IL CORSIVO – LA TRAGEDIA DI CRANS MONTANA E LE PAROLE “SENZ’ ANIMA” DEL SINDACO

La tragedia di Crans Montana letta alla luce della dichiarazione sconcertante resa dal sindaco Nicolas Feraud. È la seguente: “I controlli periodici non sono stati effettuati tra il 2020 e il 2025. Il Consiglio comunale ha preso atto di questo fatto consultando i documenti consegnati al pubblico ministero lo scorso fine settimana. Ce ne rammarichiamo profondamente. Sarà la giustizia a stabilire l’influenza che tale mancanza ha avuto nella catena causale che ha portato al dramma. Ci assumeremo tutta la responsabilità che la giustizia determinerà”.

Cosa dire? Certo che se ne occuperà la giustizia: farà il suo corso, di sicuro in modo rigoroso, e sarà accertata la sussistenza o meno della responsabilità di omesso controllo sulla sicurezza del locale, e quanto abbia inciso l’eventuale omissione sulla portata distruttiva della tragedia.

Tuttavia, a prescindere dal profilo penale della catastrofe, il giudizio squisitamente etico e morale circa il comportamento del Comune si legge – inequivocabile – già nelle parole stesse del sindaco: fermarsi al “rammarico”, ancorché profondo, di fronte a tanti morti e tantissimi feriti, è un po’ come lavarsi pilatescamente le mani del sangue di quegli innocenti. Avessero avuto la sensibilità di dimettersi, gli amministratori locali, si sarebbe già dato un segnale di sincero rispetto per le vittime e i loro familiari. Si sono invece limitati a prendere laconicamente atto dei “controlli non effettuati tra il 2020 e il 2025”. Nessun accenno al “senso di colpa” – una parola, una sola – capace di trasmettere e nobilitare l’emozione del pentimento

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