IL CORSIVO – DONALD TRUMP E I TEST COGNITIVI SUPERATI AL 100%
Dal Corsera on line dell’altro ieri, “pezzo” di Monica Ricci Sargentini.
“Dopo aver rivelato al Wall Street Journal di star assumendo più aspirina di quanto raccomandino i medici, Donald Trump si difende dalle accuse di non seguire le raccomandazioni dei dottori e replica per le rime sul social Truth: “I medici della Casa Bianca hanno appena confermato che sono in perfetta salute e che ho superato a pieni voti, ovvero ho risposto correttamente al 100% delle domande, per la terza volta consecutiva, un test cognitivo al quale nessun altro presidente o vice presidente si è mai sottoposto. Credo fermamente che chiunque si candidi alla presidenza o alla vice presidenza dovrebbe essere obbligato a sottoporsi a un test cognitivo rigoroso e affidabile. Il nostro grande Paese non può essere governato da persone stupide o incompetenti”.
Cosa dire? Il Presidente degli Stati Uniti ha ragione e tanto più. Chiunque si candidi alla guida di un grande, anzi grandissimo Paese come gli States, dovrebbe sottoporsi – non una tantum, ma almeno una volta al mese – a test cognitivi decisamente severi e preferibilmente, ci consentiamo di aggiungere, anche a test psichiatrici.
Di più e di meglio: il massimo di rigore – si perdoni l’andreottiana diffidenza – dovrebbe essere garantita da una commissione medica, non della Casa Bianca, ma di altri Paesi del mondo. L’ideale sarebbe poter disporre di specialisti, oltre che del Venezuela, di Somalia, Iran e Siria: ossia – doveroso omaggio alla cronaca – dei Paesi che Trump – lui che ambisce al Nobel della Pace – ha già militarmente attaccato, non pare per ragioni alte e nobili, in questo primo e brevissimo scorcio del suo secondo mandato di presidente Usa.
P.S.: Scusate il momentaneo vuoto di memoria. Nella commissione di specialisti esterni, psichiatri compresi, non dovrebbero naturalmente mancare medici ucraini di fascia eccellente. Chi meglio di loro, grazie alla fitta esperienza concreta vissuta, potrebbe testare il reale livello cognitivo dei candidati alla presidenza (e vicepresidenza) degli Stati Uniti d’America?”.
I commenti sono chiusi.