Ariano, caso Lyme. Enrico pronto a partire per gli Usa

90.000 euro raccolti, grazie alla solidarietà irpina, per il giovane sulla sedia a rotelle in seguito ad una puntura di zecca. Il 17 novembre primo day hospital a New York nella clinica della Dottoressa Cooke

Quasi 90 mila euro per Enrico, una risposta straordinaria ottenuta grazie alla incredibile solidarietà irpina che consentirà al giovane arianese, costretto su una sedia a rotelle in seguito ad una puntura di zecca, di andarsi a curare negli Stati Uniti. E c’è già la data del primo day hospital, il 17 novembre alle 10.00 Enrico dovrà essere a Manhattan presso la clinica della dottoressa Claudia Cooke, esperta di fama internazionale di sindrome di Lyme. E’ già in moto la macchina organizzativa per il primo dei tanti viaggi negli usa che Enrico dovrà affrontare per poter ritornare a camminare. Una terapia che in Italia ed in Europa non è autorizzata. Un percorso lungo e molto costoso, la famiglia del 26enne da sola non avrebbe mai potuto sostenerlo. Una gara di solidarietà nata quasi per caso anche grazie ad alcuni servizi realizzati da ITV che hanno  portato alla luce il caso. A contattarci era stato proprio Enrico: le ambulanze e le auto per l’assistenza quotidiana di cui ha bisogno, non riuscivano più, a causa delle condizioni drastiche in cui versava la strada, a raggiungere la sua abitazione in località  Difesa Grande, estrema periferia del nord est arianese. Oggi la strada è stata resa abbastanza ma non proprio completamente, praticabile ma i riflettori sono ora puntati sulla salute di Enrico e sulla sua patologia; una storia  che ha commosso e mobilitato l’intera provincia. Il lieto fine di un caso simile registrato sempre ad Ariano anni fa ha spinto alcune persone a proporre alla famiglia Ceruolo di provare a seguire lo stesso percorso medico. Ad Enrico bisogna offrire una speranza. A novembre si parte: sono veramente contento ci ha scritto il giovane sulla chat di WhatsApp, stanotte non ho dormito per niente. Una gioia che Enrico vuole condividere con tutti coloro che stanno rendendo possibile il suo ritorno ad una vita normale.

 

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