Alto Calore in Tribunale ad Avellino per rispondere ad Hera: pronti a pagare

L'azienda è tornata in Tribunale per contestare l’istanza di fallimento: “L’Azienda è capiente e lo sta dimostrando”. I giudici si pronunceranno il 3 novembre

Si decideranno il 3 novembre prossimo le sorti dell’Alto Calore Servizi spa. I giudici hanno preso atto questa mattina della proposta avanzata dai legali dell’azienda alla multiservizi Hera Comm, che nei mesi scorsi ha depositato una istanza di fallimento per un credito che supererebbe gli 8 milioni di euro. Agli atti è stato depositato l’intero percorso di risanamento avviato dalla amministratrice unica Alfonsina De Felice, oggi supportata dal direttore generale Pasqualino Ruggiero. Alto Calore ha pagato la maxi rata da 2,5 milioni alla Regione Campania, ha rispettato gli impegni stabiliti dal piano concordatario, recuperando una liquidità nel primo semestre 2026 sufficiente a chiudere anche il conto con la Hera Comm, che ora dovrà decidere se accettare. “L’Azienda è capiente e lo sta dimostrando”, hanno scritto i legali di corso Europa nella relazione al creditore, ma anche alla Procura di Avellino, interessata a verificare la solvibilità del gestore idrico pubblico, alla luce degli approfondimenti eseguiti dalla Guardia di Finanza nei mesi successivi al concordato ottenuto nel 2024 dal Tribunale del capoluogo irpino. Dopo aver approvato in attivo per la prima volta da 25 anni il suo consuntivo, Alto Calore attende il disco verde per la definitiva uscita dal rischio di fallire, con la prospettiva concreta di liberarsi di una serie di oneri e vincoli che finora hanno tarpato le ali alla sua programmazione industriale.

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