Si ferma la raccolta dei rifiuti in Irpinia contro la privatizzazione: annunciato lo sciopero

“Stanno affossando un’azienda pubblica modello in Campania”, hanno dichiarato i sindacati nel corso di una conferenza stampa

Puntano l’indice contro Ato Rifiuti e Provincia di Avellino le rappresentanze sindacali provinciali, accusando i Comuni committenti di voler fermare nei fatti la società pubblica Irpiniambiente, che solo a parole difendono, agendo nell’indifferenza di una politica indolente o complice. Annunciando lo sciopero, che entro venti giorni fermerà in Irpinia per 24 ore la raccolta dei rifiuti, nella conferenza stampa tenuta ad Avellino hanno esibiti gli indizi, che hanno definito probanti. In primis il taglio unilaterale dei costi aziendali per 9 milioni di euro su 43 – che di fatto spalanca la porta ai licenziamenti -. Poi la querelle sui conti di Irpiniambiente sollevata in sede di ente d’ambito da chi, come sindaco, ha firmato una transazione con il proprio Comune proprio sui bilanci che all’ATO mette in discussione. Quindi, l’abitudine degli enti locali a trattenere il gettito della Tari, non pagando il gestore che svolge il servizio. “Stanno affossando un’azienda pubblica modello in Campania”, hanno dichiarato nel corso di una conferenza stampa UILTrasporti, Cisl, Cgil, Ugl e Fiadel, spiega Francesco Codella. Dietro l’angolo c’è la privatizzazione, dicono Michele Caso e Licia Morsa. Per Nunzio Marotta occorre ritrovare responsabilità in un settore esposto al rischio di infiltrazioni criminali.

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