IL CORSIVO – GIORGIA MELONI A “CHIGI” PER ALMENO UN VENTENNIO
La Legge di Bilancio è stata approvata ieri dal Senato. Il voto finale ala Camera è stato calendarizzato per il 30 dicembre.
Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, principale protagonista della manovra, ha dichiarato: “Quello che vorrei sottolineare è che siamo intervenuti su questioni che sembravano quasi impossibili. La tassazione solo al 5% degli aumenti contrattuali era qualcosa che veniva chiesto da sempre dai sindacati e l’abbiamo fatto per i lavoratori dipendenti con redditi più bassi. La tassazione all’1% dei salari di produttività credo anche che sia sintomatica della direzione verso cui si deve andare. Quindi davvero un bilancio positivo che dimostra ancora una volta come tutto il governo sostiene questa linea che abbiamo impostato tre anni fa”.
Al termine delle dichiarazioni di voto sulla manovra, dopo aver protestato in aula, i senatori del Pd hanno esposto cartelli con la scritta “Voltafaccia Meloni”.
Cosa dire? Strano il Partito Democratico di Elly Schlein: la maggioranza litiga al suo interno, come fisiologicamente avviene in tutte le maggioranze dei regimi democratici, e il Pd sale in cattedra e attacca; la maggioranza si ricompone – dopo le liti – e il Pd attacca di nuovo per la ragione opposta, ovvero perché non s’è aperta la crisi di governo che sperava.
Ad immagine e somiglianza del Pd, ancora in questa circostanza, è apparsa la postura delle altre forze politiche del “campo” in vari modi definito, giusto per caratterizzarne la confusione. Sicché, in prospettiva, non è difficile indovinare che se le minoranze parlamentari a guida Schlein-Conte-Borrelli-Fratoianni-Magi-Renzi-Calenda, continuano così, ossia con questo stucchevole esercizio di opposizione “per” l’opposizione, Giorgia Meloni resterà a Palazzo Chigi per un ventennio. E tanto – vale ripeterlo fino alla noia – nonostante Salvini.
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