IL CORSIVO – GIORGIA MELONI “ANGELO” SUBITO
La notizia c’è. Di più: intorno ad essa è fiorito un “giallo”. Tra il serio e il faceto, si può parafrasare così: “Giorgia Meloni Angelo subito”.
La notizia. Roma centro, basilica di San Lorenzo in Lucina, quattro passi da Via dei Condotti, la strada dello shopping da sogno, ma anche da incubo se leggi i prezzi dei capi d’abbigliamento. Lì – nella bellissima chiesa monumentale, una delle più antiche nella storia della cristianità – di recente c’è stato un intervento di restauro all’interno del monumento funerario dedicato ad Umberto II di Savoia. Nel dipinto di uno dei due angeli che affiancano il busto marmoreo del sovrano è rappresentato un volto troppo somigliante a quello della Premier Giorgia Meloni per dubitare che si tratti proprio del suo viso.
Il “giallo”. L’interrogativo da sciogliere nasce spontaneo: si tratta d’un fenomeno – diciamo così – soprannaturale, d’uno scherzo del destino, del giusto contrappasso inflitto a chi ritiene che Giorgia sia una diavolessa da tenere a debita distanza, o magari, più semplicemente, d’una mano artistica amica che ha voluto abusivamente immortalare con largo anticipo la Premier nel Regno dei Cieli? Per ora, è mistero della fede, insomma un mistero di quelle parti lì.
Tuttavia, c’è chi vuole venirne a capo con chiarezza assoluta e subito. È il caso del ministro della Cultura, Alessandro Giuli. Il quale – attraverso il Soprintendente Speciale di Roma, Daniela Porro – ha disposto che venisse effettuato ieri stesso un sopralluogo per accertare la natura di quell’intervento e decidere il da farsi.
In men che non si dica, la disposizione di Giuli ha sortito i primi effetti. Il Vicariato ha scritto che la modifica del volto dell’angelo è una iniziativa del restauratore, Bruno Valentinetti, un volontario della parrocchia, nei tempi andati simpatizzante della Destra-Fiamma tricolore. La sua dichiarazione rilasciata ieri al Corsera è netta: “Chi dice che l’angelo assomiglia a Meloni? Ho fatto il restauro di quello che c’era 25 anni fa”.
Dal canto suo, la Premier ci scherza su attraverso un laconico post su Instagram: “No, decisamente non somiglio a un angelo”.
Il Rettore del Pantheon e della Basilica di San Lorenzo in Lucina, Monsignor Daniele Micheletti, ancora al Corsera di ieri, dice: “Sono andato a vedere stamattina il restauro; in effetti una certa somiglianza c’è, ma bisognerebbe chiedere al restauratore perché l’ha fatto così, io non lo so. Avevo chiesto di restaurare la cappella esattamente com’era. Ora non lo so se le fattezze del volto sono proprio quelle: lì l’angelo c’era e c’era in quel modo”.
Il “giallo” continua, mentre la Soprintendenza ha anticipato che sarà chiesto il ripristino del restauro se dalle verifiche non risulterà conforme all’opera originale. Se ne saprà di più domani con la riapertura degli uffici in cui sono custoditi i materiali d’archivio. “Il confronto – ha voluto precisare la Soprintendenza – servirà a stabilire, non tanto a chi assomiglia il restauro dell’angelo, ma se sono state fatte delle variazioni, posto che il restauratore avrebbe dovuto riprendere le linee dell’originario”.
In attesa del responso finale, scommettiamo tra il serio e faceto, invero più faceto che serio, che Elly Schlein, o per lei Matteo Renzi, insomma uno dei due la butterà in caciara politica? Scommettiamo che o l’una o l’altro – nel clima incandescente del Referendum Giustizia prossimo venturo -, chiederà a qualche Pm disponibile l’incriminazione della Premier per appropriazione indebita delle fattezze facciali d’un angelo? Oppure, in alternativa, chiederà al Vaticano di sottoporre la Premier a un rigoroso esorcismo per tirarle fuori il diavolo travisato da angelo che si porta in corpo da quando ha varcato la soglia di Palazzo Chigi
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