IL CORSIVO – LE RICCHEZZE D I PUTIN E QUEL MILIONE E MEZZO DI MORTI
La notizia è sul Corsera on line di ieri, primo gennaio 2026, a firma della Redazione Esteri. La fonte espressamente citata è un dossier del team di Aleksei Navalny, l’oppositore di Putin morto in un carcere siberiano nel febbraio del 2024.
Senza entrare nei dettagli, l’essenza dei fatti è tutta racchiusa nelle dieci righe iniziali. Ve le proponiamo alla lettera, poi la nostra chiosa. Eccole.
“Una villa da sogno, abbarbicata su una scogliera della Crimea a picco sul mar d’Azov, pochi chilometri a sud di Sebastopoli. Un palazzo da oltre cento milioni di euro il cui proprietario sarebbe Vladimir Putin. …La residenza principale misura 9 mila metri quadri, mentre un secondo edificio, più vicino al mare, sfiora i 5 mila metri quadri. Dalle foto satellitari si vedono un molo privato e una spiaggia artificiale di sabbia bianca, più in alto c’è un eliporto. Per quanto riguarda gli interni, il team di Navalny sostiene che sono sontuosi anche per gli standard del presidente russo: due camere matrimoniali padronali, che misurano 240 metri quadri l’una, ciascuna con bagno privato di 50 metri quadri. Bagni che sono un trionfo d’oro… L’altra chicca è l’ospedale privato, con sala operatoria dotata delle migliori attrezzature tedesche e finlandesi, studio dentistico, macchine a ultrasuoni e la tanto amata criocamera… Ancora secondo il team di Navanly, il tutto sarebbe stato finanziato dalla cricca di oligarchi vicina allo zar, la stessa che avrebbe sostenuto i costi delle altre residenze da nababbo dell’uomo del Cremlino…”.
Cosa dire? Innanzitutto è indispensabile una premessa: il Corriere della Sera è il quotidiano più autorevole e diffuso in Italia, è tra i primi in Europa per prestigio, attendibilità, pluralismo e stile informativo completo. Insomma, non gioca con la “notizia”: la pubblicazione di “indiscrezioni” è preventivamente filtrata da analisi e verifiche rigorosissime.
Tanto premesso, non sorprende che Putin sia un ricchissimo comunista, circostanza che intanto mal si concilia con lo status ideologico ed economico del “comunista” teorizzato e descritto dai grandi Pensatori di questa dottrina politica, a cominciare da Marx ed Engels. Delle ricchezze di Putin – paradigmatiche più di vizi materiali che di virtuose idealità – si parla e si scrive da tempo: insomma, nessuna novità su questo fronte.
La riflessione sulla “villa da sogno” dello zar, peraltro non l’unica, andrebbe piuttosto fatta su un altro “fronte”, quello della guerra in Ucraina, un conflitto senza razionale motivo, ma con la certezza d’una irrazionale ossessione imperialista, deciso e ancora sostenuto da Putin dopo quattro anni dall’invasione. Si tratta d’una riflessione perdippiù liquidabile in due righe: il comunista Putin che asseconda la sua vita da nababbo è lo stesso Putin che la vita altrui l’ha fatta perdere, fino ad ora, ad oltre un milione e mezzo di persone tra soldati e civili, due terzi dei quali, ovvero circa un milione, paradossalmente, sono soldati russi.
Non trovate pazzesco, letteralmente assurdo, tutto questo? E non è ancora più assurdo – a parte Trump e i suoi amici oligarchi affaristi – che ci siano in Italia politici, giornalisti, intellettuali o pseudo-tali che ancora inneggiano a Putin, ancora giustificano Putin, ancora gli lavano e baciano i piedi, e poco ci manca che addirittura lo vogliano santo subito, mentre lui, lo zar, ringalluzzito dalle coperture del Presidente Usa, alza strumentalmente il prezzo della Pace, dalla Bielorussia punta i missili contro i Paesi europei, minaccia attacchi nucleari? Se non è follia questa – di certi nostri connazionali – la spiegazione può essere soltanto una: interesse, sporco, inconfessabile interesse
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