Un misuratore dell’acqua che dalle sorgenti irpine va alla Campania e alla Puglia
Costerà meno di 300mila euro, eppure c’è voluto oltre un secolo dai primi prelievi idrici a Cassano Irpino e Montella
Sembra incredibile, eppure dal completamento della galleria di valico a Caposele nel 1914 ad oggi – oltre un secolo dall’avvio dei trasferimenti idrici in Puglia – non esiste un sistema in grado di garantire una corretta misurazione delle portate dalle sorgenti di Cassano Irpino. Il problema non è stato mai posto, vista l’abbondanza d’acqua – che il gruppo sorgentizio alimentato dal vasto bacino idrogeologico dei Monti Picentini – aveva garantito fino a una ventina d’anni fa. Ma ora che le falde sono state indebolite dai mutamenti climatici, ma anche dall’incuria dell’uomo, la Regione Campania ha compreso l’urgenza di monitorare ogni goccia che dalle Sorgenti Pollentina, Peschiera, Acqua del Prete e Bagno della Regina viene raccolta e immessa nell’Acquedotto della Normalizzazione, per la distribuzione in Campania attraverso l’Alto Calore Servizi ed extraregionale con l’Acquedotto Pugliese, che è anche co gestore degli impianti.
Dopo essere subentrato all’Alto Calore nella responsabilità di amministrare le sorgenti, ’Ente Idrico Campano ha finanziato direttamente un’opera preziosa benché scarsamente onerosa. Costerà meno di 300mila euro il misuratore dell’acqua diretta in Puglia, in Irpinia e nel Sannio. L’investimento della Campania è un traguardo storico alla portata dopo oltre un secolo, ma è ancora nella fase di progettazione. In attesa che la Regione e il Ministero competente accordino all’Alto Calore – anche per tramite dei Comuni e della Provincia di Avellino – le risorse richieste per risanare una rete distributiva in gran parte obsoleta in Irpinia e nel Sannio, il misuratore contribuirà a misurare il consumo reale.
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