IL CORSIVO – Decaro stana i cacicchi d’ogni specie

Elezioni regionali in Puglia. Antonio Decaro dixit:
“Ringrazio sinceramente Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli per le parole di stima che AVS mi ha rivolto in queste ore. Preciso che non è mia intenzione limitare il diritto costituzionale di ciascuno di candidarsi nel ruolo politico che ritiene più utile per la collettività.
Ma nessuno può negare a me il diritto di esprimere quali dovrebbero essere le condizioni per affrontare un lavoro così impegnativo per la Puglia. Non è una questione di veti specie con riguardo a persone alle quali mi lega un rapporto di stima e di affetto profondo e indiscutibile. Sono mesi, però, che dico che con gli ex presidenti della Regione seduti in consiglio regionale io non mi sentirei libero di lavorare in modo sereno al futuro della Puglia. E per non creare problemi alla coalizione progressista e ai partiti che la compongono fin dall’inizio ho detto che non sono né indispensabile, né tantomeno insostituibile. Se sbaglio, me ne assumo ogni responsabilità. Ma non posso cominciare questa complicata avventura senza essere chiaro con i pugliesi”.
Cosa dire? Il parlare di Decaro non è chiaro ma chiarissimo. E appare strano che Bonelli e Fratoianni – due anticacicchi di fede e professione – continuino ad insistere sulla candidatura al Consiglio regionale di Niki Vendola, persona perbene ma pur sempre un cacicco (nell’accezione di raccoglitore di voti) ancorché d’altri tempi.
Insomma, pare di capire che per l’affiatatissima coppia Avs i cacicchi si dividano in buoni e cattivi: quelli buoni stanno in Alleanza Verdi e Sinistra; i cattivi altrove e soprattutto nel Pd. Che poi, in certa misura, è la stessa tesi della Schlein, con la sola differenza che per la leader dem sono cacicchi soltanto quelli che non la votarono alle primarie Pd del 2022.
Ora, posto che per il M5S sono cacicchi, indistintamente, tutti i politici che non siano a immagine e somiglianza di Giuseppe Conte, la domanda nasce spontanea: è mai ipotizzabile che possa andar lontano una coalizione di campo largo che si alimenti d’un manicheismo così tanto a buon mercato?
Mistero della fede politica!

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