Piovono fondi pubblici per l’acqua in Campania mentre l’Irpinia resta a secco
Nonostante gli appelli e i viaggi della speranza a Roma, vengono accordati finanziamenti nel salernitano e nel sarnese-vesuviano per le reti idriche - oltre 400 milioni -, mentre Avellino aspetta e spera
Mentre la Regione e il Ministero delle Infrastrutture continuano a finanziare progetti per le reti idriche in Campania, l’Irpinia continuare a resta fuori. Eppure si era mossa per tempo quattro anni fa, quando il 10 ottobre 2022 la Provincia di Avellino inoltrò all’allora Ministero della Coesione il Contratto di Sviluppo denominato “Acqua, Bene Comune”, chiedendo quasi 400 milioni di euro per 53 progetti coordinati. Si trattava del primo grande programma mirato a riqualificare un lotto strategico di reti idriche, ma anche a realizzare collettori fognari, tra i quali quello intercomunale del Fenestrelle. Di quei finanziamenti preliminarmente accordati e poi smarriti nel conflitto consumato nei mesi successivi tra Governo e Regione sui fondi europei di Coesione, l’Irpinia ha perso le tracce. Eppure in questi quattro anni molto è cambiato: l’Irpinia è stata travolta dall’emergenza idrica più grave della sua storia, il gestore pubblico – l’Alto calore – è stato abilitato dalla Regione Campania ad operare e tanti sindaci del territorio hanno fatto la spola, ripetendo viaggi della speranza presso ministeri e commissariato straordinario nazionale per l’acqua, reiterando la richiesta di fondi per l’emergenza. Nessun passo avanti si è registrato anche dopo le richieste avanzate dall’Alto Calore nell’ambito del PNISSI, il Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza del Settore Idrico. I fondi arrivano ovunque, ma non ad Avellino. Proprio in queste ore sul salernitano e sul sarnese-vesuviano sono stati annunciati dal Ministero per le Infrastrutture e i Trasporti altri 400 milioni a copertura di sei progetti, finalizzati alla digitalizzazione e alla distrettualizzazione delle reti idriche. Intanto, l’Irpinia aspetta e spera.
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