IL CORSIVO – DECARO, SCHLEIN, EMILIANO: UNA NUOVA CATEGORIA DELLO SPIRITO
Brevissima e approssimativa cronistoria delle scorse elezioni regionali in Puglia. Il governatore Emiliano, finito il secondo mandato e non piú riproponibile per legge a quel ruolo, chiede alla segretaria del Pd di potersi candidare almeno al Consiglio regionale.
Elly Schlein – che appare burbera e aggressiva (specie con i Cacicchi e i Capibastone), ma di fatto é più dolce di Heidi con le caprette di Peter – non se lo fa dire due volte e manifesta la sua volontà al candidato presidente Decaro.
Apriti cielo. L’ex deputato ed ex sindaco di Bari, invero molto apprezzato per le sue capacità politiche e amministrative, rinvia la richiesta al mittente con tanto di minaccia ultimativa: carissima Elly, se vuoi Emiliano in Consiglio regionale, trovati un altro per il posto mio.
Schlein deve fare marcia indietro, epperó non si scoraggia. Le vie del Pd, di questo Pd, sono infinite. La segretaria chiede ad Emiliano di sostenere con tutte le forze Decaro e gli garantisce un posto in giunta in caso di vittoria. L’ex governatore s’impegna oltre ogni ragionevole dubbio. Decaro stravince, ed avrebbe comunque stravinto anche senza l’apporto di Emiliano. Tuttavia, nemmeno il tempo e la gioia d’un brindisi, e rieccoti il casino in casa Pd.
“Voglio l’assessorato promesso”, dice sottovoce Emiliano con il garbo da magistrato che gli é connaturato. “No, tu no!”, gli risponde Decaro in vernacolo barese , attingendo alla genialità del compianto milanese Enzo Jannacci.
L’ammuina dietro le quinte piddì dura oltre una quarantina di giorni: Emiliano non è disposto a cedere, Schlein continua a giocare con le caprette di Peter, Decaro non si sposta dalle sue posizioni nemmeno se Trump e Putin decidono di sparargli contro una raffica di missili ipersonici.
Poi, ieri finalmente, il miracolo dem: si scioglie il sangue nelle vene dei tre protagonisti di questa vicenda un tantino grottesca, e la soluzione arriva: Emiliano non farà l’assessore, ma il consigliere del presidente della giunta regionale di Puglia, Antonio Decaro. “A gratis”? Ma no! A 130 mila euro l’anno, come è giusto che sia, anzi meno del giusto.
Cosa dire? Nulla di sorprendente: nel vocabolario “testardamente” radicale del suo Pd, Elly Schlein ha sostituito la figura dei “Cacicchi” e dei “Capibastone” con quella dei “C…zi loro”, una categoria dello spirito – con tutto il rispetto per Hegel – che in politica riesce a risolvere ogni controversia – senza filosofeggiare tra estetica, logica, economia ed etica – semplicemente a spese dei cittadini (pugliesi, in questo caso).
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