IL CORSIVO – QUELL’INDAGINE APOSTOLICA SUL VESCOVO DI ALESSANDRIA

Il “fatto” risale a undici giorni fa, ma solo ieri è diventato notizia.

In sintesi. Il Dicastero dei vescovi ha inviato nella diocesi di Alessandria il cardinale Giuseppe Bertello con un mandato specifico: visionare i conti della circoscrizione ecclesiastica e verificare la regolarità dell’operato del vescovo Guido Gallese, che guida la diocesi da 14 anni.

Il portavoce del Monsignore ha spiegato ai cronisti che la visita apostolica non è un processo alla persona del vescovo, ma semplicemente “una verifica fraterna che coinvolge l’intera diocesi e che viene accolta con totale trasparenza, anche sui temi amministrativi ed economici, spesso oggetto di curiosità o dibattito”. Ed ha ben voluto sottolineare, il portavoce, che in questi primi dieci giorni di verifica, “la gestione è stata presentata con la serenità di chi ha operato alla luce del sole, grazie a solide sinergie con lo Stato e la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria. Sappiamo che l’agire porta con sé il rischio della critica e dell’errore. Tuttavia, la Chiesa di Alessandria non teme il confronto: solo dalla verità e dall’ascolto sincero può nascere un rinnovato servizio al nostro territorio”.

Insomma, bonariamente tradotte le parole del portavoce, qui non è accaduto niente di strano e men che meno d’illecito. Bisognerà attendere l’esito dell’indagine del cardinale per saperne di più.

Per ora, al di là delle lettere anonime arrivate in Vaticano, il cui contenuto è chiaramente top secret, le cose che si sanno e, soprattutto, si possono vedere e toccare, sono essenzialmente tre: 1) Una costosissima Tesla, auto personale del vescovo, non comprata dalla diocesi e che – si fa notare in città – Sua Eccellenza Reverendissima ha usato anche per recarsi al pranzo di Natale dei poveri: un contrasto, bisogna convenire, un tantino imbarazzante; 2) Una moto, anche questa molto costosa, e ugualmente personale di Monsignor Gallese; 3) Dulcis in fundo, il possesso di numerose tavole per il Kitesurf, lo sport preferito che il presule ama praticare in Sudamerica, ancorché solo per allenarsi.

Cosa dire? Giusto controllare i bilanci della diocesi, che pare non siano stati pubblicati per alcuni anni. Giusto anche dare un’occhiatina alle spese per il Kitesurf, così per eccesso di rigore. Ma cosa c’è di male se un vescovo percorra tutte le strade che vuole con un’auto e una moto costosissime? Tutt’al più, Sua Eccellenza può aver frainteso il senso del proverbio – peraltro d’origine cristiana – secondo cui… “Le vie del Signore sono infinite

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