IL CORSIVO – LA STRAGE DI CRANS-MONTANA: GIUSTIZIA E NUOVE NORME SUBITO
Dai grandi quotidiani ai Tg nazionali abbiamo appreso tutto quanto c’era (fino a ieri sera) da sapere sulla tragedia di Crans-Montana. 47 morti, 119 feriti, un numero consistente di vittime non ancora identificate: una sciagura immane, una strage che conta soprattutto ragazze e ragazzi in età adolescenziale.
Grandi quotidiani e Tg nazionali ci hanno raccontato, con inevitabile partecipazione emotiva, l’inferno esploso nel locale Le Constellation: attimo per attimo, sequenza per sequenza, abbiamo letto e mentalmente “osservato” le immagini agghiaccianti di quelle giovani torce umane combattere disperatamente contro la morte per non farsi sopraffare. In tanti, troppi, non ci sono riusciti; i sopravvissuti hanno riportato ustioni gravissime o gravi, dalle quali si spera tutti riusciranno a guarire. Forse non sarà altrettanto probabile risanare le ferite che hanno lacerato le anime di tanti incolpevoli ragazzi.
Le colpe. Abbiamo appreso dai media la prima dichiarazione rilasciata dal governatore della Lombardia, Fontana. Ha detto, molto opportunamente: “È incredibile quello che è accaduto. Una cosa assolutamente inaccettabile e che ci deve far riflettere molto”.
Abbiamo appreso le parole anche di chi ha già riflettuto. È il caso dell’ambasciatore italiano in Svizzera, Cornado. Del locale della strage ha detto: ”Un seminterrato con una sola e insufficiente uscita. La discoteca era fuorilegge”.
E abbiamo ascoltato dai Tg la procuratrice generale del Canton Vallese, Beatrice Pilloud: “Aperta un’inchiesta per incendio e omicidio colposo e lesioni”.
Il punto è qui. Dopo il dolore, le lacrime e la solidarietà, deve esserci necessariamente, e subito, il tempo della giustizia: non solo e non tanto per punire chi non ha agito secondo legge, quant’anche e soprattutto per provvedimenti legislativi e controlli appropriati, nello Stato di competenza e altrove, finalizzati a evitare che altri innocenti possano diventare vittime di imprenditori senza scrupoli che eludono le norme di sicurezza per guadagnare – illegalmente – più di quanto già in abbondanza guadagnano
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