Recovery Plan, Di Iorio:”Occorre proposta condivisa”

Unità e condivisione nelle proposte per vincere la sfida e garantire all’Irpinia gli strumenti per lo sviluppo dei territori: Giuseppe Di iorio, rappresentante della giunta regionale nel direttivo Asi di Avellino, interviene sul Recovery Plan e sollecita la costituizione di una cabina di regia da cui venga una unica ipotesi. Quattro le linee di intervento su cui lavorare

 

Non c’è tempo da perdere e soprattutto è da trovare una condivisione di intenti sulla proposta da avanzare per lo sviluppo dell’Irpinia, il Recovery Plan può e deve essere una occasione realizzabile solo se le scelte saranno operate da una cabina di regia che ne avrà lungamente discusso e si sarà trovata una quadra. Non usa mezzi termini Giuseppe Di Iorio, profondo conoscitore della realtà irpina:bisogna aprire una sfida con Napoli sul terreno della validità dei progetti sul tavolo, altrimenti la provincia di Avellino non vedrà un euro. Il recovery plan è una una griglia larga, senza specifiche e cogenti scelte territoriali e/o progettuali. Questo può alimentare, in particolare nel Mezzogiorno, una conflittualità territoriale -dice il rappresentante della giunta regionale nell’Asi di Avellino – che indica 4 linee di intervento: acqua acquedotti e depurazione  ; aree industriali,  ZES,  e piattaforma logistica; Solofra – svolta Green  e progetto complessivo che abbia al centro “la bellezza della moda” come scelta strategica; le nostre comunità, la storia, i prodotti , il turismo dell’Irpinia.

Si parte da  progettazioni già esistenti, dunque, da riprendere e da aggiornare,  altre potrebbero essere annoverate  nelle “nuove progettazioni” .

Nel Piano Nazionale la una scadenza è il 2026  per cui anche le scelte da fare  richiedono cronoprogrammi precisi, step  intermedi, verifiche necessarie e trasparenza  di tutti i passaggi necessari

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