinario e successivamente Pro-Rettore dell’università di Siena.<br class="autobr" />Nonostante la sua autorevolezza accademica e istituzionale e quel senso di soggezione che incuteva, quando scoprii che era tifoso della Juventus, il prof. Brezzi per me divenne semplicemente Camillo. Ma non glielo dissi finché fui sua studentessa! <br class="autobr" />Frequentai i suoi corsi e mi appassionai alle lezioni che teneva insieme alla Prof. Patrizia Gabrielli, sua stimata collega. Grande carisma e molta passione, entrambi ci raccontavano la storia del nostro Paese e dell’Europa del ‘900 guardandoci negli occhi, coinvolgendoci e dandoci puntualmente stimoli e spunti di riflessione con seminari, proiezioni di film, incontri e confronti che ci arricchivano insieme a libri e manuali.</p>
<p>Al Pionta ci sentivamo dei privilegiati, le aule ospitavano un numero ideale di studenti, un vero paradiso per umanisti: storici, filosofi, archivisti, linguisti. Rimasi sorpresa dal numero di persone adulte frequentanti in rapporto al numero complessivo degli studenti.<br class="autobr" />Sono passati più di vent’anni, Camillo ed io non ci vediamo da molto tempo, ma non ci siamo mai persi. L’amicizia nacque quando lasciai l’università per tornare, ahimè, agli impegni “profani” del lavoro. Lui mi disse più volte di non mollare e di riprovarci, mi spronò con affetto e stima, lo fa tutt’ora, ma io non ce l’ho ancora fatta a prendermi la laurea. Il nostro compleanno cade nello stesso mese, a distanza di quattro giorni e lui, da vero gentleman, non si dimentica mai di farmi gli auguri.</p>
<p>Dal 2005 Camillo è il direttore scientifico della Fondazione Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano, archivio storico della “città del diario&#8221;, istituito nel 1991 e inserito nel Codice dei Beni Culturali dello Stato. Durante tutta la sua carriera, ha pubblicato numerosi testi storici e saggi e recentemente ho avuto l’onore di ricevere il suo ultimo libro pubblicato da “Il Mulino” intitolato “L’Ultimo viaggio. Dalle leggi razziste alla Shoah. La storiografia, le memorie”.</p>
<p>Camillo ha presentato questo libro a distanza di 20 anni da quando la data del “27 gennaio” è entrata nel calendario civile dell’Italia (dal 2005 anche in quello europeo) come il “Giorno della Memoria”. Il Prof. Brezzi ha dedicato impegno ed energie nei confronti di un tema forte come quello della Shoah, ha sentito il bisogno di riflettere sullo sterminio degli ebrei e ha voluto soffermarsi con grande sensibilità e accuratezza storiografica su un particolare dettaglio: quello del viaggio.</p>
<p>Il viaggio in treno, quello dei deportati condannati alla “soluzione finale”, è il fulcro della narrazione. Una dimensione molto particolare, una condizione umana tra le più atroci ed estreme che la Storia possa narrare, una discesa negli inferi della disumanità, che iniziò da quei maledetti convogli, raccontato attraverso le memorie dei sopravvissuti. Per la maggior parte di loro, il viaggio in treno verso il lager fu il viaggio del non ritorno. In realtà lo fu per tutti, anche per coloro che riuscirono a salvarsi. L’agonia, la disperazione, l’umiliazione e la denigrazione subìte, la totale follia vissuta da corpo e anima si sono tradotte per tutti, anche per chi è rimasto in vita, in una trasformazione senza ritorno.</p>
<p>Ho iniziato a leggere questo libro al mare, sotto l’ombrellone, ma dopo qualche pagina ho sentito la necessità di rifugiarmi in un altro posto, in un luogo appartato, degno dell’immersione nelle parole, nei racconti e nelle intime memorie di una simile tragedia umana. Ho provato il desiderio di comprendere, per quanto sia possibile, quella sospensione del tempo dalla quale è partita la dissoluzione e la deformazione di una parte dell’umanità.</p>
<p>Camillo ha compiuto un vero e proprio “viaggio nel viaggio”, anzi, nei viaggi e nelle anime di 7 persone del calibro di Primo Levi, Liliana Segre, le sorelle Bucci, Shlomo Venezia, Pietro Terracina, Sami Modiano.</p>
<p>Ho pensato che, nonostante il suo ruolo di storico “avvezzo” a navigare nel mare delle grandi tragedie umane, non deve essere stato facile per lui entrare ancora una volta nella Storia dell’Olocausto e delle sue vittime senza provare orrore e vergogna per la nostra nazione. <br class="autobr" />Nell’ “Ultimo viaggio” Camillo sottolinea che per l’Italia la tragedia e la discesa “nel cuore dell’inferno&#8221; ha inizio con le leggi razziali del 1938. Prima di intraprendere il viaggio verso i lager, le leggi razziali hanno spento l’interruttore della vita dei sette protagonisti che lui, con grande sensibilità, inserisce nel contesto storiografico attraverso le loro più intime memorie. Il “viaggio nel Viaggio” diventa “storia nella Storia”, un susseguirsi di ricordi, sensazioni, emozioni, contestualizzati e inseriti in un momento topico di quell’esperienza disumana: il viaggio della vergogna.</p>
<p>Sono rimasta colpita dalla prima pagina del volume, in cui il Prof. Brezzi si sofferma su una dichiarazione che, come lui sottolinea, è stata urlata e reiterata in coro in maniera piuttosto superficiale, seminando panico e terrore, da media e classe dirigente, allo scoppio della pandemia del Covid-19. “Siamo in guerra”.</p>
<p>Camillo si dichiara apertamente infastidito definendo “ignoranti” i giornalisti, gli imprenditori, gli intellettuali e i rappresentanti del popolo che, a sproposito, hanno paragonato la situazione della pandemia (come le limitazioni agli spostamenti e il lockdown) alle stragi, ai bombardamenti, alle distruzioni, alle deportazioni, al dramma collettivo della Seconda Guerra Mondiale. Con tutto il rispetto e la consapevolezza della tragicità della pandemia, mi sono soffermata a lungo su questa considerazione e sinceramente non ho potuto fare a meno di dargli ragione.</p>
<p>Da storico, da uomo, Camillo si chiede se sia stato necessario fare un paragone simile e se sia utile rispolverare la memoria a coloro che non sanno, o fanno finta di non sapere, o che sono incapaci di calibrare il peso degli eventi della Storia. Le testimonianze del viaggio sui vagoni da bestiame, le urla, la disperazione, l’umiliazione, la manipolazione, la condizione surreale dei deportati di Auschwitz e di Birkenau che Camillo sapientemente ricostruisce, rappresentano una pagina di vergogna senza eguali.</p>
<p>Caro Camillo, grazie per il tuo lavoro e per il contributo che continui a dare ai giovani e ai meno giovani come me. Per il tuo impegno passato, presente e futuro, per la ricerca accurata e la passione che metti nei tuoi studi. <br class="autobr" />Grazie anche per la simpatia e per l’affetto sincero che esprimi nei tuoi sms di buon compleanno!<br class="autobr" />Mi auguro che, finalmente, un giorno riusciremo ad andare insieme allo stadio a vedere la Juve!</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news/2021/09/19/camillo-brezzi-e-il-viaggio-nei-viaggi/">CAMILLO BREZZI E IL VIAGGIO NEI VIAGGI</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.itvonline.news">ITV Online - Irpinia TV Avellino</a>.</p>
]]></content:encoded>
			</item>
	</channel>
</rss>
