IL CORSIVO – JULIO IGLESIAS E QUEL GIALLO SESSUALE

Il corsivo di oggi è volontariamente brevissimo per non far diluire nel rischio della retorica l’essenza etica e morale del fatto di cronaca.

Riprendiamo pari pari le prime dieci righe del pezzo pubblicato ieri pomeriggio sul Corsera on line a firma di Federica Maccotta. Eccole.

“Due donne che hanno lavorato per Julio Iglesias hanno denunciato il cantante per tratta di esseri umani e violenza sessuale. I fatti risalirebbero al periodo compreso tra gennaio e ottobre 2021 e si sarebbero svolti nelle residenze di Iglesias nella Repubblica Dominicana e alle Bahamas. Le due ex dipendenti si sono rivolte alla Procura Nazionale in Spagna (il cantante è nato a Madrid il 23 settembre 1943) dopo che un’inchiesta esclusiva di elDiario.es e Univision Noticias ha raccolto le loro testimonianze”.

Fin qui l’incipit di un articolo ricco di dettagli. Sarà compito della magistratura spagnola appurare la verità giudiziaria. Se tutto fosse effettivamente avvenuto come Laura e Rebeca (nomi fittizi) hanno raccontato, verrebbe spontaneamente da dire: possibile che si tratti dello stesso Julio, sempre ispirato fin dentro il midollo, che con voce suadente cantava: “Se mi lasci non vale…./ Non ti sembra un po’ caro / il prezzo che adesso io sto per pagare…”.

Mah!

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