Alto Calore vicina alla transazione con Heracomm: udienza finale a dicembre

L'Azienda dovrà ancora lavorare per evitare il fallimento, che potrebbe essere scongiurato prima di Natale

La società per azioni Alto Calore dovrà ancora lavorare qualche settimana per superare l’ultima e più ardua prova della sua storia ultraventennale, dopo la trasformazione del consorzio interprovinciale. Tornando in Tribunale ad Avellino per rispondere alla doppia istanza di fallimento, presentata dalla creditrice Heracomm – con il supporto della locale Procura -, l’azienda guidata da Alfonsina De Felice non ha ancora ottenuto il via libera alla transazione. L’udienza è stata aggiornata a dicembre, per dare tempo alla società di corso Europa e al creditore di revisionare le fatture e stilare l’intesa. “I conti sono tornati in ordine all’Alto Calore, che ha recuperato la capienza e la liquidità necessarie per poter riprogrammare nei prossimi mesi anche gli investimenti nelle infrastrutture”, ha spiegato in udienza la manager De Felice, ribadendo quanto riferito ai soci in assemblea poche settimane fa. Ma per ora il destino dell’Alto Calore, almeno formalmente, resta sospeso per un altro mese abbondante, anche se filtra dagli uffici un moderato ottimismo. Nel frattempo l’azienda sta governando un sistema idrico complesso, in gran parte obsoleto, dovendo rinunciare al 40% del suo fatturato, che per altri tre esercizi sarà assorbito dal rientro del debito.

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