IL CORSIVO – LA TRAGEDIA DI CRANS MONTANA E QUELLE PAROLE DI JESSICA MORETTI

La strage di Capodanno a Crans Montana, bar-discoteca Le Constellation andato in fiamme: 40 morti, la maggior parte ragazzi, 116 feriti, non pochi molto gravi.

Ieri, dopo un interrogatorio durato oltre sei ore, sono stati arrestati i titolari del locale, i coniugi Jacques e Jessica Moretti. Lui è finito in carcere, lei ai domiciliari per poter accudire il figlio in tenera età. Sono accusati di omicidio, lesioni e incendio colposi. La procuratrice di Sion che guida l’inchiesta, Beatrice Pilloud, ha deciso i provvedimenti restrittivi invocando un potenziale pericolo di fuga.

Chiaramente, si è ancora allo stato di ipotesi di reati, anche se la ricostruzione della tragedia ha già fornito elementi di colpevolezza abbastanza solidi. Non pare, infatti, ci siano dubbi fondatamente contestabili sulla inosservanza delle più elementari norme di sicurezza. Tuttavia, bisognerà attendere l’esito del processo per avere il quadro completo della verità giudiziaria. Intanto – almeno sul piano morale – fa comunque specie quanto ha dichiarato la signora Jessica all’uscita dagli uffici della Procura accompagnata dai suoi legali. In lacrime, ha detto: “Il mio pensiero costante è per le vittime. È una tragedia inimmaginabile, che non avrei mai potuto immaginare, ed è successa proprio nel nostro locale. Per questo voglio scusarmi”.

Sarebbe indegno da parte di chicchessia dubitare del dolore sincero della signora Jessica dinanzi ad una strage che ha portato via la vita a 40 persone. Altrettanto raccapricciante, tuttavia, è sostenere di non aver mai potuto immaginare una tragedia del genere. Ci perdonerà la contitolare de “Le Constellation”, ma si deve avere una immaginazione praticamente prossima allo zero se – perdonate il bisticcio – non si riesce ad immaginare cosa può accadere se va a fuoco un locale privo delle più elementari norme di sicurezza e strapieno di ragazzi. Il silenzio, assieme alle lacrime, sarebbe stato un gesto decisamente alto e nobile

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