IL CORSIVO – SE SCHLEIN, ESAGERANDO, DIVENTA “SINISTRA”
Ieri alla Camera, con 216 voti a favore, 126 contro e 3 astensioni, è stata approvata la legge di Bilancio, la quarta del governo Meloni, stavolta blindata dalla fiducia.
Da che mondo è mondo, si può sempre fare, almeno in teoria, una cosa migliore di quella che si fa. Tuttavia, altro è dire, altro fare. La manovra in questione ha avuto un percorso tortuoso, ha evidenziato contrasti e contraddizioni all’interno della stessa maggioranza, circostanza invero niente affatto nuova nella nostra storia repubblicana. Epperò non possono essere sottovalutate le oggettive difficoltà cui questo governo sta cercando di far fronte per motivi interni, ma soprattutto per l’attuale congiuntura non proprio paradisiaca della geopolitica internazionale.
Sicchè fa specie, in questa cornice, ascoltare la leader del Partito Democratico, Elly Schlein, dire che la manovra appena approvata “aiuta i ricchi”. Stavolta la segretaria Pd è riuscita a far tracimare perfino la sua radicalità già sovrabbondante. Se continua così, finirà con l’apparire non più come una politica che dice cose “di sinistra”, ma semplicemente come una politica “sinistra”. Il che, notoriamente, non porta bene
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