Prima picchiata, poi uccisa e bruciata: femminicidio brutale, così ha perso la vita Ylenia
Una 33enne di Pago Vallo Lauro, trasferitasi a San Paolo Bel Sito, è stata uccisa e poi bruciata nella casa in cui abitava. Un brutale femminicidio per il quale è stato associato al carcere di Poggioreale il presunto omicida, un 36enne del posto
E’ stata prima picchiata e poi bruciata all’interno della sua abitazione. Una fine orribile quella di Ylenia Lombardo, giovane madre di Pago Vallo Lauro. Il femminicidio è avvenuto in via Ferdinando Scala, nel cuore di San Paolo Bel Sito, piccolo comune del napoletano ai confini con il Vallo di Lauro, dove la giovane si era trasferita da più di un anno con la speranza di cambiare vita. Ma ha trovato la più atroce delle morti.
Per i carabinieri del comando di Nola non ci sono dubbi, si tratta di femminicidio: già durante la notte è stato fermato un 36enne del posto, Andrea Napolitano, sottoposto a custodia cautelare in carcere e detenuto presso la casa circondariale di Poggioreale per i gravi indizi a suo carico.
Ancora non sono chiare le motivazioni del gesto folle, probabilmente gelosia. L’uomo non era legato sentimentalmente alla ragazza, ma da qualche giorno si frequentavano. In paese raccontano che più che altro fosse lui a starle appresso. Il 36enne viene descritto come un ottima persona, seppur con qualche problema psichico, sostenuto da una famiglia presente. Ma che cosa lo abbia spinto a tanto ieri, per ora è ancora da ricostruire.
Quel che si sa di certo è che ieri, verso le 17.30, dall’abitazione della giovane proveniva un fumo denso, nerissimo. I residenti hanno dato subito l’allarme, sul posto i vigili del fuoco, il 118 e i carabinieri. Ma era ormai troppo tardi. Agghiacciante la scena che si sono trovati una volta varcata la porta dell’appartamento, completamente andato a fuoco: disteso a terra hanno trovato il cadavere della giovane semi carbonizzato. Il volto della 31enne era completamente tumefatto. Molto probabilmente la ragazza è stata dunque selvaggiamente picchiata, non si sa ancora se sia stata prima ammazzata e come, e poi bruciata, oppure se sia stata addirittura arsa viva. Davanti al portone dell’abitazione stamattina c’erano ancora abbondanti tracce di sangue, probabilmente frutto di una precedente colluttazione.
Le indagini sono proseguite fino a tarda notte, concluse con l’arresto del 36enne, che verrà sottoposto a interrogatorio di garanzia nelle prossime ore; non è ancora stata fissata l’autopsia sul cadavere di Ylenia per comprendere meglio la dinamica del suo brutale assassinio.
Dolore nella comunità di Pago Vallo Lauro dove la giovane ha vissuto fino all’anno scorso, ma sia lei che tutta la sua famiglia avevano poi lasciato il paese. L’ex marito in carcere, un figlio piccolo affidato ai genitori che vivono a Roma, Ylenia cercava a San Paolo Bel Sito un’occasione di riscatto, una nuova vita: è diventata invece la vittima di un crudele femminicidio
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