Raccolta differenziata ad Avellino e in Irpinia non cresce. ORGR: fermi gli investimenti
L'Osservatorio presieduto da Enzo De Lucae ha certificato in sinergia con il Catasto Rifiuti Arpac i dati riferiti al 2025 nelle cinque città capoluogo, nelle province e negli ambiti ottimali
La raccolta differenziata in Campania è vicina a superare la soglia psicologica del 60 per cento, a quindici anni dalla fine di una emergenza ventennale. Lo dice l’Osservatorio presieduto da Enzo De Luca, che ha certificato in sinergia con il Catasto Rifiuti Arpac i dati riferiti al 2025 nelle cinque città capoluogo, nelle province e negli ambiti ottimali. La Campania ha ottenuto globalmente il 59,07 per cento, migliorando di un punto rispetto all’anno precedente, spinta dalla risalita dell’area metropolitana di Napoli, che risulta determinante per la performance complessiva sul territorio regionale, dove invece resta ferma l’Irpinia. Cresce dello 0,73% la raccolta nella città di Avellino, ora al 63,93 per cento, ma resta sostanzialmente invariato il dato di una provincia dove i soldi per i nuovi impianti di trattamento restano nel cassetto. Le ingenti risorse assegnate dalla Regione Campania in questi anni agli ATO per realizzare le infrastrutture – oltre 50 milioni – sono lontane dall’obiettivo. Commentando i dati, il Presidente dell’Osservatorio Enzo De Luca elogia la capacità dimostrata dalla struttura regionale di rilanciare il settore dei rifiuti in Campania, esprime fiducia nel nuovo governo Fico, ma punta l’indice contro l’inerzia sui territori dove oltre agli appalti degli impianti sono fermi anche gli affidamenti dei servizi.
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