IL CORSIVO – GIORGIA MELONI, TRUMP E “NATALE A CASA CUPIELLO”
Va opportunamente ripreso – e commentato – un passaggio della conferenza stampa d’inizio anno della Premier Giorgia Meloni. È il seguente.
“Con Trump su molte cose non sono d’accordo. Il Diritto internazionale, ad esempio, va difeso: quando saltano le regole siamo tutti più esposti. Quando non sono d’accordo lo dico a lui, non ho difficoltà. Non ho capito cosa si stia chiedendo quando si dice che l’Italia deve prendere le distanze dagli Usa. Questa è geopolitica. La politica estera italiana è quella che Sergio Mattarella ci ha ricordato pochi giorni fa. Alleanza Atlantica e Europa, partner europei e atlantici. È il nostro ambito di appartenenza”.
Cosa dire? Il discorso che fa la Premier fila come l’olio. Salvo un punto: il fatto di non capire cosa si voglia quando si chiede che l’Italia prenda le distanze dagli Usa.
Come fa la Premier a non capire? Significa che se non si è d’accordo che Trump metta il Diritto internazionale sotto i piedi, come in effetti ha fatto con il Venezuela e come ha minacciato di fare con la Groenlandia e con Cuba, si prendono pubblicamente le distanze dagli Usa. Se la Premier – com’ella stessa conferma – se la cava dicendolo in privato al Presidente Usa, non serve assolutamente a niente.
Invero, proprio perché si tratta di geopolitica, la presa di distanza dell’Italia dagli Usa va “gridata” in pubblico, opportunamente con la voce dell’inquilina di Palazzo Chigi; non sussurrata nell’orecchio di Trump. Una presa di posizione del genere, consumata nel modo “confidenziale” proposto dalla Premier a Trump, somiglia più a un gentile consiglio su come cucinare la Carbonara, squisitissimo piatto tipico romano, magari in variante “Garbatella”. Oppure, se si preferisce la Grande Commedia d’autore napoletana – Eduardo, per il dire il meglio – significa limitarsi a parafrasare e doppiare Tommasino del “Natale a casa Cupiello” balbettando: “Caro Donald, ‘o presebbio tuio nun me piace, nun me piace e basta!”.
O no?
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