IL CORSIVO LA TRAGEDIA DI CRANS MONTANA E LA VICESINDACA CLIVAZ
Ancora una breve, doverosissima nota-commento sulla tragedia di Crans Montana (necessario ripeterlo: 40 morti, 116 feriti, molti dei quali versano in condizioni gravi, omissioni colpevoli e assurde nella sicurezza del bar-discoteca Le Constellation e nei controlli di totale competenza del Comune).
Ancora una nota per dire, essenzialmente, che i vertici amministrativi dell’ormai famigerato Municipio svizzero non finiscono mai di sorprendere.
Dopo il sindaco – che con fredda nonchalance aveva dichiarato che dal 2020 al 2025 non erano stati fatti controlli sulla sicurezza del locale incriminato, ieri ha parlato la vicesindaca, Nicole Bonvin Clivaz.
Alle insistenti richieste di dimissioni – giunte da più versanti istituzionali e politici, oltre che da diversi familiari di tantissime vittime innocenti – l’amministratrice ha replicato così: “… Non ci sono scuse per non aver chiesto subito scusa, ma oggi dobbiamo farlo: siamo con le famiglie, siamo con le vittime, con queste persone che soffrono”. Ha aggiunto: “Sui controlli c’è stata una mancanza, non li abbiamo fatti e ammettiamo di non averli fatti e ci prendiamo la responsabilità per questa mancanza ma sarà l’inchiesta a dirlo, adesso non abbiamo ancora le vere risposte”. Infine, e ci siamo, ha aggiunto: “Per ora non si pone la questione delle dimissioni”.
Tutto chiaro? Ci è o ci fa la Signora vicesindaca? Ammette tutto. Chiama semplicemente “mancanza” una omissione gravissima, senza forse rendersi conto che se Lorsignori non avessero omesso oggi non staremmo a contare 40 morti e 116 ustionati. Dichiara di essere con le famiglie delle vittime e dalla parte delle vittime, epperò “per ora non si pone la questione delle dimissioni”. Ma se non ora, Signora vicensindaca, quando? Cos’altro deve accadere, da quelle parti, per mollare la poltrona?
Tuttavia, in questo caso – dolorosissimo quanto raccapricciante – non si comprende nemmeno il comportamento degli inquirenti. Gli arresti dei due titolari del locale arrivano dopo otto giorni dalla tragedia, e ad oggi non risultano ancora indagati i vertici dell’amministrazione comunale di Crans Montana. È questa la normalità della giustizia svizzera, o si tratta soltanto di una casualissima eccezione
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