Centrale elettrochimica di Bisaccia, si oppongono i comitati civici di Di Biasi e Solazzo
"Fuori dalle pale" e "No eolico selvaggio" redigono osservazioni e rispondono all'istruttoria del Ministero. Scadono oggi i termini per la presentazione di motivi ostativi all'opera. "La centrale incrocia la Via Appia, dista 300 metri da un'abitazione e 600 metri da un nucleo abitativo"
Scadono oggi 11 novembre i termini per la presentazione delle opposizioni alla costruzione della centrale elettrochimica da 100 megawatt sul Formicoso nel comune di Bisaccia. Si pronunciano due comitati civici, “Fuori dalle pale” di Guardia e “No eolico selvaggio” di Bisaccia. Nel plico delle osservazioni inviate al Ministero dell’ambiente, i comitati sollevano che la centrale elettrochimica lambisce la Via Appia patrimonio dell’Unesco, sarà ubicata a 300 metri da un’abitazione, e a 600 metri da un nucleo abitativo, a cui interno è presente una chiesa evangelica. Come se non bastasse a poche centinaia di metri è presente uno smottamento franoso.
I due esponenti, Giuseppe Di Biasi e Michele Solazzo producono un documento di 17 pagine, per frenare l’avanzata della società che ha candidato il progetto di costruzione di un parco eolico costituito da 9 aerogeneratori in tutto, da realizzarsi nei comuni di Bisaccia e Andretta e delle relative opere di connessione, quindi la centrale elettrochimica e il cavidotto interrato che coinvolgerà nel passaggio Bisaccia, Andretta, Guardia Lombardi e Morra De Sanctis.
Tra le osservazioni non si cita soltanto l’intervento invasivo sul paesaggio, quanto le ricadute delle opere a danno della salute umana e dell’indebolimento complessivo dell’agricoltura costretta ad arretrare. Si allegano infine, le mappe cartografiche prodotte dal Ministero della Cultura sul passaggio della Via Appia Regina Viarum, a testimonianza della necessità di preservare l’area nell’ottica di una nuova valorizzazione che possa considerare il bacino di interesse archeologico.
Ad oggi, sullo stesso progetto, compare sul portale del Ministero una richiesta di integrazione dell’Arpa Campania, che chiede il campionamento dei terreni per accertare la non contaminazione e altre attività prima di procedere allo scavo. Infine, si attende un pronunciamento dei comuni interessati.
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