IL CORSIVO – LE ARMI A KIEV E LA “COERENZA” DI SALVINI
Dal Corsera on line di ieri pomeriggio.
“Trenta minuti per un Consiglio dei ministri lampo: all’ordine del giorno il decreto che proroga gli aiuti per il 2026 all’Ucraina. Un argomento molto dibattuto in queste settimane dalla maggioranza che sostiene il governo Meloni. Alla riunione di Palazzo Chigi era assente Matteo Salvini, leader della Lega e vicepremier. Con il dl Ucraina termina dunque un balletto su aiuti militari sì, aiuti militari no. Alla fine il provvedimento continuerà ad aiutare Kiev a difendersi. E quindi gli aiuti non saranno solo civili, ma anche militari, al di là della guerra delle parole di questi ultimi giorni”.
Cosa dire? Essenzialmente due cose. La prima. Il provvedimento è in perfetta sintonia con quanto coerentemente ha sempre sostenuto il Presidente Mattarella fin dal giorno dell’invasione di uno Stato sovrano da parte di Putin: l’invasore va condannato, lo Stato invaso va aiutato.
La seconda cosa è che va riconosciuta grande coerenza – ancorché tutt’altro che esemplare nel merito – anche al leader della Lega, Matteo Salvini. Il vicepremier, infatti, non si è mai schierato a difesa dell’Ucraina; piuttosto ha indossato felice e contento le magliette con la faccia di Putin tracimante… “pace”. Presto detto in cosa sia consistita ancora una volta la sua coerenza: al Consiglio dei ministri lampo di ieri pomeriggio – lo stesso che ha varato il provvedimento di aiuti militari a Kiev – Salvini, senza alcuna sorpresa, era prevedibilmente assente
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