IL CORSIVO – Il caso Puglia e la doppia morale del Pd

Sembra che nemmeno ciò che sta accadendo a Bari sia sufficiente per mettere d’accordo le diverse anime (loro le chiamano più romanticamente “sensibilità”) del Partito Democratico. Sicché, mentre Elly Schlein – di nuovo nel ruolo della Dea Purificatrice, dopo l’attacco a capibastone e cacicchi della Campania – “ordina” al governatore pugliese di cambiare tutto anche nella sua giunta – da Pesaro arriva l’involontario (forse) controcanto di un altro dem di primo piano, il sindaco Matteo Ricci, già vicepresidente del Pd.
Intervistato dal Corriere della Sera, e con esplicito riferimento alla posizione rigida del leader 5 Stelle Conte, ha detto: “La mela marcia può essere dovunque, ma fare della vicenda pugliese una questione nazionale, magari per prendere lo 0,5 per cento in più alle Europee, è inaccettabile”. E ancora, sempre in riferimento all’intransigenza di Conte: “… Se le opposizioni faranno battaglie comuni e si presenteranno unite in Parlamento, poi si potrà anche competere tranquillamente alle Europee. Se invece da qui a quel voto pensiamo che si possa andare ognuno parlando male dell’altro e tutti parlando male del Pd, noi non ci stiamo. Non solo perché abbiamo il nostro orgoglio, ma perché non accettiamo che ci mettano i piedi in testa”.
Tutto chiaro? I piedi in testa al Pd, mai! Ma il fango (non solo la polvere) sotto il tappeto, vabbè: ogni tanto si può!
Se questa roba non è un maledetto equivoco della presunta “superiorità morale” ereditata dall’ex Pci, diteci voci quale altra favola si sta raccontando.

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