IL CORSIVO – LA MOZIONE SULL’IRAN, I 5STELLE E CALENDA IN VERSIONE ANDREOTTI
Ieri la commissione Esteri del Senato ha votato una risoluzione di condanna per la repressione violenta delle proteste in Iran. Maggioranza e opposizione hanno sottoscritto senza se e senza ma il documento, fatta eccezione dei senatori del M5S che si sono astenuti.
A spiegare il non-voto è stato direttamente il leader del Movimento, Giuseppe Conte. Ha detto: “Avevamo chiesto una cosa semplice: mettere nero su bianco in quel testo la nostra contrarietà ad azioni militari unilaterali, condotte fuori dal quadro del Diritto internazionale, che coprono altri interessi rispetto alla libertà di tanti giovani, di tanti cittadini iraniani che vogliono mettere fine alla tirannia. Ci hanno detto no. Quindi abbiamo deciso di astenerci, pur condividendo il resto della risoluzione: l’assenza di quel passaggio è per noi fondamentale”.
Cosa dire? È decisamente macroscopica la circostanza di una astensione rispetto alla convergenza di tutte le altre forze politiche, da sinistra a destra. Tra le reazioni alla ostentata verginità pacifista di Conte, la più maliziosa, se non proprio malignetta, è quella del leader di Azione, Carlo Calenda. Il suo commento sui social: “Oggi al Senato si è votata una mozione unitaria sull’Iran. Unici astenuti i 5S. Sempre dalla parte della Storia. Avanti così con Maduro, Putin e Ayatollah vari”.
Traduzione. Molto andreottianamente, Calenda ha voluto peccare “pensando male” degli altri (in questo caso di Conte), sicuro che stavolta ci ha azzeccato
I commenti sono chiusi.